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Judo, Parlati oro a Tashkent, Romano: “Tra le difficoltà, verso le Olimpiadi”

Il coach azzurro elogia il suo campione. Una giornata da ricordare per l’Italia al Grand Slam di Tashkent

Christian Parlati si è aggiudicato la medaglia d’oro nel Grand Slam di Tashkent negli 81 kg, al termine di una gara ‘pazzesca’ nella quale ha superato l’egiziano Abdelrahman Mohamed, l’ungherese Attila Ungvari, il belga Sami Chouchi e poi, in semifinale, il giapponese Takanori Nagase, bronzo alle Olimpiadi a Rio, ma anche iridato nel 2015.

Ma l’apoteosi è stata la finale, che l’ha messo di fronte all’uzbeko Sharofiddin Boltaboev, idolo di casa nonché vincitore del recentissimo Grand Slam a Tel Aviv e numero 9 del ranking mondiale. L’incontro è stato molto equilibrato, il potente uzbeco da una parte che cercava il contatto ed il 23enne napoletano che lo teneva a distanza in attesa di colpire al momento opportuno. Ed il momento è arrivato nei primissimi  secondi (9) del golden score, quando Christian ha messo a segno il suo specialissimo aggancio (o uchi gari) con il quale già aveva steso Nagase. Ed anche Boltaboev, nonostante fosse stato attentissimo per tutto l’incontro a non consentire quel tipo di attacco, alla fine è capitolato accettando l’abbraccio di Parlati, che a sua volta gli ha sollevato il braccio. Un invito per il suo pubblico che ha apprezzato ed applaudito entrambi.

Giornate come questa si ricordano – è stato il commento di Dario Romano, coach che ha seguito tutta la gara di Parlati – è stata una giornata faticosa: Christian rientrava da uno stop forzato a causa del Covid e non è semplice per nessuno rimettersi in gioco con le difficoltà legate alla pandemia. Non sembrava avere le sensazioni giuste eppure dopo ogni incontro le cose andavano meglio: è un ragazzo estroso e talenti come il suo, spesso si esprimono al meglio proprio quando sono sotto pressione. Il risultato è una tappa importante, ma l’obiettivo su cui continuare a lavorare resta Tokyo. Resta un po’ d’amaro per il resto della squadra che oggi non ha reso secondo le proprie possibilità: è ora necessario ritrovare la condizione per dare il meglio perché nel judo, a fare la differenza, sono piccoli dettagli”. (fonte/foto@fijlkam.it)

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