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Rivoluzione in Vaticano, due donne nella Commissione che sceglie i vescovi: è la prima volta

L'annuncio arriva direttamente da Papa Francesco. In totale, in Vaticano, tra dicasteri, uffici e magazzini lavorano circa 1.016 donne, ovvero il 22% del personale totale, per le quali “a parità di livello il loro stipendio è uguale a quello dei colleghi uomini”

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Città del Vaticano – Continua la così detta rivoluzione bergogliana in Vaticano. Papa Francesco ha infatti annunciato che nominerà due donne al Dicastero dei vescovi: è la prima volta che accade. L’annuncio arriva nel corso di un’intervista esclusiva rilasciata alla Reuters (leggi qui).

Il Pontefice ha parlato della valorizzazione della donna nella Curia romana e ha spiegato che per la prima volta due donne lavoreranno al Dicastero che aiuta il Pontefice nella scelta dei pastori diocesani Francesco ha risposto a una domanda sulla presenza femminile in Vaticano, su quanto stabilito dalla nuova Costituzione apostolica Praedicate Evangelium che riforma la Curia e su quali dicasteri potranno in futuro essere affidati a un laico o a una laica. “Io sono aperto, che si dia l’occasione. Adesso il Governatorato ha una vice governatrice… Adesso, nella Congregazione dei Vescovi, nella commissione per eleggere i vescovi, andranno due donne per la prima volta. Un po’ si apre in questo modo“.

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La presenza delle donne in Vaticano

Sono tante le donne che in Vaticano ricoprono ruoli importanti. Come quello di Sottosegretario per il Settore multilaterale della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, Francesca Di Giovanni (prima donna a ricoprire questo ruolo).

Molto spazio occupano le donne in posti dedicati alla cultura: ai vertici dei Musei Vaticani c’è una donna, Barbara Jatta, così come a ricoprire il ruolo di capo ufficio della Biblioteca apostolica vaticana è Raffaella Vincenti (docente presso la Scuola vaticana di biblioteconomia ed è stata la prima donna a rivestire il ruolo Capo della Segreteria e a far parte del Consiglio della Vaticana).

Ci sono poi Immacolata Incocciati, Segretario Generale della Pontificia Università Lateranense, Antonella Sciarrone Alibrandi, pro-rettore vicario dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Nataša Govekar, direttore della Direzione teologico-pastorale del dicastero per la Comunicazione, Linda Ghisoni, Sottosegretario del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede e Commissario per lo scioglimento dei matrimoni in favorem fidei, Gabriella Gambino, sottosegretario del Dicastero vaticano per i Laici, la Famiglia e la Vita.

E non mancano le suore, come Nathalie Becquart, sottosegretaria al Sinodo dei vescovi (già responsabile della pastorale giovanile e vocazionale presso la Conferenza episcopale francese, e dal 2019 consulente per il Sinodo dei vescovi). C’è anche Catia Summaria, promotore di giustizia della Corte d’Appello dello Stato della Città del Vaticano (quello che noi in Italia chiamiamo pubblico ministero). A queste vanno ad aggiungersi i sei membri del Consiglio per l’Economia, nominate nell’agosto del 2020. In totale, in Vaticano, tra dicasteri, uffici e magazzini lavorano circa 1.016 donne, ovvero il 22% del personale totale, per le quali “a parità di livello il loro stipendio è uguale a quello dei colleghi uomini”, come riporta un articolo pubblicato su Donne, Chiesa, Mondo del gennaio 2020.

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