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Il mondo dello sport per Willy: “Un ragazzo generoso, degno dei veri valori”

Il ricordo del ragazzo ucciso dopo un’aggressione avvenuta a Colleferro sabato notte. Mentre le indagini vanno avanti, lo sport esprime il suo cordoglio

Roma – “La notizia del brutale assassinio di Willy (leggi qui) mi ha sconvolto: 22 anni, studente lavoratore con il sogno di giocare a calcio. Un sogno che insieme al suo sorriso gentile è stato spento per sempre da un barbaro pestaggio su cui le indagini sapranno dare maggiori informazioni“.

Lo scrive su Facebook il ministro per le Politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora. “Di certo con lo sport, le bestie che lo hanno ucciso, non hanno nulla a che fare, lo sport è rispetto delle regole e dell’altro, non certo prepotenza e violenza. Mi stringo al dolore della famiglia di Willy Monteiro Duarte, questa morte assurda e ingiusta strozza il fiato e non lascia parole“. (fonte@adnkronos)

Il messaggio della Federazione Pugilistica Italiana: “Willy un ragazzo generoso. I pugili sono ben altro”

La Federazione Pugilistica Italiana esprime immenso dolore e cordoglio per la scomparsa del giovane Willy Monteiro, barbaramente ucciso sabato notte a Colleferro. Willy, corso in aiuto di un amico preso di mira da una banda di balordi e per questo malmenato a morte, era portatore sano di quei valori che fanno di un uomo un Pugile: Coraggio, altruismo e incoercibile voglia di aiutare chi è in difficoltà.

Valori, non i soli, e ideali che sono alla base della nobile arte e che i Maestri insegnano quotidianamente nelle palestre affiliate alla FPI. Chi non ne è in possesso e, soprattutto, non è tesserato (agonista/amatore, ndr) con la FPI non può e non deve essere definito Pugile.

Si Chiede, quindi, maggiore attenzione agli organi di stampa nell’usare i sostantivi pugili e pugilato all’interno di articoli/titoli su fatti di cronaca nera come quello di Colleferro.

La FPI, dopo attenta verifica, rende comunque noto che uno dei quattro balordi è  stato tesserato fino al 2018 ma da allora non hanno più avuto a che fare, sotto qualsivoglia forma, con il movimento pugilistico nazionale. A questo  personaggio sarà interdetta sine die la possibilità di tesserarsi con la FPI e di iscriversi/allenarsi presso tutte le ASD/SSD a essa affiliate”.

Il messaggio della Federazione Italiana Taekwondo: “Chi compie simili orrori non ha nulla a che fare con lo sport”

La Federazione Italiana Taekwondo si unisce al dolore della famiglia del giovane Willy Monteiro ucciso violentemente da un branco di quattro giovani.

 Ci uniamo al pensiero della Federazione Pugilistica Italiana ribadendo che chi compie simili orrori non ha nulla a che vedere con i valori e i principi che lo sport insegna.

 Ricorderemo per sempre Willy morto per aver difeso un amico.

 Riposa in pace”.

Il messaggio dell’AS Roma su Facebook: “Sognava di giocare con la maglia giallorossa. Un sogno spezzato”

Willy Monteiro Duarte sognava di poter indossare un giorno la maglia della sua amata AS Roma.

 Questo sogno è stato spezzato la notte scorsa, nel modo più tragico e brutale possibile.

 I nostri pensieri vanno alla famiglia e agli amici di Willy.

 Riposa in pace, Romanista”.

Lega Nazionale Dilettanti su Instagram: “Willy era uno di noi”

Eri uno di noi, Willy. Fai buon viaggio. Eri cresciuto con il pallone tra i piedi, sognando un giorno di indossare la maglia della Roma. Ti hanno strappato in modo atroce da questa terra, non ti strapperanno mai dai nostri cuori. Non dimenticheremo il tuo sorriso e la tua voglia di vivere”.

Saverio Longo, presidente della Federazione Italiana Grappling e Arti Marziali: “La colpa non è degli sport di combattimento/arti marziali ma dei valori che la società trasmette ai nostri giovani”

Leggo sui giornali di oggi che, in un paese in provincia di Roma, un giovane ragazzo è stato ucciso durante una lite. Leggo anche che alcuni dei ragazzi incolpati dell’omicidio sarebbero degli atleti di MMA, di Karate e di Pugilato e avrebbero precedenti penali per droga.

 La notizia mi fa male per la perdita di una giovane vita ed esprimo la più forte vicinanza, da parte di tutta la Federazione che rappresento, ai familiari del ragazzo deceduto.

 Ogni volta che vedo accostare gli sport di combattimento/arti marziali ad una fatto di violenza criminale provo un profondo disagio. Purtroppo, chi non conosce i nostri sport, non può sapere quali nobili valori trasmettono, non può sapere che nella comunità degli atleti degli sport di combattimento/arti marziali, forse anche più che nella società civile, chiunque sfrutti le sue capacità fisiche e le sue tecniche marziali per far del male ad una persona più debole viene considerato un grande vigliacco e un gran farabutto.

 Viviamo in un paese in cui disvalori come la prepotenza, l’arroganza, la mancanza di rispetto per il prossimo, l’intolleranza, la violenza verbale (basta guardare un talk show o un dibattito politico in televisione), l’abuso di potere e il perseguimento della ricchezza con qualunque mezzo, sono stati sdoganati e vengono spesso apprezzati dal popolo (e gli stessi media spesso ci propongono personaggi con queste caratteristiche).

 Viviamo in un paese in cui lo Stato non garantisce la giustizia (in base alle leggi vigenti, i colpevoli dell’omicidio, anche se verranno condannati, dopo al massimo tre-quattro anni verranno scarcerati).

 E allora mi chiedo: perché dare la colpa agli sport di combattimento/arti marziali?

 No, per favore non toccate gli sport di combattimento/arti marziali.

 Qualsiasi disciplina marziale migliora gli essere umani e insegna ad aiutare, difendere e proteggere i più deboli.

 R.I.P. Willy.

 Saverio Longo”.

Alessio Sakara su youmedia.it: “Mele marce chi ha ucciso Willy, le MMA non sono queste”

Le MMA non sono queste. Quelle sono mele marce. Le Arti Marziali miste sono uno sport che fonda in dei valori e dei principi come il rispetto e l’onestà, impegno, sacrificio, umiltà, voglia di imparare, costanza e passione.

Continuerò la mia battaglia per cancellare dei cliché che riducono questo sport a un banale atto di violenza. L’avversario nell’ottagono rappresenta l’obiettivo che ognuno di noi deve avere per dare un senso ai propri sacrifici. Finito il combattimento, appena suona la campana dell’ultimo round, i fighter si abbracciano. In questo gesto c’è il senso delle MMA. L’abbraccio è il rispetto che bisogna avere per le difficoltà della vita. In quel momento riconosci in chi ti sta davanti la tua stessa umanità.

 Il mio abbraccio più forte e sincero va alla famiglia Willy.

 Vi sono vicino”.

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