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Fiumicino e i grandi del cinema: quanti ricordi dimenticati

La storia di Fiumicino è legata fortemente ad alcuni degli esponenti più illustri del grande cinema italiano. Il responsabile del settore turistico del Seccy Hotel Boutique Fiumicino ci spiega la sua proposta per celebrare questo legame.

Fiumicino – “La città di Fiumicino ha la fortuna di avere ereditato un grande patrimonio culturale che troppo spesso non viene adeguatamente apprezzato. È fin troppo facile dimenticarsi di tanti grandi e piccoli tesori in suo possesso; opere, ricordi e testimonianze preziose che appartengono a un passato ancora recentissimo” sostiene Quirino Secci, responsabile del settore turismo del Seccy Hotel Boutique Fiumicino.

Negli anni d’oro del cinema italiano infatti, quel periodo che va a grandi linee dagli anni ’50 agli anni ’70, Fiumicino è stata non solo più e più volte scelta come set naturale da produttori e registi, ma è diventata meta fissa di villeggiatura per figure di grandissima fama e per alcune di queste addirittura luogo di residenza permanente.

I grandi protagonisti

Federico Fellini la scelse come luogo ideale per girare alcune delle scene più significative ed emblematiche del suo film La Strada del 1954, film in cui i bambini e giovani che appaiono come spettatori non sono altro che comparse scelte tra i ragazzi che abitavano nella zona. In seguito il maestro tornò a girare a Fiumicino alcune scene, tra cui quella dell’attracco del mitico transatlantico Rex, durante la lavorazione di Amarcord nel 1973.

Franco Citti, romano di orgine e noto innanzitutto per il suo ruolo di “Accattone”, nel film omonimo che fu l’opera di esordio alla regia di Pier Paolo Pasolini, scelse Fiumicino come luogo di residenza e ci abitò per buona parte della sua vita fino a quando si spense pochi anni fa, il 14 gennaio 2016, e nello spazio teatro di villa Guglielmi venne allestita la camera ardente.

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“Ricordo ancora bene Antonio de Curtis, in arte Totò, quando veniva a passare delle giornate di riposo a Fiumicino” ci racconta il responsabile del settore turismo del Seccy Hotel Boutique Fiumicino. “Lo ricordo molto bene sul suo motoscafo ormeggiato nella darsena, sempre impegnato nella lettura del giornale. Gli altri ragazzi e io lo guardavamo con grande curiosità, ma non era di certo come oggi: a nessuno di noi sarebbe mai venuto in mente di chiedergli un autografo! Una cosa che invece quasi nessuno ricorda più è che egli fu anche un benefattore della squadra locale di calcio, alla quale corrispose a più riprese delle donazioni monetarie importanti.”

Piccoli, ma preziosi ricordi come questi purtroppo in molti casi vivono solamente nella memoria di chi li ha vissuti e di coloro che hanno avuto la fortuna di ascoltarne il racconto, ma non è detto che debba essere per forza così: questi ricordi possono vivere e diventare patrimonio di tutti e preservati grazie alla volontà di dedicare loro un degno tributo a livello cittadino

La proposta di Secci

“Diverse aree della città, in particolare nella zona di Isola Sacra, si sono espanse enormemente negli ultimi decenni, prosegue Secci, e nonostante la bellissima scelta di dedicare la maggior parte delle vie ai luoghi significativi della Grande Guerra e a tanti italiani che in quel periodo si comportarono da veri e propri eroi, non tutte le nuove strade hanno seguito questa nomenclatura ed è un peccato che nemmeno una di queste sia stata dedicata ai grandi del cinema italiano che scelsero Fiumicino per girare i loro film, passare le vacanze o vivere.”

È appunto questo è al contempo il rammarico, ma anche la proposta del responsabile del settore turismo del Seccy Hotel Boutique Fiumicino: dedicare i nomi di alcune nuove strade ai grandi del cinema italiano che in un modo o nell’altro hanno scritto un pezzetto della propria storia nella città di Fiumicino, in modo che venga celebrarata la storia recente della città oltre a quella antica (leggi di più).

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Un esempio da seguire

“Ho molto apprezzato quando qualche anno fa il comune di Ladispoli conferì la cittadinanza onoraria a Carlo Verdone, in virtù di essere stato il primo a rendere noto il nome della città al grande pubblico grazie al film Un sacco bello del 1980. In modo analogo penso che anche Fiumicino dovrebbe celebrare coloro che le hanno immortalato i suoi luoghi e il suo nome e credo che dedicare i nomi delle vie potrebbe essere un buon primo passo in questa direzione” conclude Secci.

Una città per crescere non ha bisogno solamente di nuove strade, servizi e centri commerciali, ma anche e soprattutto di quegli elementi che contribuiscano nel tempo alla formazione e crescita del senso di comunità. Fiumicino non fa eccezione e un buon punto di partenza potrebbe essere proprio la valorizzazione delle testimonianze dei cittadini che hanno vissuto in prima persona quegli eventi del passato recente che è giusto diventino patrimonio di tutta la comunità.

(Il Faro Online)

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