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Il Cio minaccia sanzioni, Malagò: “Siamo al limite, abbiamo una spada di Damocle sulla testa”

Il numero uno dello sport italiano torna sulla questione di queste settimane. La riforma mette a rischio l’autonomia del Coni, alzando il vespaio di sanzioni dal Cio

Roma – Non poteva non parlare dell’argomento principe il Presidente del Coni. La data segnata in calendario è quella del 27 gennaio 2021. Giorno in cui l’Esecutivo del Comitato Olimpico Internazionale potrebbe sanzionare l’Italia.

Malagò marca la questione nell’incontro di fine anno con la stampa: “Sopra la testa dello sport c’è una spada di Damocle”. La preoccupazione del numero uno dello sport italiano è tangibile. Il Governo non avrebbe mantenuto le promesse fatte al Cio, il giorno in cui l’Italia ebbe l’assegnazione delle Olimpiadi Invernali del 2026: “Il tempo è davvero scaduto? Forsedice Malagòsiamo al limite”. Lo ha ribadito più volte nelle scorse settimane. Lo ha ancora dichiarato lo scorso 21 dicembre: “Era impossibile fare peggio e creare più caos di questo. Lo dicono tutti”. L’autonomia del Coni è a rischio secondo Malagò e l’attuale scenario legislativo potrebbe interrompere i legami con la Carta Olimpica. Italia Team senza tricolore alle Olimpiadi e senza inno italiano da cantare sul podio. La riforma messa a punto dal Governo avrebbe fatto saltare le basi della governance azzurra e il Cio punta il dito.

Due anni fa allora Conte fece la promessa a Bach di intervenire sulla famosa legge delega approvata nel 2018. Era il giugno del 2019. Ma da allora nulla, secondo quanto dichiara Malagò: “Hanno considerato il Coni una spaventosa superficialitàha rimarcato il Presidentesono contento di vedere una compattezza nel nostro mondo”.