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Formia2021, in 5 per lo scranno da Sindaco

Una campagna elettorale ricca di colpi di scena quella di Formia. 19 le liste totali e 434 gli aspiranti consiglieri comunali

Formia – Nate dalla crisi di governo dello scorso dicembre, sull’infinita guerra per gli equilibri di bilancio, a Formia, queste elezioni al tempo del Covid sono doppiamente delicate, doppiamente intricate. E soprattutto appaiono doppiamente legate al momento storico che il mondo sta attraversando, considerando che la gestione della pandemia è stato uno dei cavalli di battaglia dell’opposizione per far cadere Paola Villa.

I numeri delle elezioni

Una tornata elettorale delicata, certo, ma non esente da veleni e frecciatine, anzi. Ma se a parlare fossero i numeri, cosa direbbero di queste elezioni a Formia?

Il primo dato rilevante è quello dei candidati sindaci: uno in meno rispetto a quelle del 2018, 3 in meno a quelle del 2013. Sui nomi non ci sono grandi sorprese: è scesa in campo l’ex sindaco, Paola Villa, insieme al M5s. Il centrodestra si è fatto trovare spaccato, presentando ben 3 candidati, rispettivamente Gianluca Taddeo (sostenuto da 6 liste, tra cui Forza Italia e FdI), Amato La Mura (per quanto la sua sia una maxi coalizione civica, senza simboli di partito, tra i candidati spiccano i volti noti di Lega e Udc) e Gianfranco Conte (per quanto resti un candidato sindaco civico, senza sostegni da parte dei partiti ufficiali di centrodestra). A lottare per portare in campo il simbolo dei dem è stato il più giovane tra i candidati, il farmacista Luca Magliozzi.

Ma se i candidati sindaci sono diminuiti, rispetto alle precedenti tornate elettorali, diversa è la situazione per i consiglieri comunali, che si identificano in ben 19 liste diverse, ovvero quattro in più del 2018 e stesso numero di quelle del 2013.

Per quanto riguarda, invece, il numero dei consiglieri in sé, il 3 e il 4 ottobre prossimo si potrà scegliere tra un ventaglio di ben 434 aspiranti, contro i 350 del 2018. Il numero più alto resta comunque quello del 2013, quando in corsa ce ne erano 459.

Un numero di aspiranti consiglieri che appare comunque esorbitante, se si considera che i posti disponibili restano 24, di cui 16 alla maggioranza e solo 8 all’opposizione.

Altro dato rilevante che vede protagonisti gli aspiranti consiglieri è quello dei cambi last minute – come la decisione di “Ripartiamo con voi” di non scendere ufficialmente in campo per sostenere La Mura – e quello, più in generale, di com’è cambiata la geografia politica di alcuni volti noti – lo storico sostenitore di Paola Villa, l’ex assessore Kristian Franzini, per esempio, è sceso in campo a sostegno di Magliozzi. –

I candidati sindaci: dal Pd al centrodestra, passando per i civici

Il Pd

Il Pd è il partito che, probabilmente, esce più spaccato da questa tornata elettorale. L’ala dem più vicina all’ex sindaco Bartolomeo, infatti, ha deciso di sostenere la candidatura di La Mura (tra le eccezioni, c’è il ritiro della candidatura di Gennaro Ciaramella. Il presidente del circolo ha preferito non rischiare l’espulsione dal partito), lasciando al segretario dem e attuale candidato sindaco il compito di lottare per creare un “campo largo democratico e progressista.”

Per un po’, infatti, la candidatura a sindaco di Magliozzi – arrivata dopo la rinuncia dell’odontoiatra Occipite Di Prisco – è sembrata destinata a una corsa in chiave civica, considerato che l’allora segretario provinciale, Claudio Moscardelli, e il senatore Bruno Astorre, avevano “congelato” il simbolo, impedendo a Magliozzi di correre a nome e per conto del Pd, ufficialmente per un tecnicismo dello Statuto.

La svolta è arrivata a fine luglio, con una situazione ribaltata da un fatto inaspettato: le dimissioni del segretario provinciale Claudio Moscardelli, a seguito delle indagini scandalo sui concorsi della Asl e la volontà del commissario provinciale, Matteo Mauri, di “ridiscutere” il caso Formia, scongelando, poi, il simbolo dei dem.

I civici: da Paola Villa a Gianfranco Conte

 

Paola Villa

Che l’ex sindaco di Formia, Paola Villa, sarebbe scese nuovamente in campo era pressoché una certezza, tant’è che lei stessa, l’aveva annunciato, sotto mentite spoglie, all’indomani delle sue dimissioni (leggi qui).

La novità sta tutta nei suoi sostenitori. In primis perché, come già detto, il più storico tra i suoi sostenitori (Franzini), scenderà in campo per sostenere il candidato dei dem, come anche il suo ex presidente del Consiglio (Di Gabriele) scenderà in campo (in qualità di capolista di “Guardare oltre”) a sostegno di La Mura.

In secondo luogo, perché con lei non ci saranno ben 3 delle liste che, nel 2018, la portarono alla vittoria (rispettivamente, mancano “Ripartiamo con voi”, “Formia vinci” e “Formia città in comune”). Infine, perché lei stessa ha rotto quello che fu uno dei suoi cavalli di battaglia nella campagna elettorale del 2018, ovvero il “no” agli accordi con i partiti politici. Ora, ad affiancarla ci saranno i pentastellati. Una scelta, che, però, per lei, non è una negazione del passato.

“Quando abbiamo cominciato a dialogare con Antonio Romano – aveva spiegato durante la presentazione della candidatura -, non ci siamo proprio posti il problema del simbolo da mettere in campagna elettorale. Abbiamo lavorato per arrivare a una sintesi, perché sapevamo che dovevamo arrivare pronti a questo momento, pronti per chi non si riconosce nelle sintesi che sono scese in campo in città.

Il nostro è stato a volte un dibattito acceso, difficile. Ma il mio partito rimane Formia. Al centro del nostro pensiero, del nostro modo di fare politica, c’è Formia. C’è bisogno di non abbassare la testa di fronte agli interessi dei cittadini, c’è bisogno – concluse di una campagna elettorale fatta di verità.”

 

Gianfranco Conte

 Gianfranco Conte è stato il primo a scendere in campo, decidendo di aprire il primo point elettorale all’indomani della crisi di governo, con una candidatura civica, tendente a destra.

La sua alleanza, in Consiglio comunale, con FdI (resa nota pochi mesi prima del Commissariamento), però, non gli è bastata per avere il partito di Giorgia Meloni come alleato per questa tornata elettorale. Dopo vari tentativi di dialogo sia con FdI che con FI, è arrivato lo strappo sul nome del candidato sindaco.

Al fianco di Conte, restano la sua “Formia ConTe”, e altre due liste civiche, rispettivamente “Nuova area” e “Progetto democratico – Formia 4.0.”

Il centrodestra

 

Gianluca Taddeo

 E’ Gianluca Taddeo il volto di Forza Italia. L’architetto e funzionario del dipartimento della Asl è riuscito a “strappare” a Gianfranco Conte il sostegno di FdI. Al suo fianco altre 4 liste, “Taddeo per Formia”, “Periferie al centro”, “Formia vinci” e “Anima popolare”.

Tra i nomi di spicco in suo sostegno ci sono quelli dell’avvocato penalista Pasquale Cardillo Cupo, Eleonora Zangrillo e Tania Forte, tutti e tre consigliere comunali dell’opposizione uscente.

 

Amato La Mura

 La più “rumorosa” delle candidature è stata sicuramente quella dell’infettivologo Amato La Mura. A partire dal fatto che l’uomo che per primo ha proposto il suo nome, ovvero Maurizio Costa, ha scelto, all’ultimo minuto, di sostenerlo a titolo personale, ma non con la sua lista “Ripartiamo con voi” (che fu tra le 4 che portarono Paola Villa nel 2018).

Altri due fattori rilevanti sono quella sorta di rivincita che impregna l’aria attorno a La Mura: l’infettivologo, infatti, doveva essere il volto e il nome del centrodestra già nel 2018, tanto che annunciò la sua candidatura… Finché la fumata bianca non diventò nera. Al suo posto, il centrodestra promosse l’avvocato Cardillo Cupo, “condannato”, poi, al secondo posto al ballottaggio dal voto disgiunto e, ora, “solo” candidato consigliere nelle fila di Taddeo.

Non solo. La Mura è l’uomo che ha spezzettato i dem: nelle sue di fila, infatti, c’è l’ala del Pd più vicina all’ex sindaco Bartolomeo, rischiando anche di “condannare”, a sua volta, il candidato democratico a correre senza il simbolo.

Nella sua maxi-coalizione civica, insomma, c’è di tutto. Dai cambi last minute – tra cui anche la creazione di una lista pronta a sopperire l’assenza di “Ripartiamo con voi” -, alle alleanze trasversali, che spaziano da parte dei dem all’Udc, passando per la Lega.

La voce dei formiani

Ma un dato, più di tutti, emerge con chiarezza tra i formiani: quello del secondo commissariamento in 3 anni. Il risultato? Una città stagnante, dove anche l’ordinaria amministrazione rischia di passare per straordinaria, se non impossibile.

Un dato che non si può ripetere. Non dopo questi ultimi due anni, passati tra lockdown, zone rosse e ripartenze che tardano ad arrivare. “Basta commissariamenti” è quello che chiedono i formiani. La politica si prenda le sue responsabilità.

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