Seguici su

Cerca nel sito

#Fiumicino, Maestra arrestata, l’altra faccia del presunto ‘mostro’ foto

Alcune mamme e colleghe la difendono. Lei resta ai domiciliari con la pesante accusa di "maltrattamenti su minori"

Maestra arrestata, l’altra faccia del presunto ‘ mostro’

Il Faro on line – Facce lunghe e stranite tra i genitori, incredulità e commenti al veleno. Ma quest’ultimi non erano rivolti alla maestra “mostro”, come dipinta da gran parte della stampa dopo l’arresto avvenuto direttamente nelle aule della scuola materna comunale Lo Scarabocchio e l’accusa di maltrattamenti nei confronti dei minori. Certo se la magistratura ha ordinato l’arresto qualcosa deve essere accaduto, certo se ci sono registrazioni che inchiodano la docente (Il Faro on line ha scelto di non pubblicare il nome della donna – anche se altri lo hanno già fatto – finché i giudici non faranno luce sulla vicenda) dovrà pagare per le sue colpe, ma per molti che la conoscono c’è qualcosa che non quadra.

Le difese

Tutto è nato dalle denunce di tre mamme – dice una signora davanti al portone della scuola – che se la volevano comandare. Persone che sono venute qui da poco e che non si sono prese mai con la maestra. E gliel’hanno fatta pagare, dopo aver trasferito i figli”. Dichiarazioni ‘ a caldo’, tutte da verificare e senza il crisma dell’ufficialità, ma che rendono bene il senso di spaccatura che questa vicenda ha creato. “Mio figlio è stato con lei tre anni, e ogni volta che la vedeva correva ad abbracciarla”, ha detto un’altra.

C’è poi un dato “tecnico” che andrebbe a favore della docente: le lezioni alla scuola Lo Scarabocchio si tengono tutte a porte aperte, dunque dai corridoi si vede ciò che accade nelle classi. E se fosse accaduto qualcosa di così eclatante, qualcuno se ne sarebbe accorto.

Le riunioni

Anche le colleghe, che ieri hanno fatto una riunione spontanea per parlare del caso, cadono dalle nuvole, descrivendo l’arrestata come una docente seria, scrupolosa, severa ma dolce. E con 10 anni di grande lavoro di ruolo, più tutto il precariato precedente, alle spalle.

Le accuse

Ma c’è anche chi a mezza bocca dice che “la storia si sapeva”, e “ non è la prima volta che la gente si lamentava di lei”. E chi ha sottolineato come diversi alunni hanno preso la strada delle scuole private proprio per allontarasi. Poi – come detto – ci sono le indagini della polizia che avrebbero “visto” spintoni e tirate di capelli.

Il rischio burnout

A voler analizzare, ci sarebbe anche una spiegazione del doppio binario interpretativo, che metterebbe insieme sia la descrizione di “buona maestra” sia quella di “violenta”. Si chiama “burnout” ed è considerato la piaga che colpisce i docenti della scuola italiana, sottoposti nelle classi a ritmi stressanti che spesso sfociano in condizioni di malessere e di comportamenti impropri.

Una persona di 63 anni non dovrebbe essere messa a contatto giornalmente con lo stress che provocano classi di 20 bambini scatenati (e spesso maleducati) perché il rischio che si vada fuori dal seminato è dietro l’angolo. Ed è responsabilità del legislatore fare in modo che ciò non accada, altro che pensione sempre più lontana. Non è così che si tutelano né i bambini né le maestre.  Detto questo, però, è ovvio che nulla giustifica l’uso della violenza su un bambino. Si possono capire i motivi scatenanti, certo non giustificarli.

I provvedimenti

Il Comune ieri ha provveduto a sostituire la docente, senza prendere però alcun provvedimento disciplinare formale: “Non ci è arrivata alcuna comunicazione ufficiale – ha detto l’assessore Paolo Calicchio – quando arriverà faremo i passi necessari. Esiste un Consiglio di disciplina che valuterà il da farsi. Voglio solo aggiungere – ha concluso – che abbiamo figure professionali che costantemente girano per le scuole e monitorano i casi difficili, e che questa, fino ad oggi, era considerata un modello di scuola per il territorio”.