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Fiumicino, una fiaccolata in memoria di Tanina Momilia a un anno dall’omicidio

La fiaccolata, che si svolgerà lunedì 7 ottobre 2019, muoverà dalla parrocchia di Santa Paola Frassinetti fino a via Castegnevizza, luogo del ritrovamento di Tanina

Fiumicino – Una fiaccolata per ricordare e per chiedere giustizia per Tanina Momilia, la giovane di Fiumicino uccisa con un colpo alla testa (leggi qui). Un’iniziativa voluta e organizzata dalla famiglia di Tanina che si svolgerà a un anno esatto dall’omicidio, per il quale è in corso un processo a carico di Andrea De Filippis (leggi qui), il personal trainer reo confesso.

La fiaccolata, fa sapere il marito di Tanina, Daniele Scarpati sul suo profilo Facebook, si svolgerà lunedì 7 ottobre 2019  e inizierà dal sagrato della parrocchia di Santa Paola Frassinetti subito dopo la messa delle ore 18. La processione muoverà quindi verso il luogo del ritrovamento di Tanina, in Via Castegnevizza.

Una mano “armata dal diavolo”

Appena due mesi fa, presso il tribunale di Civitavecchia, si è svolta l’udienza preliminare del processo a carico di Andrea De Filippis. Su di lui pendono accuse pesanti: omicidio volontario con le aggravanti dei futili motivi, occultamento di cadavere, crudeltà e sevizie.

Da subito le indagini puntarono sul personal trainer della donna (leggi qui). E dopo diversi sopralluoghi effettuati dalle forze dell’ordine nella palestra frequentata da entrambi (leggi qui), De Filippis confessò di averla uccisa (leggi qui).

In aula, davanti al marito e ai genitori di Tanina, ha reso una dichiarazione spontanea: “Chiedo scusa. Quel giorno la mia mano è stata armata dal diavolo“.

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“Il mio assistito, che è per la non-violenza, nonché un devoto del Dalai Lama, non riconosce se stesso in quel gesto omicida”, ha spiegato l’avvocato di De Filippis, Cristian Milita, a ilfaroonline.it. “Quando inizialmente ha chiesto perdono – dice a ilfaroonlie.it l’avvocato Anna Maria Anselmi, legale della famiglia di Tanina -, De Filippis mi è sembrato davvero pentito. Ma quando ha aggiunto quelle frasi denigratorie nei confronti di quella ragazza uccisa ho avuto come l’impressione che quel pentimento non fosse sincero“.

L’udienza preliminare, prosegue Anselmi, per “i familiari di Tanina è stata una grande prova. Stanno malissimo, sono molto provati. Trovarsi davanti l’uomo che ha ucciso la loro figlia, la loro madre, è stato doloroso”.

In attesa della prima udienza del processo, fissata al 28 gennaio 2020, De Filippis resta rinchiuso nel carcere di Velletri, dove è stato spostato su richiesta dell’avvocato Milita poiché minacciato verbalmente in quello di Civitavecchia, dove era stato inizialmente portato, e poi aggredito fisicamente mentre si trovava a Rebibbia. Aggressioni dovute probabilmente al fatto che il personal trainer è un ex poliziotto.

(Il Faro online)