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Mondiali, oggi la premiazione di Tamberi con l’oro: “Un sogno che ripaga dei sacrifici”

23 agosto 2023 | 11:03
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Mondiali, oggi la premiazione di Tamberi con l’oro: “Un sogno che ripaga dei sacrifici”

Questa sera l’Azzurro sul podio a Budapest. Ha vinto l’unica medaglia che mancava in palmares

Budapest – E’ la giornata della premiazione oggi alla Medal Plaza di Budapest per Gianmarco Tamberi. Riceverà l’oro sognato mondiale nell’alto alle 18, 24 e lo cullerà al collo. Ieri sera ha scritto la storia l’Azzurro delle Fiamme Oro, aggiungendo la medaglia che gli mancava in bacheca. E lo metterà accanto all’oro olimpico (leggi qui).

Canterà l’Inno di Mameli con quella mano sul cuore. Come di consueto per un campione che ha scritto la storia.

Risuona ancora la sua gioia della serata di ieri e il delirio scoppiato dopo la vittoria. Senza freni la pura felicità provata con i tifosi, la famiglia sugli spalti e con lo staff tecnico. La festa è proseguita poi anche a Casa Italia, dove la delegazione tricolore ha omaggiato il suo campione del mondo. Le sue parole, a margine della gara, hanno descritto una felicità senza poterla descrivere del tutto, per la felicità provata.

“Pazzesco – esclama Tamberi, come riporta la nota di fidal.it – e non riesco neanche a sentirmelo dire che sono campione del mondo! È una sensazione unica, riuscire a battere atleti che sembrano superiori. Quando sono entrato nello stadio ho visto quanti italiani c’erano, quanto erano carichi, e mi sono detto: ‘è la tua serata’… Sapevo di star bene, anche se domenica ho fatto una qualificazione orrenda, ma ho archiviato tutto e ho cercato quello che dico nei miei discorsi da capitano agli azzurri: credere che tutto è possibile e sognare in grande, alla fine è successo. Prima della gara ho fatto un ottimo riscaldamento, uno dei migliori della mia vita, e avrei potuto solo distruggere tutto con la mia testa. Conosco gli avversari, sapevo che poteva servire più di 2,38 per vincere. Ho cercato di essere me stesso in pedana, di rimanere concentrato, e a 2,36 mi sono reso conto che era un possibile match point. Se c’è un’opportunità, devi mettercela tutta e ho avuto l’ennesima conferma che quando conta riesco a tirare fuori la parte migliore di me. È bello raggiungere quello che si sogna. Mi sento ripagato di tutti i sacrifici fatti, so quanto ho investito nel mio team e questo non è uno sport individuale, se c’è un lavoro di squadra che richiede tanta dedizione. Quando si cambia guida tecnica dopo dodici anni si esce dalla comfort zone e la paura è tanta, mi sono caricato di tante responsabilità. Mio papà Marco mi ha insegnato a saltare, quello che ho fatto è anche grazie al percorso condotto insieme a lui. Non è stato facile separarmi da lui, digerire un cambiamento del genere, non ci parliamo da tanto tempo ma è merito anche di quello che mi ha insegnato. Devo ringraziare Giulio Ciotti e Michele Palloni per come si sono approcciati a questa nuova sfida, un team affiatatissimo. Fa piacere sapere di ispirare i giovani, spingere i ragazzi ad avvicinarsi ai campi di atletica: è bellissimo, sono loro a darci la forza”.

(foto@Grana/Fidal)

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