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Movida a Fiumicino, bufera politica sulla nuova ordinanza firmata da Montino

Baccini: "Aumentare i controlli per proteggere al meglio tutta la popolazione", Feola: "Necessario un tavolo tra Comune e ristoratori"

Fiumicino – Dopo la “bocciatura” dell’opposizione (leggi qui), continuano le polemiche sulla nuova ordinanza sindacale che vieta la vendita di alcol da asporto dopo le 22 e lo stop della musica con amplificatore dopo le 24 (leggi qui).

“L’ordinanza sindacale nei confronti dei locali e delle attività di intrattenimento è restrittiva e punitiva per gli esercenti e gli avventori e soprattutto è inutile se nei comuni limitrofi non esistono le stesse restrizioni, per cui i nostri giovani che non trovano i locali di Fiumicino aperti si rivolgono verso Ostia con un rischio maggiore di contagio”, afferma Mario Baccini, consigliere comunale di Fiumicino e capogruppo di Cristiano Popolari.

“Per quanto mi riguarda, resto dell’opinione che sia necessario lasciare gli orari di apertura dei locali adeguandosi a quelli degli altri centri del litorale e allo stesso tempo bisogna aumentare i controlli per proteggere al meglio tutta la popolazione”, aggiunge Baccini.

“Montino invece di accanirsi contro i ristoratori minacciandone la chiusura per 25 giorni (leggi qui) si preoccupi della sicurezza del nostro territorio“, il commento di Roberto Feola, vicepresidente del circolo FdI-Patria e Libertà.

“Un economia territoriale allo stremo a causa delle norme dovute dalla pandemia subirà un ulteriore colpo basso perché l’amministrazione non è in grado di gestire le baby gang che stanno causando danni ingenti sul nostro territorio“, prosegue Feola

“I ristoratori che da soli devono far fronte a furti e atti di vandalismo, nonché, come nel caso del Neri Village (leggi qui), a vere e proprie aggressioni fisiche, adesso dovranno stare attenti a non superare i decibel della musica. Tutto questo – conclude Feola – sta diventando inaccettabile e sta uccidendo l’economia del nostro territorio e per evitare questo disastro proponiamo e suggeriamo all’amministrazione comunale di istituire un tavolo di confronto con i ristoratori e raggiungere una linea condivisa il prima possibile”.