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Nuoto, Paltrinieri: “Punto ai Mondiali di Melbourne, poi un 2023 di transizione”

23 novembre 2022 | 16:05
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Nuoto, Paltrinieri: “Punto ai Mondiali di Melbourne, poi un 2023 di transizione”

L’Azzurro riprende gli allenamenti in piscina. Si ispira sempre a Kobe Bryant

Gregorio Paltrinieri è il re delle piscine e del mare. Conosce la pressione e quasi ci gioca. Vince dominando psicologicamente gli avversari. Otto medaglie tra Europei e Mondiali nel 2022, 12 in totale, una in più di Federica Pellegrini: è lo sportivo italiano dell’ultimo decennio. “Mi sento in una terra di mezzo: c’ero prima, ci sono adesso e ci sarò finché mi diverto”, racconta il 28enne in un’intervista rilasciata oggi al quotidiano La Ragione. “Certo, negli anni è cambiato molto, dagli allenamenti alla competitività degli avversari. Forse la parte più difficile arriva adesso. A inizio carriera non ti rendi conto di cosa sei, riconfermarsi è invece sempre più complesso. L’aver vissuto un po’ tutto mi concede in acqua soltanto dei vantaggi”.

La sfida alle acque profonde ha avuto inizio nel 2017, al caldo senza respiro delle Universiadi di Taipei. “Il mare mi concede libertà di azione e pensiero. Posso gestire la gara, anche fare qualche errore e poi rientrare. Nulla è impossibile. Il mare ti sfida e devi batterlo”. Pochi giorni fa, con il trionfo nella 10 km di Eilat in Turchia, ha vinto la Fina Marathon Swim World Series 2022. Sono però già ripartiti gli allenamenti in piscina, a inizio dicembre ci sono i Mondiali in vasca corta a Melbourne. “Non mi pesa – confida Greg – mi attendono i Mondiali e poi un 2023 di transizione con meno gare, così posso lavorare sui dettagli e presentarmi per le medaglie in piscina e in mare alle Olimpiadi di Parigi 2024. Poi, in base ai risultati, si valuterà se proseguire nel doppio impegno”.

Gli allenamenti continuano a divertirlo: “Sono fatto così, estremamente competitivo e critico con me stesso. Non mi vedo a vivacchiare. Corro solo per vincere. Lo dice la mia carriera”. In Australia sarà la punta di una Nazionale stellare. Ceccon, Martinenghi, la batteria delle azzurre. Un gruppo esploso nel corso dell’ultimo anno, con l’incredibile bottino di medaglie (67) agli Europei di Roma. “Tra noi si respira un clima sereno, ognuno per sé ma tutti uniti. È entrata aria fresca. Ovviamente il ritiro di simboli come Federica Pellegrini e Filippo Magnini ha prodotto un cambiamento nelle dinamiche di lavoro”, confessa Greg.

“C’è una competizione positiva che per ora funziona. E voglio sottolineare che non si tratta di una casualità. È migliorata la metodologia di lavoro, con passi in avanti anche su allenamenti e uso della tecnologia”. Paltrinieri alza sempre il tiro. Una sfida tira l’altra, come i cioccolatini. Il suo modello di fuoriclasse italiano resta Kobe Bryant, compianta stella dei Los Angeles Lakers: “È stato il mio riferimento, mi sono sempre ispirato a lui, specie nelle difficoltà”, rivela il nuotatore azzurro.

“Per la sua capacità di soffrire e gestire il dolore l’ho pensato spesso ai Giochi di Tokyo 2020, quando mi è riuscito di andare a medaglia nonostante la mononucleosi. Per me quella rimane l’impresa della mia carriera. Ero senza gambe, ho corso con la testa, ammazzando psicologicamente gli avversari. Come Kobe, che andava oltre il limite. Anche questo è lo sport”. (Adnkronos)(foto@DeepBlueMedia)

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