Servizi efficienti per i cittadini e lavoro ai giovani: la Roma del futuro secondo Michetti

29 luglio 2021 | 19:20
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Servizi efficienti per i cittadini e lavoro ai giovani: la Roma del futuro secondo Michetti

Dal candidato sindaco del centrodestra la stoccata alla Raggi: “I rifiuti non si tolgono senza trattamenti. Dobbiamo riportare la città a una normalità”

Roma – Una Capitale che risorga come fece Ottaviano quando divenne imperatore, con servizi efficienti e progetti che abbiano come centro il cittadino stesso. E’ questa la Roma del futuro secondo Enrico Michetti, intervenuto alla Casa dell’Architettura per il primo confronto pubblico tra i candidati (leggi qui) alla carica di sindaco della Città Eterna.  Un confronto che Michetti non porta a termine: alle battute finali, infatti, il candidato sindaco del centrodestra lascia il palco dopo lo scontro verbale acceso tra Calenda e Gualtieri. “E’ una rissa, me ne vado”, dice abbandonando la manifestazione (leggi qui).

Nei suoi interventi traccia la sua visione del futuro per la Capitale che, come l’araba fenice, “necessita di risorgere”. Il modello è da ricercare nell’antichità, dove tutto era in funzione del cittadino. Cosa che dovrebbe accadere anche oggi

La Roma del futuro

“Cos’è Roma? Roma è un sogno e Roma e quello che nella storia ha rappresentato il vertice di ciò che era la cultura del cittadino. Nessuna civiltà è stata pari a quella romana nella centralità del cittadino: tutto era costruito in relazione agli abitanti”. Esordisce così il candidato del centrodestra alla domanda su come immagina la Roma del futuro. “Gli antichi hanno costruito anfiteatri, acquedotti, mercati, bagni, terme… I romani non avrebbero mai costruito le piramidi perché solo un capriccio del monarca”, aggiunge, sottolineando anche che “non avrebbero costruito opere solo di pregio stilistico senza funzionalità”.

“Mi dicono che parlo molto dell’antica Roma ma quale esempio migliore per qualiicare il benessere del cittadino noi abbiamo bisogno di dialogo e di pacificazione. Al centro non c’è la nostra carriere ma il cittadino. Per questo è importante la semplificazione, perché la burocrazia è una giungla”, prosegue.

“Bisogna avere un’amministrazione di servizio, la norma deve essere cucita su misura per non essere ostile alla collettività”, rimarca il candidato della destra, ribadendo che a Roma serve un'”Amministrazione pronta ed efficiente che deve rispettare i tempi”.

Per il futuro della Capitale, Michetti punta al lavoro, “che è l’asse portante sul quale abbiamo ricostruito il Paese. Dobbiamo dare opportunità ai giovani e lo si fa dandogli lavoro”. “Roma è città dell’arte, della cultura, della scienza, è il centro della cristianità. Come si può mettere a sistema tutto questo? Quando morì Cesare, Ottaviano Augusto compì l’impresa: anche oggi Roma va rigenerata come fece Augusto”. Poi la stoccata alla Raggi: “I rifiuti non si tolgono senza trattamenti. Dobbiamo riportare la città a una normalità”.

L’efficientamento dei servizi amministrativi capitolini

E chi gli chiede come si possa risolvere e smaltire la lentezza degli uffici dell’amministrazione Michetti risponde che “il sindaco deve stare fra la gente, deve avvalersi di una squadra di altissimo profilo, deve saper interpretare il territorio”. In altre parole deve “vivere la città, tra la gente e con la gente. Da qui bisogna ripartire”.

“Il digitale può essere un acceleratore ma il problema vero è che noi abbiamo delle norme che nemmeno il giudice riesce a interpretare. Dobbiamo asciugare i regolamenti e fare in modo che calzino a guanto alle esigenze che si vogliono soddisfare”, sottolinea.

“Per me la semplificazione è come la ‘Pietà’ di Michelangelo: lui partì da un blocco di marmo e tolse tutto il superfluo. E’ quello che dobbiamo fare anche a Roma”, aggiunge. E, tornando sulla digitalizzazione afferma: “La macchina non si può sostituire al cervello umano nel momento della discrezionalità. I tempi della legge dinanzi alla richiesta del cittadino devono essere rispettati. Un’Amministrazione è efficiente se parte dalla serenità, dalla fiducia, dal dialogo con i cittadini. E’ questo che dobbiamo ricreare all’interno della pubblica amministrazione: il popolo deve essere ascoltato h24”.

Poteri speciali per la Capitale

Sui poteri speciali per una citta come Roma, Michetti commenta: “Bisogna avviare un reale processo di decentramento amministrativo del Campidoglio verso i Municipi, che dovranno avere risorse umane e finanziarie sufficienti per governare i processi e garantire i servizi”.

Poi, rispondendo alla Raggi sulla gestione della Città Metropolitana aggiunge: “Questa dialettica fra Campidoglio e Città Metropolitana può rappresentare una grande opportunità, soprattutto se alcuni compiti possono scendere dalla Regione: questo accelererebbe i processi decisionali”.

“Ad esempio, credo che sarebbe più corretto che l’idrico fosse disciplinato a livello regionale, ma altri servizi, come i  trasporti, perché devono avere questa intermediazione regionale? La governance è importante. Se in cinque anni non si fano quelle infrastrutture necessarie a garantire un trasporto efficiente, se non si pianifica – alcune opere necessitano anni soltanto di incubazione – non c’è sviluppo. Servono poteri adeguati ad una grande capitale europea”, prosegue.

Recovery plan

Infine, prima di lasciare il palco, Michetti dice la sua sul Recovery Plan e il capitolo per Roma del Pnrr: “Abbiamo una città che deve recuperare il suo brand. Abbiamo peculiarità che poche capitali al mondo possono vantare, come l’agricoltura a chilometro zero. Se non abbiamo questo tipo di visione non può esserci rigenerazione”.

“La rigenerazione – aggiunge – deve avere una pianificazione in cui vengono definiti gli ambiti in cui si può rigenerare. Quante leggi si sono poi prestate a speculazioni?”.

Per Michetti, i soldi del Pnrr dovrebbero essere impiegati per “riparare i danni fatti dalle speculazioni edilizie. Il verde appartiene alla storia di Roma, oltre ai monumenti millenari e a tutto ciò che noi ricordiamo della nostra storia. Roma potrebbe essere il centro logistico di un’area vasta che va da Ostia, passando per il centro fino a Tivoli. Parigi si vende la reggia di Versailles, perché Roma non può puntare alla reggia di Caserta, magari con un treno diretto dove i turisti, già salendo sui vagoni, sono immersi nello splendore della reggia?”.

E conclude: “Noi dovremmo organizzare una logistica del turismo: Roma è diventata una città difficile per i turisti e per i cittadini. E questo perché non c’è pianificazione. Solo pianificando riusciremo a stimolare ed essere in grado di attrarre ricchezze che provengono da ogni parte del pianeta, anche dal privato”.

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