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Australian Open, tra pioggia di sabbia e venti forti il torneo va avanti

Sta condizionando l’evento il clima. Rientrati gli allarmi degli scorsi giorni, tuttavia la natura continua a dare le sue sentenze. In svolgimento i match del tabellone principale

Melbourne – Già il quarto giorno di gare a Melbourne. All’Australian Open delle polemiche inerenti alla difficile situazione meteorologica causa incendi in tutto il Paese (con persone e miliardi di animali morti), il torneo di tennis si sta svolgendo apparentemente senza problemi.

Ci sono stati tuttavia dei ritardi per le prime partite giocate, in cui l’azzurra Camila Giorgi ha dato il meglio di sé e ha conquistato il turno successivo del tabellone principale. Fabio Fognini sta andando avanti e il giovane fenomeno Iannik Sinner si è preso i complimenti di sua maestà Roger Federer. Ma ha perso per mano di un fortissimo Marton. E il giovane tennista italiano ha trovato molteplici difficoltà nel suo campo numero 22. Posto sul lato sud dell’impianto del Melbourne Park, ha subìto le forti raffiche di vento (circa 60 kmh). Sono state complicate le condizioni di gioco. La gestione della gara non è stata delle più semplici, per lui e il suo avversario. Va avanti il tennis a Melbourne, tra nebbia, foschia e l’odore di bruciato nell’aria.

E la paura per una situazione climatica mai verificatasi prima. Il tempo concederà tregua ad uno degli eventi sportivi più ricchi al mondo? Alla vigilia del torneo, il direttore Craig Tiley (leggi qui) aveva smorzato gli animi gettando un velo sulle ansie probabilmente legittime, degli atleti: “Ci sono state delle speculazioni. Il meteo è buono e le condizioni ci rassicurano”. Non si sono più verificati gli spiacevoli episodi di malesseri diffusi in campo, dall’inizio ufficiale delle gare.

Gravi crisi respiratorie, svenimenti e preoccupazioni avevano messo in discussione lo svolgimento al Melbourne Park (leggi qui), durante le qualifiche al tabellone principale. Persino i grandi nomi del tennis mondiale avevano denunciato l’accaduto nelle conferenze stampa di presentazione. Roger Federer, bachettato da Greta Thunberg per la sponsorizzazione a Credit Suisse, aveva espresso le sue preoccupazioni e poi con diplomazia aveva risposto alla giovane attivista che è particolarmente vicino al movimento per la salvaguardia del pianeta. Anche Rafael Nadal si era detto preoccupato della situazione. Ma entrambi, dopo il colloquio risolutivo con Tiley, avevano risolto ogni loro dubbio. Al sicuro in  campo, grazie ad un team di esperti che avrebbe controllato la qualità dell’aria ogni 4 minuti. E in favore della causa Australia si fa avanti il tedesco Alexander Zverev. Il tennista ha aderito alla campagna “Aces4BushifireRelief”(che sta coinvolgendo altri big) e donerà 10 mila dollari per ogni match vinto. In campo per l’Australia praticamente: “Donerei anche l’intero montepremi della vittoria finale”. Lo ha detto il campione come indica Ubitennis.it.

Stefanos Tsitsipas aveva avuto problemi respiratori notturni, dopo essersi allenato all’aria aperta. Ha risolto subito tuttavia i suoi problemi di salute. Il cinese Dominic Thiem ha paragonato l’aria di Melbourne con quella abitualmente percepita a casa. In Cina il clima è sostanzialmente peggiore a causa dell’inquinamento. Nessun intoppo per il tennista asiatico. Matteo Berrettini, eliminato nelle prime gare, non ha risentito del problema dell’aria, anche se soffre di asma. Nell’insieme dei ragionamenti e delle ansie espresse, gli atleti sembrano poi essere stati tranquillizzati e ritrovato la propria tranquillità.

Il parametro sicuro di riferimento (che controlla la qualità dell’aria) è quello di 200. Lo indicano gli organizzatori, nonostante il Comitato Olimpico abbia dato invece fino a 300. Massima sicurezza allora per i partecipanti. Oltre si smette di giocare. Ma il vento sferza sui campi e piove sabbia, l’aria è continuamente monitorata. Qualcosa nel clima è cambiato e lo sport comunque ne risente.

(Il Faro on line)(foto@gettyimages)