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Ostia, l’ospedale “G.B. Grassi” diventa covid-19 spoke: stop alle altre attività

La Regione Lazio elegge il “G.B. Grassi” a covid-19 spoke: stop alle visite dei parenti e alle attività chirurgiche e clinico-assistenziali ad eccezione di Oncologia

Ostia – Anche l’ospedale “G.B. Grassi” entra nella rete  emergenziale nella lotta al coronavirus: la Regione Lazio l’ha definito Covid-19 spoke ovvero satellite all’attività dell’hub che per il quadrante ovest di Roma è lo Spallanzani. Stop alle visite dei parenti. Tutto con non poche perplessità, secondo gli operatori (leggi qui)

Dopo l’attivazione dell’Istituto Clinico Casalpalocco (leggi qui) come Covid-19 spoke, tocca anche al “G.B. Grassi” adeguarsi a quella che la Regione Lazio definisce la fase emergenziale III nella lotta al coronavirus. E’ il piano di sei pagine diffuso dall’Assessorato alla Salute a indicare il nuovo ruolo dell’ospedale di Ostia. “L’evoluzione epidemiologica in corso – spiega il documento – richiede di attivare la Fase III dell’Emergenza che prevede l’implementazione dei posti letto di terapia intensiva e di degenza multidisciplinare infettivologica/internistica/pneumologica/rianimatoria, attraverso l’incremento dei posti letto negli ospedali di intervento e l’individuazione, in toto o in parte, di nuovi presidi della rete”. Ciò significa non solo implementare il numero di posti letto della rete ospedaliera per la cura del covis-19 ma anche “sospendere le attività assistenziali di elezione, ad eccezione degli interventi chirurgici oncologici e di quelli elettivi non oncologici in lista di attesa con classe di priorità A”.

Il ruolo di ospedale Covid-19 spoke attribuito al “G.B. Grassi” consiste nella “gestione di casi COVID‐19 a minor impegno clinico‐assistenziale e collegati con l’Ospedale Hub di riferimento per la consulenza infettivologica”. Ciò significa che anche nell’ospedale di Ostia potranno essere ricoverati pazienti Covid-19. “L’eventuale ricovero ospedaliero è disposto da un medico del SSR che ne valuta la necessità e avviene tramite ARES 118” si specifica nel piano. E viene specificato che “il paziente deve essere informato della necessità del trasferimento e non è prevista la possibilità di un suo rifiuto anche ai fini della protezione del paziente stesso e del suo percorso di cura”.

A tal fine sono in corso i lavori di adeguamento del “G.B. Grassi” alle nuove disposizioni. Come anticipato nel nostro articolo del 22 marzo (leggi qui) si sta attrezzando il piano terra per ulteriori 38 posti letto: si tratta dell’ex reparto di Medicina che verrà trasformato in unità di Infettivologia. Si lavora inoltre per la realizzazione di altri due posti letto di Terapia intensiva nel blocco operatorio multispecialistico più sei letti della subintensiva della Medicina d’urgenza ad assistenza intensiva e spostamento della subintensiva in medicina d’urgenza.

Da subito è scattato il blocco delle visite dei parenti dei ricoverati di tutti i reparti.

Il provvedimento lascia intendere che ci si prepara alla fase più dura dell’emergenza. Se così non fosse, dovrebbe essere considerata, di contro, una reazione tardiva dell’amministrazione centrale. Resta il fatto che l’ospedale di Ostia perde alcune sue funzioni vitali per la comunità del litorale. 

A proposito delle nuove funzioni dell’ospedale di Ostia la capogruppo della Lega in X Municipio, Monica Picca, con il consigliere Luca Mantuano, esprimono preoccupazione per la tutela della salute degli operatori in prima linea. “Siamo a conoscenza e consapevoli della gravità della situazione e della necessità di implementare la risposta del sistema sanitario. Vigiliremo a tutela della salute dei cittadini e di tutti gli operatori impegnati. Auspichiamo la unità di tutte le forze in campo dirigenziali amministrative sanitarie e soprattutto politiche. Chiediamo con forza che vengano tutelati tutti gli operatori del presidio Ospedaliero, garantendo il corretto e puntuale flusso dei dispositivi di protezione personale”.