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Il Papa: “Spegniamo tv e cellulare e apriamo la Bibbia: sentiremo Dio più vicino”

L'appello del Pontefice ai credenti: "La Parola ci fa vicini a Dio: non teniamola lontana. Portiamola sempre con noi, in tasca, nel telefono; diamole un posto degno nelle nostre case"

di FABIO BERETTA

Città del Vaticano – “La Parola di Dio non è lontana da noi. È l’antidoto alla paura di restare soli di fronte alla vita. Il Signore, infatti, attraverso la sua Parola con-sola, cioè sta con chi è solo. Parlandoci, ci ricorda che siamo nel suo cuore, preziosi ai suoi occhi, custoditi nelle palme delle sue mani”. Lo afferma Papa Francesco nell’omelia preparata per la “Domenica della Parola di Dio”, istituita lo scorso anno, e letta da mons. Rino Fisichella che presiede il rito in una San Pietro semideserta.

Il Pontefice, infatti, come accaduto a Capodanno (leggi qui), colpito da una “dolorosa sciatalgia” (leggi qui), è costretto a rinunciare a presiedere il rito.

In basilica sono presenti, tra gli altri, anche il giocatore di calcio della Roma Lorenzo Pellegrini (proprio ieri autore del gol che in extremis ha dato ai giallorossi la vittoria per 4-3 contro lo Spezia leggi qui) con la famiglia, che assieme a catechisti, cresimati, seminaristi, riceveranno alcune copie di un’edizione particolare della Bibbia in rappresentanza di varie categorie (lo scorso anno dal Papa c’erano Zaniolo e Zichichi leggi qui). Tra i banchi c’è anche una persona non vedente a cui sarà consegnato il Vangelo di Marco in braille.

“Convertitevi”

Francesco, nell’omelia, fa notare come quella di Dio non è solo una Parola “di consolazione, ma anche di conversione. ‘Convertitevi’, dice infatti Gesù subito dopo aver proclamato la vicinanza di Dio. Perché con la sua vicinanza è finito il tempo in cui si prendono le distanze da Dio e dagli altri, è finito il tempo in cui ciascuno pensa a sé e va avanti per conto proprio. Questo non è cristiano, perché chi fa esperienza della vicinanza di Dio non può distanziare il prossimo, non può allontanarlo nell’indifferenza”.

In questa prospettiva, “chi frequenta la Parola di Dio riceve dei salutari ribaltamenti esistenziali: scopre che la vita non è il tempo per guardarsi dagli altri e proteggere sé stessi, ma l’occasione per andare incontro agli altri nel nome del Dio vicino. Così la Parola, seminata nel terreno del nostro cuore, ci porta a seminare speranza attraverso la vicinanza. Proprio come fa Dio con noi”, ammonisce il Papa.

“La Parola di Dio è per tutti”

Commentando il brano evangelico proclamato durante la celebrazione, il Santo Padre pone poi l’accento sulle persone a cui Gesù rivolge la sua parola, ovvero dei pescatori della Galilea: “Erano persone semplici, non erano esperti nelle Scritture e non spiccavano certo per scienza e cultura. Abitavano nel luogo più lontano dalla purezza religiosa di Gerusalemme, il più distante dal cuore del Paese. Ma Gesù comincia da lì, non dal centro ma dalla periferia, e lo fa per dire anche a noi che nessuno è ai margini del cuore di Dio”.

Ciò significa che “tutti possono ricevere la sua Parola e incontrarlo di persona”. E spiega: “Gesù parla di Dio nel cuore della società, a tutti, lì dove sono. E non parla in orari e tempi stabiliti. Si rivolge alle persone nei luoghi e nei momenti più ordinari. Ecco la forza universale della Parola di Dio, che raggiunge tutti ed ogni ambito di vita”.

Come con Pietro e Andrea, “così il Signore fa con noi: ci cerca dove siamo, ci ama come siamo e con pazienza accompagna i nostri passi. Come quei pescatori, attende anche noi sulle rive della vita. Con la sua Parola vuole farci cambiare rotta, perché smettiamo di vivacchiare e prendiamo il largo dietro a Lui”.

Da qui l’appello a tutti i credenti a non rinunciare “alla Parola di Dio. È la lettera d’amore scritta per noi da Colui che ci conosce come nessun altro: leggendola, sentiamo nuovamente la sua voce, scorgiamo il suo volto, riceviamo il suo Spirito. La Parola ci fa vicini a Dio: non teniamola lontana. Portiamola sempre con noi, in tasca, nel telefono; diamole un posto degno nelle nostre case. Mettiamo il Vangelo in un luogo dove ci ricordiamo di aprirlo quotidianamente, magari all’inizio e alla fine della giornata, così che tra tante parole che arrivano alle nostre orecchie giunga al cuore qualche versetto della Parola di Dio”.

“Per fare questo, chiediamo al Signore la forza di spegnere la televisione e di aprire la Bibbia; di chiudere il cellulare e di aprire il Vangelo. In quest’Anno liturgico leggiamo quello di Marco, il più semplice e breve. Perché non leggerlo anche da soli, un piccolo passo ogni giorno? Ci farà sentire il Signore vicino e ci infonderà coraggio nel cammino della vita”, conclude il Papa.

(Il Faro online) Foto © Vatican Media – Clicca qui per leggere tutte le notizie di Papa & Vaticano
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