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Parco Leonardo. L’aereo giallo non ritorna: al suo posto una Freccia Tricolore d’altri tempi

12 novembre 2022 | 07:33
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Parco Leonardo. L’aereo giallo non ritorna: al suo posto una Freccia Tricolore d’altri tempi

Il North American Texan T-6 lascia il posto al G.91, che sarà esposto su via Portuense con i colori del 101º Gruppo Caccia Bombardieri Ricognitori

Fiumicino – Sulle sue ali portava il peso delle storia e di innumerevoli battaglie del XX secolo. Ma ora l’aereo giallo, esposto per anni all’ingresso del Ctr di Fiumicino, è “decollato” verso altri lidi. Il North American Texan T-6, infatti, è considerato dall’Aeronautica Militare un aereo epico: sono decine i piloti che sono stati addestrati a bordo dell’aereo giallo. Il fatto che sia stato rimesso completamente a nuovo, con tanto di motore ruggente (leggi qui), ha attirato l’attenzione delle più alte gerarchie, che hanno deciso, per il momento, di non farlo tornare a Fiumicino. L’aereo giallo è stato infatti destinato ad uso museale e rappresentativo dell’Aeronautica Militare in determinate ricorrenze, come le celebrazioni per il centenario della stessa Aeronautica (in programma nel 2023).

E a Fiumicino? Il Gate Guardian non resterà orfano. I militari, compreso l’enorme affetto che i fiumicinesi provano per l’aereo giallo, hanno provveduto a un “sostituto” altrettanto epico e degno di nota. Si tratta del Fiat G.91, un velivolo monomotore a getto ed ala a freccia prodotto dalla metà degli anni cinquanta, dall’azienda aeronautica italiana Fiat Aviazione (poi Aeritalia).

Fu il vincitore del concorso bandito dalla Nato nel 1953 per la produzione di un nuovo aereo leggero da supporto tattico. Come quella dell’aereo giallo, quella del G.91 è una storia avvincente e ricca di vicende. La realizzazione del primo esemplare, ad esempio, avvenne con un certo anticipo rispetto ai principali concorrenti e il prototipo venne portato in volo per la prima volta il 9 agosto 1956 all’aeroporto di Torino-Caselle ai comandi del collaudatore Riccardo Bignamini.

L’Aeronautica Militare utilizzò in tutto 241 esemplari di G.91, di cui 65 in versione Y entrati i servizio in due gruppi cacciabombardieri dal 1972 fino al 1994, quando vennero sostituiti dagli AMX. L’ultimo volo di un G.91 avvenne il 9 aprile 1992 con una cerimonia presso l’aeroporto di Treviso-Sant’Angelo dove, in ricordo dell’evento, è presente uno dei vari Gate Guardian presenti sul territorio italiano.

Fiumicino, torna a ruggire il motore dell’aereo giallo di via Portuense

Versioni e livree

Del G.91 esistono diverse versioni. Il primo è quello di designazione che identifica il prototipo e 27 esemplari di preserie. C’è poi il G.91 della Pattuglia Acrobatica Nazionale (Pan), più note come Frecce Tricolori. Per la Pan, il G.91 vennero usati i modelli di preserie, che vennero opportunamente modificati proprio per l’impiego della Pattuglia Acrobatica. In un secondo tempo, per le necessità della Pattuglia, vennero adattati a questo standard macchine della versione R. Questi velivoli rimasero in servizio presso le Frecce Tricolori dal 1964 al 1981, quando furono sostituiti dagli Aermacchi MB-339.

C’è poi il G.91R (quattro delle macchine di preserie vennero modificate nell’estrema prua, per consentire l’installazione degli apparati fotografici), il G.91T (designazione attribuita ai primi due velivoli di preserie della versione biposto. Le modifiche, in ragione dell’installazione dell’abitacolo in grado di ospitare il pilota e l’istruttore, prevedevano l’allungamento della fusoliera e lo stabilizzatore verticale più alto), e il G-91Y (variante bimotore, frutto di un’estesa revisione del progetto. Anche se dotata di due motori, non ottenne lo stesso successo commerciale del G.91R).

Il G.91 PAN – Frecce Tricolori

Utilizzato principalmente dalla tedesca Luftwaffe e dall’Aeronautica Militare, in Italia è noto soprattutto per essere stato a lungo il velivolo delle Frecce Tricolori fino alla sua sostituzione con l’Aermacchi MB-339 PAN agli inizi degli anni ’80.

Come si arrivò alla sua scelta? Nell’ambito di un aggiornamento del parco velivoli, nel 1963 la Pattuglia Acrobatica Nazionale Frecce Tricolori venne equipaggiata, in sostituzione dei precedenti F-86E Sabre, con i G.91 di preserie opportunamente modificati, ovvero alleggeriti e dotati di impianto di generatore di fumi. In questa configurazione acquisirono la designazione ufficiale G.91 PAN e dipinti con la caratteristica livrea azzurra, dotata anteriormente di tre frecce bianco-rosso-verde ai lati della fusoliera, ereditata dai Sabre.

Il G.91Y

Ma a via Portuense, tra pochi giorni, troneggerà il maestoso il G.91Y, soprannominato amichevolmente dai piloti “Yankee”, a sottolineare la forma della presa d’aria, unica frontalmente, ma internamente divisa in due per alimentare separatamente i motori, quindi a forma di Y. Si tratta di un velivolo bimotore a getto ed ala a freccia prodotto negli anni sessanta.

Derivato dalla precedente versione G.91R, ne manteneva l’aspetto generale e se ne differenziava principalmente per l’adozione di un impianto propulsivo bimotore, a differenza del primo monomotore, e del conseguente aumento prestazionale. Il modello Y venne utilizzato solamente nell’Aeronautica Militare essenzialmente nel ruolo di aereo per il supporto tattico ravvicinato e da ricognizione aerotattica, restando operativo fino agli anni novanta, quando venne sostituito dal più moderno AMX.

Il progetto dell’G-91Y, o meglio il suo sviluppo dalla famiglia dei G.91, si deve all’esigenza di fornire un velivolo leggero che esprimesse caratteristiche più moderne e più specifiche rispetto a quelli utilizzati dall’Aeronautica Militare fino ad allora. Il prototipo venne portato in volo per la prima volta il 12 dicembre 1966 dall’aviosuperficie aziendale di Caselle Torinese e, dopo averne verificato la rispondenza alle specifiche progettuali, il nuovo velivolo venne dichiarato idoneo alla commercializzazione sebbene si dovette aspettare il 1969 per ricevere il primo ordine.

L’unica versione costruita fu la conseguenza dell’ordine emesso dal governo italiano per la fornitura di 75 esemplari (ne furono però consegnati solo 65 effettivamente consegnati). Gli esemplari di preserie, dopo le prove intensive effettuate sulla base di Pratica di Mare, equipaggiarono il 101º Gruppo delll’8º Stormo “Gino Priolo” di Cervia-Pisignano, dove i bimotori arrivarono ufficialmente nel marzo 1971. L’altra unità che usò il G.91Y fu il 13º Gruppo, inizialmente autonomo sull’aeroporto di Brindisi, successivamente inquadrato nel 32º Stormo di Amendola.

Che spettacolo il T6 North American, l’aereo giallo di via Portuense incanta Forlì

Benché la sua produzione sia rimasta limitata, è possibile trovare esposti diversi esemplari del G.91Y sia in ambienti civili, sia come Gate Guardian di alcune basi dell’Aeronautica Militare come il Centro Tecnico Rifornimenti di Fiumicino dove, a breve, sarà stato installato all’ingresso del Ctr con i colori del 101º Gruppo CBR (Caccia Bombardieri Ricognitori) dell’8º Stormo di Cervia. Il G91 che sarà esposto alle porte di Fiumicino, è stato completamente restaurato e riportato alla livrea originale grazie al lavoro del 2° Gruppo Manutenzione dell’Aeronautica Militare di Forlì.

Il Ctr di Fiumicino

Il Centro Tecnico Rifornimenti (Clicca qui per saperne di più) alle dipendenze del Servizio dei Supporti, assicura l’acquisizione, il rifornimento e la gestione delle attrezzature, dei materiali e dei mezzi nei settori della motorizzazione, carbolubrificanti auto/avio e ossigeno avio, controlli chimico/fisici, antincendi, C.B.R.N., fotografico e tipografico, garantendo l’assistenza tecnica, logistica e doganale agli Enti ad ai Reparti di tutta la Forza Armata.

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