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Omicidio a Tor San Lorenzo, le ciabatte di Graziella ben riposte: il particolare incuriosisce gli inquirenti

Gli investigatori si sono soffermati sul dettaglio valutando la possibilità che qualcuno abbia voluto rimettere... in ordine

Ardea – Le indagini sulla morte di Graziella Barlotta, 68enne disabile trovata morta il 29 settembre scorso nel suo bagno con una profonda ferita alla testa, continuano a lasciare aperti interrogativi, nonostante il figlio, il primogenito della donna Fabrizio Rocchi risulti indagato per omicidio (leggi qui). Domande alle quali gli inquirenti stanno cercando di dare risposte indagando sulle abitudini e sulle ultime ore della 68enne.

Un indizio è saltato agli occhi degli investigatori nelle ultime ore… una casa in ordine, forse troppo per essere stata teatro di un omicidio.

Fatta eccezione per il bagno nel quale è stato rinvenuto il corpo esanime di Graziella, il resto dell’abitazione era perfettamente sistemata. Un particolare ha incuriosito più di tutti gli altri i carabinieri che proseguono le indagini sin dal giorno del rinvenimento del cadavere della donna, rinvenuta in una pozza di sangue e con una profonda ferita alla testa, e cioè le ciabatte della 68enne disabile, costretta su una carrozzina, accuratamente riposte fuori la porta del bagno… come a significare che qualcuno si sia premurato di rimettere in ordine. Un elemento singolare sul quale gli inquirenti si sono soffermarti per cercare di trovare una motivazione.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

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