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Incendio Aprilia, Neocliti: “Ardea vittima di ciò che accade nei comuni limitrofi”

Neocliti (FdI): "Alle acque inquinate, agli odori nauseabondi, oggi uniamo la tossicità dell'aria che stiamo respirando a causa dell'incendio della Loas"

Ardea – “Ci preoccupa e non poco, la superficialità mostrata dall’amministrazione rutula nella tutela della salute e dell’ambiente. Ardea gode di una posizione geografica invidiabile, con i Castelli Romani alle spalle e ben 8 km di costa. Va ricordato però che i confini rappresentano delle delimitazioni politiche, e che le terre, il sottosuolo, le falde acquifere, il cielo, non hanno confini. Ci troviamo così vittime passive di quanto accade nei territori limitrofi“. Così in una nota stampa la consigliera comunale di Fratelli d’Italia, Raffaella Neocliti.

“Abbiamo negli anni patito inermi a quanto avvenuto – prosegue la Consigliera -, fra l’incendio di Roncigliano, quello della Ecox di Pomezia ed ultimo della Loas di Aprilia. Il più delle volte, siamo stati altrettanto vittime di una politica assente, che continua a latitare. È recente, del 2019, l’impegno di tanti cittadini e della minoranza di governo rutula, nell’impedire la riapertura della discarica di Albano, sita nella località di Roncigliano praticamente Ardea”.

“I disagi di una discarica avrebbero interessato non tanto Albano quanto la località ardeatina di Montagnano, località presente sulla nostra cartina ma dimenticata dall’uomo e da Dio. Attraverso manifestazioni, richieste scritte e atti amministrativi si è chiesto all’amministrazione di prendere posizione affinché anche Ardea potesse opporsi alla riapertura della citata discarica, attraverso un ricorso al Tar. Ricorso mai presentato dalla nostra amministrazione”.

“Ci chiediamo perché chi amministra non dia informazioni ai cittadini – aggiunge Neocliti – e soprattutto sembra non interessarsi a quanto accade. Di pochi mesi fa la notizia dell’inizio della caratterizzazione e bonifica del sito ex discarica La Cogna di Aprilia. Una bonifica finalmente autorizzata dalla conferenza dei servizi alla Paguro srl proprietaria del sito, dopo che il Comune di Aprilia ha preferito per anni dormire. Acque che scorrendo a valle giungono nelle falde di Ardea”.

Siamo ancora in attesa di avere i primi dati delle analisi eseguite a seguito della caratterizzazione dei rifiuti pericolosi interrati. Rifiuti che hanno compromesso le falde acquifere di Ardea per anni, le stesse acque con le quali si irrigano i campi agricoli. Ci duole constatare che anche su questo, l’amministrazione rutula non prende posizione. Sarebbe nostro interesse spingere e pubblicare gli esiti, intervenendo con qualsiasi strumento a tutela del nostro territorio e della salute pubblica”.

Alle acque inquinate, agli odori nauseabondi, oggi uniamo la tossicità dell’aria che stiamo respirando a causa dell’incendio della Loas. Una colonna di fumo nero e denso, ancora persistente dopo 2 giorni. Si percepisce l’odore acre della plastica bruciata, rendendo difficile il solo respirare già impedito dalle mascherine che siamo obbligati ad utilizzare. Ma noi, cittadini della terra di mezzo, non possiamo avere dati, notizie, indicazioni”.

“Il buon senso ci indica di chiudere le finestre delle nostre abitazioni, di lavare accuratamente gli esterni delle case, di tutelare i nostri animali mettendoli al riparo, e tutte quelle azioni che coscienziosamente siamo abituati a fare. Ma avremmo di lunga preferito un intervento di chi ha il dovere di tutelare la salute pubblica“.

“Non possiamo restare sempre disarmati – conclude la Consigliera – dinanzi ad episodi che per la salute e l’ambiente hanno la valenza di una catastrofe. Qualcuno dovrà pur pagare i danni e i disagi che i cittadini di Ardea sopportano, ma fintanto che la nostra amministrazione resterà muta, resteremo una terra di mezzo, di passaggio, dove tutto scorre, tutto arriva, nulla si sa, nulla ci viene detto”.
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