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Fondi regionali per contrastare l’erosione, Fiumicino tagliata fuori

Da Sabaudia a Ostia, fino a Montalto, diversi comuni del litorale laziale hanno ottenuto il finanziamento, tranne Fiumicino: ecco il perché

Fiumicino – La Regione Lazio si mobilita per contrastare il fenomeno dell’erosione che da tempo, oramai, flagella le coste del litorale. Dalla Pisana sono in arrivo oltre 2 milioni di euro per “l’attuazione di interventi di ripascimento costruttivo delle coste“.

Poche ore fa è stata pubblicata la determina relativa “ai finanziamenti concessi a favore dei Comuni di Montalto di Castro, Santa Marinella, Latina, Sabaudia, Terracina, Fondi e del X municipio di Roma Capitale per l’immediato avvio di opere di ripascimento urgenti”, si legge in un comunicato diffuso della Regione Lazio (leggi qui).

Come si può notare, Fiumicino non compare nell’elenco, è tagliata fuori dai fondi regionali. Fregene, la perla del Tirreno, sembra essere stata dimenticata. Il motivo? Secondo quanto trapela dalla Pisana, l’Amministrazione comunale di Fiumicino non avrebbe risposto nei tempi previsti dalla nota inviata il 26 marzo 2019 dalla direzione regionale Lavori Pubblici, Stazione Unica Appalti e Difesa del Suolo a tutti i comuni del litorale laziale.

Nota nella quale erano stati indicati i tre criteri per l’accesso al finanziamento: il limite massimo di 20mila metri cubi di sabbia movimentata, l’invio dell’adeguata documentazione tecnica e l’impegno a completare gli interventi in tempo utile per l’avvio della stagione estiva.

Non essendo un bando o un avviso pubblico, ma una comunicazione della Regione, la Pisana aveva fissato a una settimana il tempo massimo per mandare tutta la documentazione richiesta. Nella nota veniva aggiunto che vi era anche la possibilità di inviare la documentazione fuori tempo massimo, fino all’esaurimento dei fondi. Fondi che non sono esauriti, ma la Regione, non ricevendo i documenti, non ha potuto erogare.

Ricordiamo che appena un mese prima dell’invio della nota, la maggioranza organizzò una “catena umana” per chiedere che fosse rivista la delibera approvata dalla Giunta regionale sulla tutela delle coste che non conteneva interventi su Fregene e Focene (leggi qui).

Fin qui le notizie che trapelano dalla Regione Lazio. Il Faro online resta a disposizione del Comune di Fiumicino per qualunque chiarimento in merito alla vicenda.

Il geotubo non basta

Venerdì scorso – come evidenziato da Fregene on line – sono terminati a Fregene i lavori per l’installazione del geotubo. Gli operai lo hanno agganciato alla scogliera davanti a La Perla concludendo così la travagliata avventura iniziata a metà del novembre scorso. “E bastato quel metro di onda a mare abbinato a un po’ di corrente per far capire come neppure ‘l’aggancio’ abbia portato qualche aiuto alla spiaggia – spiegano i balneari –. Le onde hanno portato via gran parte della sabbia accumulata con l’operazione ripascimento dei giorni scorsi”.

Ora bisognerà ripartire da capo se almeno si vorrà far svolgere la stagione balneare alla costa Sud di Fregene. Il geotubo non sembra dare al momento protezione alla riva, si vedrà più avanti se le cose cambieranno. Ma ora il ripascimento è senza copertura e come sempre basta una mareggiata per cancellare il lavoro e i soldi spesi. Sempre in attesa di una fantomatica “soluzione strutturale”.

Il tweet di Montino ad aprile

Era il 12 aprile scorso quando il sindaco Montino, in un tweet, annunciò: “L’assessore Alessandri ha confermato lo stanziamento di 350 mila euro per il geotubo, ma anche di altri 300 mila euro per il ripascimento di questo tratto di costa di Fregene, entro i primi di giugno. Il solo geotubo senza l’apporto di sabbia sarebbe stato inutile” (leggi qui la notizia). Una partd el ripascimento è stato fatto, e un’altra parte è ancora in atto. Ma non basta…

(Il Faro online)