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Matteo Fiore: il primo campione mondiale della Nuova Era del Karate Fiamme Gialle

20 novembre 2022 | 20:09
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Matteo Fiore: il primo campione mondiale della Nuova Era del Karate Fiamme Gialle
Matteo Fiore: il primo campione mondiale della Nuova Era del Karate Fiamme Gialle
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Matteo Fiore: il primo campione mondiale della Nuova Era del Karate Fiamme Gialle
Matteo Fiore: il primo campione mondiale della Nuova Era del Karate Fiamme Gialle
Matteo Fiore: il primo campione mondiale della Nuova Era del Karate Fiamme Gialle

L’Azzurro Under 21: “Un anno incredibile e un oro magico a Konya”

Ostia – Doveva essere un Mondiale magico e così è stato, come anche questi primi 12 mesi della sua vita con le Fiamme Gialle. Matteo Fiore è campione iridato under 21 e questa è la sua prima medaglia internazionale del titolo personale. Quella arrivata con la divisa delle Fiamme Gialle addosso, quella arrivata grazie agli allenamenti fatti e ai consigli dati da Coach Maniscalco e Loria. E da Coach Talarico in Nazionale, con cui Matteo vinse già un alloro europeo (uno splendido bronzo) agli Europei di Budapest del 2020 di categoria. Quella arrivata grazie al suo talento e alla sua bravura sul tatami.

Adesso Fiore cresce ancora e sogna in grande. Lo fa in attesa degli Assoluti Italiani di Torino e lo fa mentre, aspettando la sua gara nel kumite degli 84 kg, racconta la sua avventura mondiale a Konya. La sua vittoria è stata la prima della Nuova Era delle Fiamme Gialle del Karate. Dopo gli Dei gialloverdi degli anni passati, ecco crescere un ‘Fiore’ nel giardino gialloverde e Matteo si prende la sua medaglia meritata. Accanto ad essa, aggiunge il bronzo italiano nel kumite, con la voglia illimitata di essere un giorno il migliore. Circondato dai migliori Maestri del Karate, e spinto in avanti, dal sogno di praticare il kumite, Matteo può arrivare lontano.

Lo racconta a Il Faro online allora, alla vigilia degli Assoluti di Karate, che lo hanno poi visto salire sul terzo gradino del podio. Una medaglia è sempre importante evidentemente e nel giro di quasi due mesi Matteo colleziona altri allori. Sul tatami del Dojo di Castel Porziano, da poco dedicato a Michele Monti (ex judoka scomparso nel 2018) l’Azzurro Under 21 e Senior da un anno punta alle stelle. Ma tra le stelle ci sta già e gli fa strano esserne parte. Una storia incredibile e unica quella della Squadra più Titolata al Mondo. lo sentiva raccontare da papà Teo, ex atleta, e mentre sentiva scandire quelle parole e quelle emozioni, Matteo probabilmente immaginava di farne parte. Oggi lo fa e con grande orgoglio, preso per mano dai Grandi, lui che dalle forti mani vestiti dai guantini del kumite, stringe forte sogni e speranze senza mai lasciarle. Determinato, veloce e sicuro dei suoi mezzi. Niente paura sul tatami per lui. Ha seguito questa filosofia ai Mondiali Under 21 di Konya e si è goduto la gara appieno. Cercando di trovare una soluzione ad ogni tecnica contro, cercando di trovare una risposta nei movimenti sul tatami che poi gli ha regalato il titolo. La risposta più bella Matteo l’ha trovata in se stesso e nel colore di una medaglia d’oro iridata che ha mandato in visibilio tutto il Team Fiamme Gialle, ha tracciato un altro pezzetto di strada, partendo dalla strada degli Eroi. Da Coach Maniscalco e Loria, fino all’ex Direttore Tecnico Claudio Culasso e agli ex come papà Teo e gli altri atleti del karate che oggi tifano per lui.

Quando a bordo tatami siede Coach Talarico, in Nazionale accade sempre qualcosa di straordinario. Lo dice Matteo. Descrivendo non solo l’oro vinto a Konya, ma anche il bronzo messo al collo e sempre con il karategi azzurro under 21, nel 2020. L’orgoglio dei colori Fiamme Gialle è passato anche da lì. Gennaro Talarico, primo campione mondiale delle Fiamme Gialle della storia, a Matteo Fiore l’ultimo, in ordine di tempo, come uno scambio di tesori e eredità. Ma non per l’unica volta. Il libro ha pagine bianche da scrivere e Matteo ha tutta la voglia di raccontare e di raccontarsi. Con i colori della Nazionale e quelli delle Fiamme Gialle.

Caro Matteo, sei il primo karateka della nuova era Fiamme Gialle a vincere una medaglia mondiale. L’oro conquistato ha scritto la storia tua e delle Fiamme Gialle. Quali sono le tue impressioni?

“Fa strano sapere di essere entrato nella storia delle Fiamme Gialle, anche perchè sono cresciuto con i racconti delle loro imprese e sapere di averne fatta una anche io, ora mi rende orgoglioso e fiero. Ovviamente voglio che questo sia solo un punto di partenza e che possa continuare a scrivere pagine di questa meravigliosa storia”.

A un anno di distanza dal tuo reclutamento hai fatto passi da gigante sul tatami, grazie al tuo talento e con l’aiuto di grandi allenatori, a loro volta storici campioni mondiali (Maniscalco, Loria ad esempio). E poi tuo papà Teo, ex medagliato delle Fiamme Gialle. Come hai vissuto questi 12 mesi e quanti insegnamenti hai ricevuto e messo in pratica da loro?

“Questi 12 mesi sono stati i più belli e allo stesso tempo i più difficili della mia vita. Ci sono stati molti cambiamenti rispetto al passato, anche perchè l’arruolamento è coinciso con il mio passaggio nella categoria senior e devo dire che grazie all’aiuto dei miei maestri Stefano e Savio ho capito quali sono i segreti per vincere. Ora devo solo metterli in pratica”.

Il record è soprattutto tuo. Giovanissimo e già campione del mondo e nella categoria under 21. L’Italia ha una grande tradizione in questo. Come vivi questo titolo nel contesto azzurro?

“Oltre che la soddisfazione personale è stato bello aiutare la nazionale a salire di posizione del medagliere. Spero di poterlo fare ancora in futuro”.

I tuoi tifosi vogliono conoscere le tue emozioni a Konya. Come hai fatto ad arrivare fino al podio? Coach Talarico ti è stato accanto in Nazionale. Come hai vissuto la gara, anche con lui a bordo tatami?

“Il percorso che ho fatto per arrivare fino alla finale è stato difficile, ma mi sono goduto incontro per incontro tutte le emozioni e le sensazioni che provavo: doveva essere un Mondiale magico, lo sapevo! In finale invece l’unica cosa a cui pensavo era quella di trovare la soluzione per portare a casa l’incontro, ma soprattutto quella di non farmi inibire dalla paura di sbagliare, ogni tecnica doveva essere quella decisiva. Con il maestro Talarico ho un certo feeling in gara, sarà perchè siamo nati lo stesso giorno o perchè siamo entrambi Fiamme Gialle, ma la cosa certa è che quando si siede lui sulla sedia, sta per succedere qualcosa di meraviglioso, come successe già all’Europeo di Budapest 2020 quando arrivai terzo e feci la finale proprio contro un macedone, come in finale mondiale”.

Si riparte sempre da una vittoria. Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

“Diventare sempre più forte, poi le medaglie verranno da sé”.

(foto@Fijlkam)

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