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Martinenghi nella gloria dei grandi: un bronzo olimpico nei 100 rana pazzo di gioia

Il nuotatore azzurro vince la prima medaglia ai Giochi della carriera. Ed è la prima per il nuoto a Tokyo

Tokyo – Nicolò Martinenghi atteso nel mondo dei grandi alle Olimpiadi di Tokyo, da qualche stagione, si scrolla di dosso l’etichetta di eterna promessa ed entra nell’Olimpo del nuoto conquistando il bronzo dei 100 rana in 58″33 (27″27).

Ventuno anni dopo Sydney 2000, quando Domenico Fioravanti conquistò il primo oro olimpico del nuoto italiano e poi bissò il successo nei 200 con Davide Rummolo di bronzo, la rana azzurra sale di nuovo i gradini del cielo. Ci pensa il leone varesino, anche lui nato in agosto (il primo compirà ventidue anni) come Federica Pellegrini e il suo mito Fabio Scozzoli, alla prima Olimpiade e finale. Vince e si conferma sua maestà Sir Adam Peaty, campione uscente e di tutto, nonché primatista mondiale, che tocca in 57″37 davanti all’olandese Arno Kamminga, argento europeo e addirittura tredicesimo agli ultimi mondiali di Gwangju, in 58″00 al tocco. “Ancora non mi rendo conto di cosa sia successo – racconta “Tete”, allenato da Marco Pedoja – è una cascata di emozioni; non ci credevo troppo prima della gara, ma ho cercato e voluto da tempo questa medaglia. Ho sognato gli ultimi 15 metri tante volte in allenamento. E’ favoloso”.

Photo Giorgio Scala / Deepbluemedia / Insidefoto

Un percorso iniziato Il 12 dicembre 2019, nel corso degli Assoluti invernali disputati a Riccione, dove vinse la finale dei 100 rana toccando in 58″75, primo italiano nella storia ad infrangere il muro dei 59 secondi e pass olimpico conquistato. Poi la delusione con il quinto posto in controprestazione a Budapest, subito lenito dai bronzi nei 50 rana, nella 4×100 mista e mista mixed.  “Sono emozioni forti, un giorno lo capirò, ma ora sto su un’onda altissima e voglio surfarla fino alla fine – continua l’azzurro del CC Aniene – Ieri ho fatto fatica ad addormentarmi. Avevo tanti pensieri. Adesso riesco a comprendere le emozioni che hanno vissuto 21 anni fa Fioravanti e Rummolo. Ringrazio tantissimo anche il mio allenatore Marco Pedoja perché sapevamo entrambi da dove partivamo e qual’era il nostro obiettivo”, chiosa Martinenghi che è ancora l’attuale primatista mondiale juniores dei 50 e 100 rana. (federnuoto.it)

(foto@GiorgioScala/DBM)

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