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Soffre lo sci italiano, ai Mondiali e per gli impianti chiusi. Uscirà dal tunnel?

Un momento di grave crisi per gli sport invernali. Nessuna medaglia a Cortina e niente sciatori in seggiovia

Soffre il mondo dello sci. E non solo in pista a Cortina. Vive un momento  di parallelismo l’agonismo della neve e l’amatoriale degli impianti sciistici. Non riesce a gioire il movimento del Circo Bianco italiano, in qualsiasi aspetto lo si voglia mostrare. Se Federica Brignone e Marta Bassino piangono lacrime amare per non essere riuscite a salire sul podio ai Mondiali in corso (leggi qui), almeno sino ad ora, quelle stesse lacrime vengono versate dai gestori degli impianti nel nord Italia (leggi qui).

Perdite economiche e perdita di medaglie mondiali. Riuscirà lo sci azzurro ad uscire da questa impasse? Se dal lato sportivo dipende solo dal talento degli atleti impegnati nell’evento di Cortina, dal lato di una vita sociale, che si svolge tutti i giorni condizionata dalla diffusione del Covid, dipende dalla curva dei contagi e dalle decisioni politiche. Intanto chi ama sciare per diletto non può e non può neanche curare la propria salute psico – fisica. In questi giorni sono solo gli atleti azzurri a  godere comunque della bellezza della montagna, lanciando con la loro partecipazione un messaggio di speranza per tutto il movimento.

Saranno 10 miliardi di perdite per una stagione sciistica mai partita, che graveranno sull’indotto. E finita ieri sera, quando alle 18,30 è arrivata la notizia amara dal Governo. Intanto i gestori si erano preparati ad ospitare, spendendo anch’essi, come i loro colleghi delle palestre e delle piscine, tantissimi mila euro per un adeguamento sanitario che non servirà a proteggere coloro che non saliranno su seggiovie e non scenderanno lungo i pendii della montagna. E’ uno sport a sanguinare in generale in questo periodo. Anche preoccupato. Il Governo sembra orientato a dare allo sport un ‘sottosegretariato’ o ‘gestione delega’, come accaduto anche negli anni precedenti, ad intermittenza tra un Governo politico e l’altro. Senza un Ministero vero e proprio. Che sia un Dicastero (che probabilmente sarebbe stato di migliore vigilanza e gestione) o che sia un Sottosegretariato lo sport ha bisogno di essere attenzionato e riaperto. Velocemente.

Si scioglierà la neve sugli impianti e arriverà la primavera e poi giungerà l’estate. I gestori conteranno i danni economici da risolvere con fatica. Si attendono le decisioni del nuovo Governo  nelle prossime ore, che a sua volta aspetta l’approvazione delle Camere. E lo sport? Trattiene il fiato e chiude i cancelletti  di partenza in cima alle montagne.

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