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Francesco ricorda San Giovanni Paolo II: “Un uomo di preghiera vicino al popolo” fotogallery

La basilica di San Pietro riapre le porte ai fedeli e nella cappella di San Sebastiano Bergoglio celebra messa sulla tomba del Papa polacco a cento anni dalla nascita di Wojtyla

di FABIO BERETTA

Città del Vaticano - "Preghiera, vicinanza al popolo e amore alla giustizia". Questo era San Giovanni Paolo II per Papa Bergoglio, che a cento anni dalla nascita del Papa polacco celebra la messa mattutina non a Santa Marta, ma nella cappella di San Sebastiano, nella basilica vaticana, dove riposano le spoglie mortali di Karol Wojtyla.

E in San Pietro, chiusa da ben 69 giorni, dopo la sanificazione (leggi qui), tornano i fedeli. La fine del lockdown italiano coincide - in parte - con la fine di quello vaticano.

Nella cappella della tomba del Papa santo sono presenti circa 30 persone, ben distanziate sui banchi. Accanto a Bergoglio, che presiede il rito, anche i cardinali Angelo Comastri, vicario per la Città del Vaticano, e il polacco Konrad Krajewski, elemosiniere pontificio, e i monsignori Piero Marini, capo cerimoniere nel pontificato di Wojtyla, e l'altro polacco Jan Romeo Pawlowski, capo della Terza Sezione della Segreteria di Stato. Presente anche l'ambasciatore di Polonia presso la Santa Sede, Janusz Andrzej Kotanski,

Nell'omelia, Papa Francesco ricorda il suo predecessore: "Oggi possiamo dire: cento anni fa il Signore ha visitato il suo popolo, ha inviato un uomo, lo ha preparato per fare il vescovo e guidare la Chiesa".

Quindi sottolinea tre aspetti, tre "tracce", che hanno fatto di Wojtyla, un "buon pastore":  "la preghiera, la vicinanza al popolo, e l’amore alla giustizia".

"San Giovanni Paolo II - spiega Francesco - era un uomo di Dio perché pregava e pregava tanto. Lui sapeva bene che il primo compito di un vescovo è pregare e questo non lo ha detto il Vaticano II, lo ha detto San Pietro", quando con gli Apostoli "hanno fatto i diaconi" (cfr At 6,4).

"Il primo compito di un vescovo è pregare. E lui lo sapeva, lui lo faceva. Modello di vescovo che prega. E ci ha insegnato che quando un vescovo fa l’esame di coscienza alla sera deve domandarsi: quante ore oggi ho pregato?".

E' stato un uomo non "distaccato dal popolo, anzi andava a trovare il popolo e girò il mondo intero, facendosi vicino. E la vicinanza è uno dei tratti di Dio con il suo popolo".

"Un pastore è vicino al popolo, al contrario, se non lo è non è pastore, è un gerarca, è un amministratore, forse buono ma non è pastore. Vicinanza al popolo. E San Giovanni Paolo II ci ha dato l’esempio di questa vicinanza: vicino ai grandi e ai piccoli, ai vicini e ai lontani, sempre vicino, si faceva vicino", aggiunge Bergoglio.

Infine pone l'accento sul suo "amore alla giustizia. Ma la giustizia piena! Un uomo che voleva la giustizia, la giustizia sociale la giustizia dei popoli, la giustizia che caccia vie le guerre".

Francesco definisce San Giovanni Paolo II "l’uomo della misericordia perché giustizia e misericordia vanno insieme, non si possono distinguere: giustizia è giustizia, misericordia è misericordia, ma l’una senza l’altra non si trova".

"E parlando dell’uomo della giustizia e della misericordia, pensiamo quanto ha fatto San Giovanni Paolo II perché la gente capisse la misericordia di Dio. Pensiamo come lui ha portato avanti la devozione a santa Faustina che dal giorno di oggi la sua memoria liturgica sarà per tutta la Chiesa - aggiunge -. Lui aveva sentito che la giustizia di Dio aveva questa faccia di misericordia, questo atteggiamento di misericordia. E questo è un dono che ci ha lasciato lui: la giustizia-misericordia e la misericordia giusta".

E conclude: "Preghiamolo oggi, che dia a tutti noi, specialmente ai pastori della Chiesa ma a tutti, la grazia della preghiera, la grazia della vicinanza e la grazia della giustizia-misericordia, misericordia-giustizia".

Da domani, vista la ripresa delle messe con i fedeli, non saranno più trasmesse in diretta streaming sui social e in tv le celebrazioni mattutine di Papa Francesco dalla cappella della Casa Santa Marta. Una scelta fatta dal Pontefice per "tornare alla familiarità comunitaria con il Signore nei sacramenti".

(Il Faro online) – Foto © Vatican Media