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Ostia, il pasticciaccio brutto delle pinete chiuse. La rivolta dei social

E' un pasticciaccio la discriminazione della sindaca Virginia Raggi: nella capitale ville e parchi da domani saranno aperti al pubblico mentre Castelfusano e Acque Rosse restano vietate. L’assessore: “E’ un errore da copia/incolla”

Ostia – È un pasticciaccio quello combinato dalla sindaca Virginia Raggi verso i parchi del litorale con l’ordinanza che gestisce la fase 2 dell’epidemia lungo la costa romana. Per l’assessore municipale all’Ambiente, è solo un errore di trascrizione. Insomma, da copia/incolla.

Nell’ordinanza 88/20 del 2 maggio, la sindaca, non solo mantiene chiuse tutte le spiagge fino al 17 maggio, stabilimenti balneari inclusi (leggi qui) ma continua a vietare l’accesso nelle pinete. Diversamente dal resto della Capitale (leggi qui), dove sono riaperte dal 4 maggio parchi e ville, Castelfusano e Acque Rosse sono interdette anche solo per una passeggiata o una corsetta.

La decisione ha sollevato perplessità e proteste per la pesante discriminazione rivolta dall’amministrazione contro Ostia. I residenti non possono usufruire degli ampli polmoni verdi mentre ai romani è concesso fruire di spazi verdi come Villa Borghese, Villa Celimontana, Villa Pamphili, la Pineta Sacchetti, la Caffarella, il Parco degli Acquedotti e molto altro ancora.

Molti se la sono presa anche con il X Municipio, il cui silenzio sull’intera vicenda è incomprensibile. Messo alle strette sui social, l’assessore municipale all’Ambiente, Alessandro Ieva, ha lasciato intendere che quello commesso dalla sindaca Raggi è stato un errore da copia/incolla. “Essendo una proroga della precedente ordinanza – ha tentato di spiegare Ieva – per un mero errore amministrativo non sono state espunte dal provvedimento le pinete di Castel Fusano e Acqua Rossa. Sicuramente ci sarà una ordinanza correttiva. Chiaramente fino a nuova ordinanza vale quella in vigore”.

Non resta che organizzarsi nel giardino o sul terrazzo di casa 

Le dichiarazioni social dell’assessore Ieva

Ciò sta a significare che, evidentemente la decisione assunta in Campidoglio non solo non è stata concordata con il X Municipio, ente territoriale competente, ma neppure sottoposta a parere prima della firma. Eppure appena tre giorni prima, il 29 aprile, la sindaca era a Ostia, gomito a gomito con la presidente del X Municipio, Giuliana Di Pillo, e con lo stesso assessore Ieva. Una presenza a Ostia per affermare che riguardo alla chiusura delle spiagge Raggi mai avrebbe assunto decisioni non dettate dal Governo (ecco la videointervista), smentendosi dopo tre giorni con un’ordinanza che anticipa le linee guida che saranno dettate solo domani, 4 maggio, nel vertice con i Prefetti (leggi qui).

Dopo questo nostro articolo e sulla pressione della rivolta sui social contro il Campidoglio, la sindaca Virginia Raggi ha annullato l’ordinanza e autorizzato l’accesso nelle pinete di Ostia a partire dal 4 maggio (leggi qui il dettaglio).