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Simone Barlaam: “Alle Paralimpiadi ho capito cosa migliorare di me”

Il pluricampione mondiale di nuoto e oro nei 50 stile a Tokyo all’Ansa. Il lockdown e la disabilità insegnata a scuola

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“Oggi posso dire che i Giochi mi hanno lasciato più consapevolezza di me stesso come persona e mi hanno fatto capire su cosa dovrò lavorare in futuro per migliorare, come persona e come atleta”. Lo dice all’Ansa Simone Barlaam, nuotatore paralimpico oro a Tokyo 2020 nei 50 stile S9.

“Con il lockdown – prosegue l’atleta milanese – ci siamo ritrovati in casa da soli e all’improvviso ci siamo dovuti mettere a pensare, e ciò ha evidenziato anche le nostre zone più oscure. Sembriamo macchine perfette e invece siamo essere umani. Abbiamo nostri pregi e difetti, anche se purtroppo il mondo dei social ha reso tutto più superficiale”.

Il ritorno in Italia è stato un trionfo, con la delegazione paralimpica accolta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal premier Mario Draghi: “Bisogna vedere ora se i riflettori su di noi resteranno accesi fino a Parigi 2024, perché purtroppo è nella natura umana interessarsi al fenomeno del momento e poi dopo un po’ cambiare”, prosegue Barlaam, sicuro che anche “noi facciamo cose straordinarie che però vanno raccontate bene: non solo il focus sulla storia pietosa e strappalacrime ma anche l’impresa che una persona fa nonostante ciò che la vita gli ha tolto”. Una rivoluzione umana che dovrebbe partire fin dalla scuola: “Bisogna lavorare tanto anche sulla formazione: gli insegnanti devono essere formati su come trattare la disabilità”. (Ansa).

(foto@Bizzi/Cip)

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