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Omicidio Maria Tanina Momilia, indagato il personal trainer fotogallery

L'uomo è stato ascoltato più volte dai carabinieri del Gruppo Ostia su disposizione della Procura di Civitavecchia. Posta sotto sequestro la palestra frequentata dalla vittima

Fiumicino – Dopo una serie di sopralluoghi, eseguiti dai carabinieri di Ostia anche durante la notte (leggi qui), c’è un nome iscritto nel registro degli indagati per la morte di Maria Tanina Momilia, la 39enne di Fiumicino scomparsa domenica e ritrovata senza vita il giorno dopo in un canale di bonifica di Via Castegnevizza, all’Isola Sacra (leggi qui).

Secondo quanto riportato da diversi media nazionali, e dalla Rai (citando fonti interne alla Procura di Civitavecchia, che però non ha ancora emesso un comunicato ufficiale), ad essere indagato per omicidio sarebbe un personal trainer ex ispettore di polizia e istruttore di palestra.

Quella stessa palestra frequentata dalla vittima e posta sotto sequestro dai militari dell’Arma intorno alle 15:00 di mercoledì 10 ottobre. I sigilli compaiono sul cancello esterno d’ingresso. Il locale continua quindi ad essere al centro dell’attenzione degli inquirenti, su indicazione della Procura di Civitavecchia, per trovare riscontri ed elementi utili alle ipotesi investigative di omicidio

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I sospetti

L’uomo è stato ascoltato più volte dai carabinieri del Gruppo Ostia su disposizione della Procura di Civitavecchia, che lo avrebbero messo sotto torchio fin dalle prime ore della mattina per poi lasciarlo libero nel pomeriggio.

L’attenzione degli investigatori è concentrata anche sulla palestra, dove Maria sarebbe stata domenica mattina proprio per una lezione con il personal trainer. Da quel momento della 39enne si sono perse le tracce.

Si sta cercando di capire che tipo di relazione ci potesse essere tra i due, tanto da scatenare una reazione così violenta che ha portato alla morte della donna.

Per dovere di cronaca va ricordato che, nonostante il castello delle accuse indichi questa persona, siamo ancora al livello di indagini: un avviso di garanzia, o l’iscrizione nel registro degli indagati, non costituisce una sentenza di condanna. Le prove si formeranno, eventualmente in Tribunale.

Gli inquirenti stanno cercando di raccogliere elementi utili alle indagini e sono in programma altri accertamenti anche sull’auto dell’indagato. Nei confronti dell’uomo, indagato a piede libero, la procura di Civitavecchia non ha emesso nessun fermo.

L’autopsia

Ieri sul corpo della vittima, che è stata trovata nel fosso con una ferita all’altezza della nuca e diversi lividi sul corpo, è stata eseguita l’autopsia. I medici hanno confermato che la morte della donna è sopraggiunta a seguito dello sfondamento del cranio dalla parte della nuca, con un oggetto contundente.

Il fatto che sia un oggetto compatibile con un bilanciere da body building o qualcosa di molto pesante, ha condotto le indagini nella palestra che la vittima frequentava (leggi qui). Dall’autopsia, però, emerge anche un tentativo di soffocamento, il che farebbe pensare ad una colluttazione, avvenuta, forse, sul tatami della palestra.

Dopo l’omicidio l’assassino, probabilmente a notte fonda, si è poi disfatto del cadavere gettandolo nel fossato facendolo rotolare nel canale.

(Il Faro online)