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Nuoto paralimpico: Ghiretti, Terzi, Barlaam e Raimondi a Il Festival dello Sport

Testimonianze delle proprie vite ritrovate in piscina. Gli azzurri medagliati a Tokyo si preparano per i Mondiali del 2022

Trento – Tutti insieme, Giulia Ghiretti, Giulia Terzi, Simone Barlaam, Stefano Raimondi, hanno messo in fila ben 17 medaglie alle ultime Paralimpiadi di Tokyo 2020. Un incredibile filotto di successi che è stato al centro dell’incontro di ieri pomeriggio con i quattro nuotatori azzurri al Festival dello Sport.

Quattro medaglie d’oro, nove d’argento e quattro di bronzo: questi i numeri che fanno risplendere la missione ai Giochi paralimpici di Tokyo degli atleti Giulia Ghiretti (GS FF.OO/Ego nuoto) Giulia Terzi ( GS Fiamme Azzurre/Polha Varese), Simone Barlaam (Polha Varese), Stefano Raimondi (GS FF.OO/Verona Swimming Team) intervistati dal giornalista della Gazzetta dello Sport Claudio Arrigoni.

Oltre i numeri ci sono le storie e le emozioni dei quattro rappresentanti della missione azzurra alle Paralimpiadi della scorsa estate che ha portato a Tokyo ben 113 atleti, divisi fra 61 donne e 52 uomini, in 16 discipline differenti.  Proprio dall’Italnuoto Paralimpica sono arrivate 39 delle 69 medaglie conquistate dalla spedizione azzurra in Giappone.

Ognuno dei protagonisti al Festival dello Sport ha avuto il proprio percorso di avvicinamento al nuoto a partire dalla “veterana” Giulia Ghiretti: “Ho iniziato a nuotare nel 2011 – ha raccontato l’atleta parmense – e sono arrivata in nazionale due anni dopo. MI sono avvicinata al nuoto per ragioni fisioterapiche e poi mi sono innamorata di questo sport”.

Giulia Terzi ha invece messo in evidenza l’importanza del gruppo azzurro: “Nella nostra squadra ho trovato davvero una seconda famiglia ben oltre la dimensione sportiva”. Per lei, che ha viziato a nuotare nel 2018, quelle di Tokyo sono state le prime Paralimpiadi dove ha conquistato due argenti e due ori: “Sono rimasta stupita dalla grandezza del villaggio olimpico ma anche dalle emozioni che ho provato in vasca”.

Stefano Raimondi già nuotatore FIN prima dell’incidente, ha quindi portato avanti la sua passione in una nuova dimensione: “Non conoscevo questo movimento anche perché quando ho iniziato nel 2013 non c’era, purtroppo, tutta questa attenzione per noi. Mi sono avvicinato con una certa titubanza alle gare ma poi ho compreso che c’erano davvero molti atleti di grande valore da sfidare e non ho più smesso”.

Milanese, classe 2000, Simone Barlaam è approdato a Tokyo dopo essere stato sette volte campione del mondo e otto volte campione europeo: “Per me Tokyo è stata la prima Paralimpiade che ho vissuto insieme ad un gruppo fantastico. Quando sono in acqua non dimentico mai che lo sport è una sfida con noi stessi e una gara con gli altri”.

Ad attendere ora Giulia Ghiretti, Giulia Terzi, Simone Barlaam e Stefano Raimondi c’è un intenso periodo di allenamenti, fra palestra e piscina, che hanno come obiettivo primo i Mondiali paralimpici di nuoto a Madeira in Portogallo nel giugno del prossimo anno in attesa delle Paralimpiadi di Parigi 2024. (cip.it)

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