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Caso antenna, dal Comune di Formia arriva l’ordinanza per sospendere l’installazione

Mazza: "I lavori per l'installazione sono stati avviati in maniera improvvida, sulla base di richieste già dichiarate non procedibili da parte degli Uffici."

Formia – A Formia continua a tenere banco la vicenda dell’installazione, su un terreno privato nel quartiere di Gianola, di un antenna per la telefonia mobile nei pressi di abitazioni (dove vi sono anche bambini piccoli) e di attività commerciali (leggi qui).

Infatti, dopo la protesta dei residenti e le iniziali rassicurazione del sindaco, Paola Villa, ieri dal Comune è arrivata l’ordinanza di immediata sospensione dei lavori “nonché ogni eventuale opera eseguita in prosieguo. Tali lavori sono stati avviati in maniera improvvida, sulla base di richieste già dichiarate non procedibili da parte degli Uffici e di successivi ricorsi pendenti al TAR sezione di Latina.”

Insomma, secondo quanto dichiarato dall’assessore all’urbanistica, Paolo Mazza, i residenti di Gianola almeno per il momento possono stare tranquilli: i lavori sono stati bloccati. Lo stesso assessore ha poi ricordato che il Comune ha predisposto un regolamento  “che avesse il giusto principio di proporzionalità a tutela del territorio formiano, facendo salvo ogni vincolo sovraordinato a maggior tutela della cittadinanza e, mettendo in atto una attività istruttoria da parte degli uffici, particolarmente attenzionata e tendente alla salvaguardia del territorio e dei cittadini. Tale attività a tutela della cittadinanza si è da sempre espressa da parte dell’Amministrazione che ha posto, pone e porrà in essere in questa situazione come in altre, ogni tutela nei confronti di atti che possano paventare lesioni dei diritti sia di cittadini che di un territorio da salvaguardare.”

La replica al consigliere Marciano

Infine, l’assessore Mazza replica alle dichiarazione rilasciate dal consigliere della minoranza del Pd Claudio Marciano (leggi qui), sottolineando che: “L’attuale Regolamento per le antenne è stato oggetto di ricorsi al TAR proprio da parte di quelle compagnie telefoniche che hanno mal tollerato il tipo di restrizioni presenti nello stesso nei loro confronti, e che quindi, come tali, rappresentano la risposta immediata alle facili e scontate accuse.

Per questo, occorre che  gli enti territoriali comunali, i cittadini e le associazioni a tutela degli interessi della comunità facciano rete, come stiamo cercando di fare, e non bisogna assolutamente cadere nel tranello del “dividi et impera”, tanto caro probabilmente ad alcune parti politiche che hanno governato questo territorio.”

(Il Faro on line)