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Ostia, il M5S contro l’ autonomia comunale: tutti i partiti distanti dalla ipotesi

Il Movimento di Grillo contro la separazione di Ostia e Ostia Antica dal Campidoglio. L'idea dell'autonomia abbandonata dai partiti

Ostia – Domani, giovedì 7 novembre, ore 9,00, nel X Municipio si discuterà il progetto di autonomia portato avanti dal Comitato per Ostia e Ostia Antica Comune. E la sensazione è che tutti i partiti prenderanno le distanze da quell’ipotesi.

Sul litorale romano si profila l’ennesima contrapposizione tra volontà popolare e volontà politica. Migliaia di cittadini residenti a Ostia e Ostia Antica hanno già sottoscritto la loro adesione alla proposta di separazione dall’amministrazione capitolina portata avanti dal Comitato per l’autonomia. Ogni fine settimana sono moltissimi coloro che si presentano ai banchetti per firmare e dare il proprio sostegno all’iniziativa che è in discussione alla Regione Lazio per la costituzione del comune che riunisca in un’unica entità municipale il territorio compreso tra il fosso di Dragoncello, il Canale della Lingua, la litoranea e il Tevere: quasi 5.500 ettari di superficie per una popolazione residente di circa 100.000 abitanti con 26 Kmq di verde pubblico e aree agricole, 1,5 Kmq di area archeologica, 18 Km di lungomare.

La posizione ufficiale del M5S espressa dal suo capogruppo Antonio Di Giovanni è netta. “La proposta di referendum del ‘Comitato promotore Ostia e Ostia Antica Comune’, non è accettabile – specifica Di Giovanni – E’ una proposta divisiva, che spacca in due il nostro territorio, relegando l’entroterra a periferia della periferia. Noi del Movimento 5 Stelle, vogliamo la riforma di Roma Città metropolitana, che darebbe finalmente un nuovo ruolo alla Capitale, trasformando la natura dei municipi e dando loro più autonomia. Lasciamo il vento secessionista ad altri. Il X municipio è il Mare di Roma, come del resto tutte le sue bellezze archeologiche, compresa la Riserva Statale del Litorale Romano“.

Gli studi effettuati dal Comitato per Ostia e Ostia Antica comune hanno affrontato il tema dimostrando la sostenibilità economica, ambientale e sociale del progetto.

La Lega si era espressa per voce addirittura del segretario Matteo Salvini, favorevole al distacco del X Municipio dal Campidoglio (ecco le dichiarazioni), ma con il “trasloco” dei tre consigliere Picca, Marchesi e Mantuano, il partito ha avviato un approfondimento della questione manifestando l’intenzione di avviare su tutto il territorio municipale una consultazione popolare attraverso un questionario.

A proposito di Pierfrancesco Marchesi, fuoriuscito anche da Fratelli d’Italia a suo dire proprio per l’indecisione della Lega sul tema (ora fa parte del Gruppo Misto in X Municipio), sembra che l’uscita allo scoperto del M5S sia dovuta proprio alla sua rivolta contro l’ipotesi di spaccare in due l’Infernetto come ipotizzato dagli autonomisti.

Fratelli d’Italia non si è ancora espressa ufficialmente ma l’orientamento sembra essere quello di sostenere un decentramento spinto per il X Municipio nell’ambito dell’Area Metropolitana.

Anche il Pd prende tempo. L’attuale segretario del Partito, Nicola Zingaretti, quando era solo Governatore del Lazio aveva espresso un parere critico sulla richiesta rimandando l’argomento (vedi qui l’intervista). Da allora non si sono fatti passi avanti nel dibattito interno e il partito, in X Municipio, si è dimezzato con la fuoriuscita di Athos De Luca, passato a Italia Viva di Matteo Renzi.