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Il pugilato entra nelle scuole: via al progetto ‘Boxando s’impara”

Alessia Mesiano e Emanuele Blandamura gli atleti coinvolti. Anche gli istituti penitenziari nel piano

La boxe torna a scuola in modo strutturato, con un grande investimento della Federpugilato, in 23 istituti, compresa la Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli e il ‘Pacinotti-Archimede’ di Roma ha ospitato la presentazione del progetto “Boxando s’impara” con due ambassador: Alessia Mesiano ed Emanuele Blandamura.

Dopo il primo gong lanciato a giugno nella Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli, la Fpi entra in modo strutturato negli istituti scolastici con un progetto incentrato sul pugilato educativo scolastico, accreditato al Miur nell’ambito di quelli di Sport e Salute e promosso in collaborazione con i comitati regionali.

I destinatari sono le scuole superiori e gli istituti penitenziari, con due classi coinvolte per ogni istituto. Sono previste dieci ore di lezioni pratiche in orario curriculare, con il “kit di allenamento adidas” fornito dalla Fpi e tenute da tecnici sportivi Fpi, nove ore di lezioni teoriche on-line ed una webinar finale di confronto e dialogo con il campione e ambassador FPI Roberto Cammarelle. La Fpi investe quindi nella scuola, garantendo un piano di lavoro gratuito con attività interdisciplinari focalizzate su tre asset fondamentali per la boxe: formazione, sociale e cultura. Questo l’obiettivo del presidente della federpugilato, Flavio D’Ambrosi, sposato in pieno dal dirigente scolastico, Chiara Sicoli.

“Non esiste uno sport maschile o femminile ma uno sport che si adatta alle esigenze delle persone – ha sottolineato la campionessa mondiale, Alessia Mesiano – La boxe richiede impegno e sacrificio, e può essere praticata anche dalle donne, in assoluta sicurezza e con l’obiettivo di acquisire autostima e benessere psico-fisico nel segno del valore più grande, il rispetto”. Lo sa bene l’ex allievo delc Pacinotti-Archimede e campione europeo PRO Emanuele Blandamura, da sempre in prima linea nel formare i giovani e contrastare fenomeni come il bullismo: “Ho iniziato a boxare a diciotto anni. Inizialmente l’ho fatto per un senso di rivalsa ma poi ho capito che il pugilato è altro, è impegno fisico e mentale, volontà nel costruire la propria personalità, anche nella sconfitta. Fallire non significa essere un loser ma dire che ci hai provato”. (Ansa).

(foto@Federpugilistica/Facebook)

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