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Tra voragini e fiumi sommersi, l’analisi di Legambiente sul rischio idrogeologico a Terracina

Subiaco: "Occorre prendere dei provvedimenti seri e farlo con estrema urgenza. Non passerelle politiche ma Piani di intervento e soldi veri."

Terracina – “La voragine che si è aperta, questa mattina, sulla Pontina (Leggi qui) porta alla luce un fiume “sommerso”, coperto dalla strada. Ma come ci hanno insegnato tanti episodi accaduti in questo Paese (Genova in primis) il fiume prima o poi si riprende il suo alveo naturale…

Il nostro Comune – fa sapere, in una nota, Gabriele Subiaco, vicepresidente del Circolo Legambiente di Terracina –  è uno degli oltre 7000 comuni italiani a rischio idrogeologico (frane e alluvioni) con oltre il 30% (vedi sotto i dati dell’Ecosistema urbano di Terracina 2017 di Legambiente) del suo territorio impattato e migliaia di persone a rischio.

In particolare, la presenza di fiumi importanti come l’Amaseno, l’Ufente e il Sisto, che sfociano sulla nostra costa, espone il nostro territorio a gravi rischi di esondazione.

Occorrono, quindi, piani seri di contrasto (Piano per il rischio climatico e idrogeologico) e finanziamenti che consentano di realizzarli per ridurre e mitigare i rischi e i danni innanzitutto per le persone.

Dopo quanto accaduto il 29 ottobre scorso, è evidente che siamo nell’occhio del ciclone e che occorre prendere dei provvedimenti seri e farlo con estrema urgenza. Non servono passerelle politiche servono Piani di intervento e soldi veri.

Ecosistema urbano di Terracina e i dati di Legambiente sul rischio idrogeologico

Aree (% sulla superficie totale) a pericolosità da frane e idraulica risulta pari al 32,29% (dati del Rapporto ISPRA basato sul PAI-Piano di Assetto Idrogeologico regionale). Il totale aree pericolose, parliamo di frane e inondazioni, è pari a 44,1 Km2 su una Superficie Totale di 136,59 Km2.

Aree (% sulla superficie totale) a pericolosità elevata e molto elevata da frane e idraulica elevata – prosegue la nota -risulta, invece, pari al 12,34% superiore alla media nazionale che è del 11,97% (dati del Rapporto ISPRA basato sul PAI-Piano di Assetto Idrogeologico regionale). Il totale aree molto pericolose è pari a 16,9 Km2. Sono circa 4.000 le persone a rischio e 1.600 quelle che vivono in zone ad alto rischio.

E, infine – conclude la nota -, l’erosione costiera: la percentuale di costa soggetta a erosione è pari al 52,33% superiore alla media delle regioni costiere soggette ad erosione che è del 42,22%. I chilometri di costa soggetti ad arretramento della linea di costa nel comune di Terracina sono oltre 8.”

Un territorio martoriato, quindi, quello di Terracina, che, a meno di un mese di dalla tromba d’aria che ha sconvolto l’assetto di buona parte della città, torna a soffrire, a gridare aiuto. Un grido che, come dimostrano i dati, merita di essere ascoltato con urgenza.

(Il Faro on line)