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Filippo Tortu per Livio Berruti: “Buon compleanno al mio Mito”

Ha posto i suoi auguri al campione olimpico di Roma 1960 il primatista italiano dei 100 metri. Due atleti paralleli tra loro, nonostante il tempo trascorso. E la gara dei 200 metri ad unirli..

Milano – Non ha mai nascosto la sua ammirazione per il grande Livio. Filippo Tortu ha sempre espresso parole di grande affetto per il campione olimpico di Roma 1960. Sui 200 metri Berruti scrisse la storia nella Olimpiade della rinascita, del dopoguerra. E il giovane primatista italiano dei 100 metri ha sempre seguito le sue orme. Le sue, come quelle del Mito Pietro Mennea.

E la distanza dei 200 metri ad unirli. Insieme. Li ha corsi diverse volte Tortu. Al Golden Gala lo ha fatto per ben due volte. Al suo debutto nella manifestazione della Diamond League nel 2017, Freccia Gialloverde ha corso fianco a fianco dei campioni di Rio 2016. Christophe Lemaitre e Andre De Grasse. E lui arrivò quarto. 20”34 sul traguardo e sotto la Tribuna Monte Mario (leggi qui). Poi di nuovo Filippo lo ha fatto nell’edizione dello scorso anno. Due secondi in più e quinto al termine della gara. 20”36 (leggi qui). Anche Berruti ha sempre ricambiato quell’ammirazione sincera di un bravo ragazzo e atleta straordinario. In questo modo, l’oro di Roma lo ha sempre apostrofato (leggi qui). E Tortu ha rinnovato quella sincera ammirazione.

Lo scorso 19 maggio l’atleta delle Fiamme Gialle ha fatto i suoi auguri al grande Livio: “Buon compleanno al mio Mito”. Queste le sue parole riportate nelle stories personali di Instagram. Già, un Mito. Berruti come Mennea. E sempre Tortu a seguire esempi e risultati. E’ il velocista italiano degli anni 2000 Tortu. La storia di quella velocità azzurra, che lo ha portato fino al settimo posto nei 100 metri con 10”07 (sei centesimi in più dal record di Mennea), ai Mondiali di Doha di atletica leggera (leggi qui). E il sogno olimpico preme.

Dovrà attendere ancora però. Il covid-19 ha fatto slittare la manifestazione dei sogni, ma il Cio non molla (leggi qui), come non lo fa Filippo che è tornato in questi giorni ad allenarsi e con il tifo degli italiani dai balconi. Spera il mondo dello sport che a Tokyo, nell’estate del 2021, si possa celebrare la vita.

Come la vita che insegue Filippo in pista, come quella vita che prende per mano, anche per l’Italia, nei suoi ritrovati allenamenti individuali: “La mia ripartenza, come quella dell’Italia(leggi qui). Questa la sua dichiarazione, al debutto di una stagione agonistica 2020 un po’ strana. L’ultima volta Tortu aveva corso ai Campionati Italiani di Ancona. Erano i primi giorni della diffusione della pandemia da coronavirus in Italia e l’atleta gialloverde, prima di rientrare in casa per il lockdown e rispettare le regole governative, aveva conquistato il titolo italiano indoor nei 60 metri. Un importante 6”60 (leggi qui). Probabilmente lo sguardo del Mito Berruti non lo ha lasciato e mai lo farà.

Due generazioni lontane tra loro, ma molto vicine per talento e passione, in uno sport italiano che ha voglia di riprendere fiato. Intanto Tortu lo porta con sé in pista. Con Berruti nel cuore e quel sogno olimpico nelle gambe, che nel 2021 lo aspetta a Tokyo.

(Il Faro on line)(foto@fidal.it)