Il Fatto

Omicidio a Ostia. Blitz in via Bignami a Fiumicino: nell’auto sospetta trovate bombe e pistole

4 febbraio 2023 | 11:38
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Omicidio a Ostia. Blitz in via Bignami a Fiumicino: nell’auto sospetta trovate bombe e pistole
Omicidio a Ostia. Blitz in via Bignami a Fiumicino: nell’auto sospetta trovate bombe e pistole
Omicidio a Ostia. Blitz in via Bignami a Fiumicino: nell’auto sospetta trovate bombe e pistole
Omicidio a Ostia. Blitz in via Bignami a Fiumicino: nell’auto sospetta trovate bombe e pistole
Omicidio a Ostia. Blitz in via Bignami a Fiumicino: nell’auto sospetta trovate bombe e pistole

Un uomo, classe 1968, è stato arrestato. Ecco cosa hanno trovato i carabinieri nell’auto parcheggiata a Fiumicino

Fiumicino – Bombe artigianali e sei pistole di cui almeno una con la matricola abrasa. Ecco cosa hanno trovato carabinieri e artificieri nell’auto sospetta, una Nissan bianca, parcheggiata a via Bignami (leggi qui), nel cuore di Fiumicino, a pochi passi dalla scuola Porto Romano.

I militari dell’Arma, che insieme agli agenti della Polizia locale aveva transennato l’area all’alba di ieri, hanno arrestato un uomo, classe 1968, originario di Gela e con precedenti. Su di lui pendono le accuse di detenzione illegale di armi e fabbricazione di esplosivi. Gli inquirenti non escludono che possa esserci un legame con l’omicidio Vallo di Ostia (leggi qui).

Fabrizio Vallo, 48 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato raggiunto da cinque colpi di pistola la scorsa notte mentre si trovava sul portone di casa in via del Sommergibile. I killer lo hanno colpito al volto e all’addome. La vittima, ex sorvegliato speciale, ha trascorso diversi periodi in carcere per rapine ai danni dei commercianti della zona. Gli inquirenti non escludono nessuna pista ma al momento l’ipotesi più accreditata sembra essere quella del regolamento dei conti nell’ambito del traffico di stupefacenti.

Ma dietro l’omicidio potrebbe esserci anche l’ombra della criminalità organizzata: nella stessa zona, considerata il feudo dei clan Spada e Fasciani, dodici anni fa vi furono gli omicidi di Giovanni Galleoni detto “Baficchio” e Francesco Antonini, detto “Sorcanera”, che segnò l’ascesa del clan Spada a Ostia.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio

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