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Coronavirus, la Misericordia in Lombardia: “Papà e mamma contagiati, il figlio di 8 anni resta a casa (non da solo)” fotogallery

Il diario del viaggio di Massimiliano, Matteo, Manuel e Paolo, della Misericordia di Fiumicino, nel cuore della zona rossa.

Paullo – “Il papà era già ricoverato da tre giorni, e la mamma ha accusato gli stessi sintomi. Così lui, il figlioletto di 8 anni, è rimasto solo…” E’ la fotografia più “drammatica” dell’ultima giornata (solo in ordine di tempo, perché la “missione” è stata allungata anche alla prossima settimana”) dei ragazzi della Misericordia di Fiumicino, spediti nell’interno della zona rossa per aiutare il personale del 118 in turnazione costante.

Solo, ma non abbandonato. Prima di portare via la madre (“Mamma va in ospedale per una visita specialistica già programmata”, ha detto la donna al figlio uscendo di casa per cercare di non farlo spaventare) si è aspettato l’arrivo dello zio del piccolo. Ora per lui e per il bambino si prospettano i giorni di quarantena necessari a scongiurare che anche il bimbo sia positivo al coronavirus.

Sta scadendo il tempo dell’incubazione rispetto al picco dei contagi di qualche giorno fa. Il che rappresenta una medaglia a due facce. Se da un lato sono diminuiti i soccorsi in termini numerici, dall’altra quelli necessari sono sempre per patologia in fase acuta, dunque gravi difficoltà respiratorie dovute al presentarsi della polmonite bilaterale.

“Continuiamo la nostra opera quotidiana, turni su turni senza riposo (normalmente per il personale delle ambulanze si prevede un giorno di stop dopo qualche giorno di lavoro), ma lo facciamo con il cuore – raccontano Massimiliano, Matteo, Manuel e Paolo -. Ci è stato chiesto di restare un’altra settimana, qui la situazione del personale sanitario è critica, anche perché tra le fila di medici, infermieri, 118 e paramedici il numero dei contagiati costretti a fermarsi è alto.

In realtà era anche un nostro desiderio. Essere utili in un momento come questo è importante, e ora che abbiamo visto quanto serve non possiamo né vogliamo tirarci indietro”.

Il Faro on line tiene un “diario” delle giornate dei nostri ragazzi in prima linea contro il coronavirus. Seguiteci e seguiteli, perché potremo restituire loro un po’ di forza e di coraggio (che certo non gli mancano) nella difficile missione a cui sono chiamati.