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Maestre precarie a #Fiumicino, marcia di protesta per il diritto ad esistere foto

Stamattina marcia di protesta, chiesto il ritiro del bando di concorso.

Maestre precarie a #Fiumicino, marcia di protesta per il diritto ad esistere

Il Faro on line – Questa mattina la marcia di protesta delle insegnsnti precarie a Fiumicino. Tanta gente – circa duecento persone – tanta rabbia, e un solo scopo: veder riconosciuti i propri diritti. Oltre a fischietti, striscioni, cartelloni e magliette, le insegnanti hanno redatto un comunicato che riportiamo in integrale, dov’è ben piegata la loro posizione.

Il documento ufficiale

“Siamo insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatrici dei nidi comunali. Siamo qui per rivendicare con forza il nostro ruolo di precarie storiche che da 22 anni svolgono la loro attività di insegnamento con grande professionalità, amore, dedizione, passione ed onorabilità.

La nostra amministrazione ha indetto un bando di concorso su scala nazionale che non solo ci penalizza ma mette a repentaglio il nostro posto di lavoro. Un lavoro che ci siamo guadagnate attraverso un percorso lunghissimo e difficile. E’ stata una gavetta dura, ma che non ci ha mai fatto avere ripensamenti o tentennamenti; perché noi questo lavoro lo amiamo, lo abbiamo scelto, lo abbiamo assimilato attraverso una esperienza ventennale.

Noi oggi scendiamo in piazza con la generosa partecipazione di tanti genitori, comitati, bambini, gente comune, persone che conoscono il nostro operato e dunque molto sensibili alla ingiustizia che tutte noi stiamo subendo.

La formula concorsuale che i nostri governanti hanno scelto per stabilizzare, riteniamo convintamente sia sbagliata. Ci costringe tutte in un unico calderone tra insegnnti precarie da una vita (di questo comune) enuovi inserimenti che arriveranno dall’esterno.

La nostra anzianità di servizio non è stata valorizzata come era giusto che fosse.

Noi oggi chiediamo con forza che il nostro lavoro, la nostra collocazione nelle graduatorie comunali rimanga tale.

Una collocazione che abbiamo ricavato attraverso tanti anni di sacrificio e totale disponibilità. Reclamiamo sì un percorso di stabilizzazione, ma diciamo no al concorso.

Noi siamo le insegnanti dei bambini di Fiumicino, senza se e senza ma… Siamo qui affinché chi di dovere ascolti la nostra richiesta. Fermanente diciamo ‘no concorso, ritirate il bando'”.