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Libri “porno” nelle scuole di Fiumicino, botta e risposta opposizione-Calicchio

L'opposizione: "Le responsabilità sono dell'Assessore e del Sindaco e non ci possono essere scappatoie: dimettetevi"

Fiumicino – “Caro assessore, la risposta che ha dato sulla nostra interrogazione relativa ai cataloghi osceni distribuiti nelle scuole (clicca qui per leggere la risposta all’interrogazione), evidenzia l’incongruenza che c’è in codesta Giunta. Nell’affermare testualmente ‘ la fondazione si è relazionata direttamente con la segreteria del Sindaco per tutta la gestione del progetto per il coordinamento con le scuole e la calendarizzazione del progetto’ scarica la responsabilità e conclude che l’assessorato è stato coinvolto solo a posteriori”.

E’ quanto si legge in una lettera, a firma dei consiglieri Mario Baccini, Vincenzo D’Intino, Stefano Costa, Alessio Coronas, Roberto Severini e Federica Poggio, inviata all’assessore alla scuola del Comune di Fiumicino, Paolo Calicchio – e per conoscenza anche al Sindaco – sulla vicenda dei libri con arte “pornografica” (leggi qui) distribuita per errore nelle scuole del territorio (leggi qui).

“Tali dichiarazione – proseguono i consiglieri di centrodestra e liste civiche -, se assolvono lei da responsabilità in merito alla nostra interrogazione, dimostrano:

1. Il fragile legame tra Sindaco ed assessore
2. La grave responsabilità del Sindaco nella sua trascuratezza ed incuria per non avere fatto svolgere un’azione di verifica rispetto ai contenuti cartacei che si andavano proporre ai bambini delle nostre scuole.
3. Il tentativo di scaricare le responsabilità sulla rete di scuole partecipanti al progetto tirreno, che si manifesta essere sterile e vile ed evidenzia la scarsa conoscenza storica del Progetto Tirreno, che nasce negli anni ’90, sotto l’egida del Comune, che addirittura, con i suoi assessorati all’ambiente ed alle scuole ha il compito di sovrintendere le varie misure ed azioni che si sarebbero intraprese
4. Cade quindi questa triste difesa poco degna di attribuire alle istituzioni scolastiche “il misfatto”.

Non solo non ci sono stati accordi bidirezionali: fondazione-istituzioni scolastiche, ma, dalle documentazioni estrapolate dai siti sia della Fondazione Benetton che dal CNR, partner dell’evento si evince la seguente dicitura: i promotori del progetto- Fondazione Benetton, Città di Fiumicino, Aeroporti di Roma, Parco archeologico di Ostia Antica, Maccarese S.p.A – per tramite della Rete scolastica Progetto Tirreno EcoSchools di Fiumicino,

A fine maggio i disegni delle scuole, grazie alla collaborazione di Aeroporti di Roma, saranno raccolti in una mostra che sarà allestita all’esterno di Villa Guglielmi, mentre i video, dopo essere stati selezionati, saranno pubblicati sul canale Telegram del Comune di Fiumicino.

A giugno, con la collaborazione della biblioteca del Comune di Fiumicino e della Biblioteca dei Piccoli di Maccarese, compatibilmente con la situazione sanitaria, verranno realizzati incontri all’aperto e sarà allestita, a Maccarese, una mostra dedicata allo scrittore.

Qui non si tratta di avere un’autorizzazione del Comune, il Comune ne è complice in prima persona insieme alla fondazione Benetton. Le istituzione scolastiche, fidandosi dell’amministrazione, nel quadro delle normative vigenti, considerando che l’ente locale ha un ruolo costituzionale nell’affiancare la scuola nell’ampliamento dell’offerta formativa territoriale e precisamente, hanno ritenuto che l’amministrazione avesse visionato i libri prima di proporli alle istituzioni scolastiche”.

“Il Regolamento – ricordano i consiglieri di opposizione – recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche (DPR 275/99), all’art.3, avente per oggetto il Piano dell’offerta formativa, al comma 4 recita testualmente: il dirigente scolastico attiva i necessari rapporti con gli Enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti sul territorio.

Il piano dell’offerta formativa (POF), descritto dal regolamento come il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia” (art. 3, c. 1°), riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale e tiene conto della programmazione territoriale dell’offerta formativa (art. 3, c. 2). E’ competenza del dirigente scolastico attivare i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti sul territorio (art. 3, c. 4°) per una corretta e mirata elaborazione del POF.

Da queste disposizioni si ricava senza dubbio sia il vincolo di cooperazione che sussiste tra scuole e l’ente locale, per la progettazione dell’offerta formativa, sia la necessità che il POF esprima (“rifletta”) esigenze delle diverse compagini del territorio, tra cui quelle dell’ente locale.

Ricordiamo che tutte le disposizioni legislative hanno sempre avuto come assi portanti la realizzazione di un sistema formativo integrato e l’attuazione della sussidiarietà orizzontale”.

“Altra grave mancanza – si legge ancora nella missiva – è stata quella di non attivare la procedura stabilita della legge n. 142/90 che introduce un procedimento formale per la conduzione nella fase iniziale che è quella della conferenza di servizio istruttoria, che avrebbe dovuto essere convocata dal Comune fino a giungere alla soluzione condivisa e, quindi, alla conclusione dell’accordo. Il dilettantismo e la superficialità hanno prodotto una mostruosità che si è abbattuta sulle mappe cognitive in via di sviluppo dei bambini.

Quelle ‘opere d’arte’, offendono uno dei più grandi scrittori italiani, ricordando con spietato cinismo l’autore, scrivendo sul progetto: Ha saputo raccontare un mondo complesso, permettendo alle persone di spingere lo sguardo oltre, di porsi domande, stimolandone la riflessione. Si è soffermato, e ha insegnato a guardare il mondo in profondità, non rinunciando mai alla forza dell’immaginazione.

Inoltre le immagini hanno leso la figura della donna, relegandola a mera identità sessuale, un oggetto uso ad immagini raccapriccianti, inoltre allo stesso tempo si ravvisava la beffa contro l’iconografia del cristianesimo e della religione. A questo punto dovreste solo vergognarvi e dimettervi all’istante perché le responsabilità sono sua e del Sindaco e non ci possono essere scappatoie”.

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