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PyeongChang 2018, un oro perfetto, Arianna Fontana, ‘Finalmente! Lo aspettavo da una vita’

E’ grande la sua emozione. E ancora vuole vincere alle Olimpiadi. Ha messo il suo oro al collo e ha coronato una splendida carriera. Leggenda olimpica.

Il Faro on line – Una medaglia olimpica va a coronare la perfezione. Quel massimo di una carriera che oltre poi, non c’è più niente. La grandezza, l’immensità e la forza di un atleta.

Un cammino fino ad essa. Un oro che va a completare il percorso intrapreso. Sin da bambina. E la numero 6 a PyeongChang 2018 per Arianna, è stata proprio quella. Un bronzo nei 3000 metri in staffetta a Torino 2006, un altro bronzo a Vancouver nel 2010, nei 500 metri. Poi ecco Sochi. In Russia e in riva al Mar Caspio, Arianna ha vinto un argento nei 500 metri e due bronzi. Uno nei 1500 e uno ancora in staffetta nei 3000. E l’oro della felicità e della perfezione in Corea del Sud, quest’anno.

Un orgoglio. Un successo firmato e costruito. Sempre lei nello short track internazionale. Sempre la Fontana a primeggiare. La prima atleta europea a vincere l’oro olimpico. Un sorriso sul viso della Fontana dopo quelle lacrime, subito dopo la gara.

Chi era arrivata prima sul traguardo ? Lei o la Choi ? Attimi concitati. E poi la felicità. 10 centimetri d’amore in più. Un mezzo di pattino più lungo, come la sua tenacia in gara, come i battiti del suo cuore in finale. Un tracciato domato sin dall’inizio, quello dei 500 metri. La sua distanza preferita: “Finalmente! Ho inseguito per tanti anni questo oro – ha detto Arianna, come riportato dal sito ufficiale delle Fiamme Gialle – ho iniziato la stagione con l’obiettivo di arrivare qui al 100% della condizione e ci sono riuscita. Sono felicissima, sto provando delle sensazioni stupende”.

Ha ritirato il suo oro questa mattina Arianna. Nelle prime ore del 14 febbraio italiano, mentre in Corea già brillavano le stelle, la Fontana ha ritirato la sua medaglia perfetta e sul suo profilo Twitter ha scritto: “Ti aspettavo solo da 8 lunghi anni. È stato il viaggio di una vita e non è ancora finito”.