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Il Cio tuona all’Italia: “Risolvete entro il 27 gennaio, agite senza ulteriori ritardi ”

Una lettera del Cio all’Ansa esprime il doloroso avvertimento. Il Governo Italiano deve risolvere il nodo della legge delega e garantire al Coni la sua autonomia

Losanna – Sembra essere diventato un incubo senza fine per lo sport italiano il pericolo che incombe dal Comitato Olimpico Internazionale. Gli atleti azzurri si stanno allenando per strappare il pass olimpico in una edizione dei Giochi, in cui non vorrebbero gareggiare senza il Tricolore e salire sul podio, dopo aver combattuto e sudato in gara, senza l’inno nazionale. Eppure lo scenario che sembra delinearsi è questo. Mancano poco più di due settimane all’Esecutivo del Cio. La data segnata in calendario è quella del 27 gennaio.

E’ una corsa contro il tempo. La politica deve risolvere la questione e lasciare il Coni libero di esercitare la sua gestione sullo sport italiano. Il nodo è la riforma dello sport. Il nodo è la legge delega del 2018, con strascichi nel 2019, su cui ancora il Governo italiano non ha messo mano. Pian piano si sta rivelando il panorama. Se l’autonomia gestionale e politica del Coni non verrà tutelata, allora scatteranno le sanzioni del Cio. Giuseppe Conte promise a Thomas Bach gli interventi richiesti già nel giugno del 2019, quando l’Italia ebbe assegnate le Olimpiadi Invernali del 2026. E’ la Carta Olimpica che lo indica. Ogni  comitato olimpico nazionale deve agire in autonomia, lontano dalla politica. E invece, dalla discussione emersa in questi mesi e dai timori del Cio, da quando Sport e Salute è stato creato, sembra aver tolto poteri e personale al Coni. Non va bene per il Cio questa situazione. E Malagò, sempre più preoccupato, alza la voce ed esprime la  sua amarezza: “Un disastro a livello internazionale. Una figuraccia”. Lo ha ribadito più volte il Presidente del Coni (leggi qui).

Il monito dal Comitato Internazionale è arrivato e si è rinnovato in queste ore: “Agire senza ulteriori ritardi nell’interesse del movimento olimpico italiano e degli atleti, considerando che la situazione è in stallo da quasi due anni”. E’ una lettera all’Ansa, il messaggio lanciato dal Cio stesso. Un portavoce del movimento sportivo mondiale scrive: “La posizione del Cio sull’attuale situazione del Coni è stata espressa chiaramente alle autorità del Governo italiano in molte occasioni. Si richiede ora che la soluzione già presentata alcuni mesi fa dal Coni alle autorità stesse, sia valutata favorevolmente e attuata senza ritardi, così da risolvere definitivamente le problematiche e consentire al Coni di svolgere appieno il proprio ruolo e le proprie operazioni in conformità con la Carta Olimpica”.

Chi sta risentendo di tale discussione? Loro. Gli atleti in preparazione delle Olimpiadi: “Questa situazione – prosegue a scrivere il portavoce di Losanna – sta compromettendo gravemente i preparativi della squadra azzurra per i Giochi olimpici di Tokyo 2020 e quelli invernali di Pechino 2022”.

Nessuno al Cio vuole negare all’Italia la bandiera alla cerimonia d’apertura o l’inno di Mameli alle premiazioni dei Giochi di Tokyo: sarebbe una decisione dolorosissima. Ma resta il fatto che il principio dell’indipendenza dello sport dalla politica, sacro e vincolante per la Carta Olimpica, al momento in Italia non pare garantito”. Ivo Ferrari, membro del Cio lo dichiara a La Repubblica. “La Carta Olimpica è la nostra unica guida”. Ribadisce.

(Il Faro online)