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Pista ciclabile a Ostia, fuoco di fila contro il progetto. M5s difende l’idea

Le opinioni dei Capigruppo in X Municipio sulla pista ciclabile e i parcheggi sul lungomare di Ostia

Ostia – Dalla metà di agosto si discute della pista ciclabile sul lungomare di Ostia, che ha creato un forte dibattito all’interno di tutti quei quartieri toccati dalla tratta per le biciclette e, soprattutto, nel Consiglio del X Municipio. Ora si inizia a parlare di trasformare in definitiva la ciclabile temporanea sul lungomare, ed è dunque il momento per fare delle analisi,

Inaugurata e fortemente voluta della sindaca Virginia Raggi (leggi qui), il tratto che attraversa il lungomare Paolo Toscanelli fino alla rotonda di via Cristoforo Colombo ha lasciato tanti interrogativi sull’effettiva funzionalità del progetto. Dalla nuova sistemazione dei parcheggi in prossimità della pista ciclabile, alle perplessità sui reali permessi per edificarla nel giro di poche settimane (leggi qui).

Sull’argomento abbiamo voluto sentire i Capigruppo del Consiglio del X Municipio. Opinioni discordanti, certo, ma che rappresentano lo spaccato del dibattito che esiste anche a livello cittadino.

Di Giovanni (M5S): “Le opposizioni sono sempre state ostili verso la mobilità sostenibile nel nostro territorio”

Antonio di Giovanni

Antonio Di Giovanni

“Le opposizioni sono sempre state ostili verso la mobilità sostenibile nel nostro territorio – afferma Antonio Di Giovanni, Capogruppo del Movimento 5 Stelle in X Municipio -, ma in generale anche verso il mero concetto di ciclabilità. L’utenza sulla ciclabile del lungomare di Ostia aumenta di giorno in giorno, nonostante siamo ormai a fine stagione; e sono molti a usufruirne in questo momento, tra famiglie e appassionati di ciclismo e sono certo che aumenteranno ancora con la consapevolezza che si può cambiare e in meglio”.

“Quello che stiamo facendo – conclude Di Giovanni – è un lavoro con una visione ben precisa che si affianca anche alla richiesta di 55 milioni di euro al Governo per pedonalizzare l’intero lungomare, togliendo lo spartitraffico esistente, creando una viabilità alternativa, parcheggi di scambio e una nuova mobilità sostenibile sul mare di Roma. Inutili sono quindi le Commissioni Trasparenza e Garanzia capitoline chieste da esponenti del Centrodestra, come inutili sono state le polemiche dell’opposizione sin qui fatte, per loro parlano i risultati, gli investimenti e il gradimento di cittadini e commercianti”.

Malara (FDI): “L’opposizione ha appreso dalla stampa la decisione di realizzare la pista ciclabile”

Pietro Malara

Pietro Malara

“La pista ciclabile è stata creata con un colpo di mano -racconta Pietro Malara, Capogruppo di Fratelli d’Italia in X Municipio -, e non con la condivisione. L’Opposizione ha appreso dalla stampa la decisione di realizzarla. I commercianti ed i balneari avevano avuto rassicurazioni che il progetto sarebbe stato rinviato, in quanto alla ripresa dopo la fine di chiusura per l’emergenza sanitaria non sembrava la scelta giusta, ma l’Amministrazione è rimasta sorda a tali richieste: in un momento in cui serviva incentivare i cittadini a fruire del mare, delle spiagge, degli stabilimenti e delle attività commerciali e di ristorazione, la pista ciclabile è invece stata un deterrente a fruire del lungomare“.

“Eliminati migliaia di parcheggi – prosegue Malara -, code interminabili anche solo per attendere il parcheggio di una vettura o il camion della raccolta rifiuti costretto a bloccare il traffico dell’unica corsia di marcia per ritirare la spazzatura. Senza contare l’impossibilità del passaggio dei mezzi di soccorso, costretti più volte ad utilizzare la pista ciclabile, e l’eliminazione delle linee dei mezzi pubblici sul lungomare.

Anche i disabili hanno rappresentato la pericolosità dei parcheggi loro dedicati, a ridosso da un lato della pista ciclabile e dall’altro della carreggiata. Tra l’altro la pista alle prime piogge si allaga, perché per coprire le buche ed i dislivelli che la rendevano ancora più ridicola, si sono probabilmente coperti tombini e caditoie. Si è avuta l’impressione che sia stata una forzatura: la pista magari andava fatta, ma forse in un momento diverso e soprattutto in maniera diversa”.

Picca (Lega): “Ho presentato un esposto alla Procura perchè mancano i criteri di sicurezza sulla ciclabile”

Monica Picca

Monica Picca

“La pista ciclabile dovrebbe essere un buon progetto che non mette in difficoltà il traffico locale – ci racconta Monica Picca, Capogruppo della Lega Salvini Premier in X Municipio -, come invece sta facendo questo percorso tanto acclamato dalla Giunta a 5 Stelle. Quest’idea non è stata mai condivisa nel Consiglio e nelle Commissioni del X Municipio, con l’Amministrazione che ha creato la ciclabile a ‘porte chiuse’. Su questo progetto ritengo che manchino tutti i criteri di sicurezza e vi siano presenti anche altre importanti criticità: ecco perché ho presentato un esposto alla Procura della Repubblica“.

“Come Lega ci auguriamo che l’esposto faccia indagare ed evidenzi i limiti di sicurezza di questo progetto – prosegue Monica Picca -. Sia chiaro: non siamo in disaccordo con l’idea di ciclabile, ma siamo contrari alla pista ciclabile attuata dal Movimento 5 Stelle. Ossia un progetto non condiviso con il territorio, il Consiglio municipale e che mette in ginocchio tantissime attività commerciali oltre a creare pesanti difficoltà di viabilità locale”.

“Mentre il X Municipio e la Sindaca annunciano altri ‘progetti fantastici’ sul lungomare di Ostia tra ciclabili e non – conclude Monica Picca -, il nostro territorio è allo sbando più totale: via dell’Idroscalo andrebbe messa in sicurezza per i continui allagamenti in caso di pioggia; le strade dell’Infernetto, Ostia Antica e Dragoncello sono dilaniate dalle buche; la maggiora parte dei marciapiedi locali sono ridotti malissimo e vanno considerati come una barriera architettonica per i portatori di disabilità”.

Bozzi (Sogno Comune): “I parcheggi lineari sul lungomare rappresentano un evidente pericolo”

Andrea Bozzi

Andrea Bozzi

“I parcheggi lineari su lungomare in assenza di bagnanti e quindi di tante automobili che li occupano – racconta Andrea Bozzi, Capogruppo di Sogno Comune in X Municipio -, rappresentano un evidente pericolo, perché non sono distinguibili dalla carreggiata stradale né dal colore, né da divisori e molti pur di superare le altre auto ci passano tranquillamente sopra.

Ho segnalato più volte questo aspetto in Consiglio, ma la maggioranza mi ha risposto che non è vero, che sono a norma e che resteranno così fino a fine anno, quando cioè forse si rifarà tutta l’opera con nuovi fondi, di cui ad oggi non vi è certezza. Ogni osservazione dell’opposizione, seppure costruttiva, viene sempre respinta al mittente con arroganza. Mi auguro che non dovranno accorgersene quando ci sarà un incidente”.

De Luca (IV): “E’ una pista ciclabile sul lungomuro”

Athos De Luca

Athos De Luca

“Sul fare una pista ciclabile sul lungomare di Ostia – ci dice Athos De Luca, Capogruppo del Gruppo Misto e attuale esponente d’Italia Viva in X Municipio -, credo che tutti siamo d’accordo. E’ da vedere invece sul come viene realizzata e disegnata sul progetto. Noi questo progetto non l’abbiamo ancora visto e neanche discusso in Commissione. Non c’è mai stata una discussione anche solo per portare il contributo dell’opposizione sull’iniziativa, addirittura il direttore De Bernardini non è mai venuto a presentare la ciclabile in Consiglio“.

“Mi pare che in questo progetto ci siano delle cose che non vanno e che creano problemi – prosegue De Luca -. Prima di vararlo andava portato al confronto del Consiglio municipale, affinché si potesse in primis vedere il disegno di quest’idea. Il progetto vero sarebbe stato quello di abbattere il ‘lungomuro’, così da far vedere il mare durante la passeggiata pedonale e ciclabile. Ci voleva un progetto di più ampio respiro, consentendo di far rivedere il mare ai cittadini: si sarebbe creata una suggestiva pista ciclabile e passeggiata pedonale. Si poteva allargare per bene il marciapiede, così da creare proprio la ‘passeggiata di Ostia’: cosa che oggi non c’è. Poi ci sono delle situazioni che non vanno: barriere architettoniche, dinamiche varie che creano disagi alla cittadinanza. Oggi più che una passeggiata sul lungomare, sembra di fare una ‘passeggiata sul lungomuro’ poiché il mare non si vede mai”.

“La mia priorità sono la pista ciclabile e l’area pedonale – conclude Athos De Luca -, pazienza se i parcheggi vengono spostati di un centinaio di metri dal lungomare: una piccola passeggiata a piedi non fa male a nessuno. Ecco perché serve concentrarsi su ciclabile, area pedonale e abbattimento del muro, che oltretutto erano i cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle quando si trovava in opposizione nel X Municipio: quattro anni e mezzo che stanno al governo di Roma, non hanno fatto nulla su questa cosa. Mi trovo in Commissione Mobilità del X Municipio, penso che avrei dovuto avere il diritto di vedere il progetto della ciclabile e la questione dei parcheggi pericolosi. Nessun grafico, nessuna conferenza sul progetto: uno strano metodo politico utilizzato da quest’Amministrazione. Se il tema ciclabile arriverà in Consiglio, chiederò che l’argomento venga discusso in Commissione Mobilità”.

De Donno (Laboratorio Civico X): “Una pista ciclabile non va fatta passare sul marciapiede”

Franco De Donno

Franco De Donno

Far passare la ciclabile sul marciapiede non è proprio l’ideale – dice Franco De Donno, Capogruppo del Laboratorio Civico X -, solo per far vedere poi che è stata effettuata: è una palese sponsorizzazione elettorale di parte. Le piste ciclabili dovrebbero valorizzare quelle zone non tanto frequentate di un territorio, come a Ostia poteva essere la strada che costeggia la pineta di Castel Fusano: sarebbe stata ecologicamente più bella e non avrebbe dato fastidio a nessuno. Al Nord per esempio valorizzano i percorsi ferroviari dove non passano più i treni, creandoci una pista ciclabile suggestiva”.

“Pista ciclabile significa solo fare delle righe bianche, che indicano un percorso? Qui si passa anche sui marciapiedi – afferma De Donno -, che ricordo sono tratte che servono solo ai pedoni per farli camminare e non aver paura di qualche bicicletta che li può investire. Pedoni che non devono aver paura di mettere un piede sulla ciclabile per sbaglio, così da incorrere in brutti rimproveri da parte di un ciclista. Ma soprattutto lo spazio piccolo della corsia del lungomare crea numerosi problemi: congestioni del traffico; panico in caso d’incidenti, problemi coi mezzi di soccorso; accessi alla spiaggia non garantiti alle persone con disabilità: in estate proprio un’ambulanza è rimasta bloccata nel traffico del lungomare Duilio”.

“E’ una pista ciclabile fatta per propaganda più che per una reale utilità pubblica – conclude Franco De Donno -. L’Amministrazione ha voluto costruirla in fretta, quando invece per questi progetti serve molto più tempo e calma. Basti pensare come adesso la Giunta sta pensando a delle modifiche, poiché alcuni tratti sono da rivedere. Serviva una visione globale di questa pista ciclabile, tenendo conto delle caratteristiche di questo territorio”.

Welyam (PD): “Pista ciclabile una scelta dettata dalla campagna elettorale del Movimento 5 Stelle”

Margherita Welyam

Margherita Welyam

“Chi è contrario alla pista ciclabile fatta qui a Ostia dai 5 Stelle – ci racconta Margherita Welyam,  Capogruppo del Partito Democratico in X Municipio – , non è per forza ostile alla creazione di piste ciclabili. Io riconosco l’importanza di una pista ciclabile che percorra il lungomare, come riconosco l’importanza della mobilità sostenibile, del mezzo alternativo all’uso privato quale la macchina. Ma una pista ciclabile fatta in questo modo e senza il coinvolgimento di una parte del territorio, dell’opposizione municipale e senza progetti chiari dà evidenti problemi“.

“Tra questi problemi ci sono i posteggi sul lungomare – dice Welyam -, che non si distinguono dalla corsia di scorrimento e sembrano auto in attesa del semaforo verde: una condizione che crea ulteriore traffico su questa strada di Ostia. Serviva un progetto completo, dove si toglievano i parcheggi da una zona per spostarli in un’altra area: un metodo che li avrebbe resi più visibili. Ci sono molti problemi in questo progetto, ecco perché sembra una scelta dettata dall’imminente campagna elettorale: un’iniziativa utile a far vedere che si sono raggiunti dei risultati, anche se con scarsa visione lungimirante. Il classico lavoro dei 5 Stelle, effettuato per settore e per accontentare una fetta di elettorato senza tener conto del territorio”.
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