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Pallanuoto femminile, il Setterosa è quarto al Mondiale: cuore e rimpianto foto

Le azzurre battute dall’Olanda. Team giovane e in crescita

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Il Setterosa si fa rimontare dall’Olanda e perde la finale per il terzo posto al Mondiale di pallanuoto femminile. Timido in avvio, volitivo e superiore per due tempi, si scioglie nel quarto. Nuota, sgomita e ci mette il cuore ma l’Olanda costruisce la sua medaglia di bronzo con pazienza e un pizzico di fortuna in più. Primi due tempi avanti con un doppio 2-1, lungo black out e il gol che non arriva più con la stessa facilità. E’ comunque una squadra in costruzione che sta crescendo e torna tra le prime quattro al mondo dopo sette anni, dopo Kazan 2015 quando conquistava la medaglia di bronzo.

Gli ultimi due precedenti a Mondiali ed Europei dicono 1-1. Il 24 luglio 2019 a Gwangju il Setterosa allora allenato da Conti vinceva 10-5 la semifinale per il quinto posto; il 15 gennaio 2020 a Budapest, ma alla Duna Arena, l’Olanda superava le azzurre guidate da Zizza 10-4 nella terza partita del girone. Due volte in vantaggio con Bianconi in avvio, poi sempre sotto. Sulla panchina olandese sedeva in entrambe le occasioni Havenga, oggi dirigente.

Alle 21 fischio d’inizio della finale per l’oro dove gli Stati Uniti olimpionici sei volte campioni del mondo e da tre edizioni consecutivamente difendono il titolo iridato con l’Ungheria davanti ad oltre seimila spettatori che sognano l’impresa, che in parte ripagherebbe della delusione del team maschile. Alle 17 in campo le campionesse europee e vice campionesse olimpiche e mondiali della Spagna nella finale per il quinto posto con l’Australia, bronzo iridato a Gwangju. Nella finale per il settimo posto la Grecia batte la Francia 16-7.

Le parole del commissario tecnico Carlo Silipo. “Sul 4-2 abbiamo concesso gol a uomini pari dal centro, soluzione che noi in genere non lasciamo agli avversari. Abbiamo così rimesso in partita una squadra in difficoltà. Dobbiamo analizzare questo calo e continuare a lavorare, in vista delle prossime competizioni per migliorare tanti aspetti del nostro gioco. Oggi le ragazze sono state brave a costruire grazie a una buona difensiva, però in avanti potevamo sfruttare meglio alcune situazioni. Al Setterosa manca ancora la sua proverbiale cattiveria, che è sempre esistita. Questi passi falsi aiutano a far uscire la cattiveria. Adesso abbiamo un’altra opportunità: gli Europei di Spalato, continueremo a lavorare in queste settimane per farci trovare pronti”.

Le parole dal capitano Valeria Palmieri. “Siamo entrate bene in acqua. Poi siamo diventate poco ciniche n attacco e le olandesi c’hanno punito. Lavoreremo tantissimo per crescere ancora. Siamo tra le prime quattro al mondo e dobbiamo vedere il bicchiere mezzo pieno: era tanto che non arrivavamo a questi livelli. La strada intrapresa è quella giusta: nel gruppo c’è grande entusiasmo”.

La Partita. Supporters gli uni a fianco degli altri. La macchia azzurra e quella orange. Le bandiere mostrate con orgoglio durante gli inni nazionali. Non sono molti ma si fanno sentire in tutta l’Isola Margherita.

Le prime sette in vasca sono Banchelli, Avegno, Giustini, Picozzi, Bianconi, Palmieri e Viacava. Alla prima superiorità (Viacava nel pozzetto) l’Olanda passa con una mezza palomba di Koolhaas. Nella ripartenza Tabani sola davanti al portiere preferisce passare la palla a Palmieri e l’azione svanisce. Avegno da posizione sei pareggia al sesto minuto, in superiorità numerica, dopo averci provato un minuto prima (tiro parato da Aarts). Fa il suo ingresso Marletta e dal perimetro centra il sette e l’Italia mette la freccia. Superato l’impasse iniziale, il Setterosa comincia a giocare. Si va al secondo tempo con le azzurre più sicure anche in difesa. Sofia Giustini è chirurgica: prima da posizione sei schiaccia sull’acqua e infila Aarst, poi con la palomba da cinque metri supera di nuovo l’olandese. Doppietta che vale il 4-1 e che la squadra di Silipo difende con le unghie. Banchelli para tutto, anche la bomba di Sevenich, ma non può farci nulla sul tap-in di Koolhaas in più (4-2). Tabani scheggia la traversa prima del cambio campo.

Il terzo tempo è quello della verità e dice che questo Setterosa deve lavorare ancora ma è sulla buona strada. Tabani e Marletta a tutto campo: anticipano in difesa e concludono in attacco. Le azzurre soffrono e restano unite. La squadra di Doudesis costruisce il pareggio con pazienza e un pizzico di fortuna. Sevenich ci sorprende dal centro con una rovesciata e Van De Sloot sfrutta la quinta superiorità favorevole. La sciarpata di Galardi in chiusura di tempo colpisce Aarst. Si decide tutto negli ultimi otto minuti. Van De Kraats segna il sorpasso dopo 2’07” (4-5). La palomba morbida di Giustini da’ l’illusione del gol ma esce di un niente. Quella di Picozzi è facile preda del portiere. Il digiuno azzurro dura quasi 20 minuti. Ten Broek indisturbata la chiude a -1’39” dalla sirena. Van Der Kraats non fa sconti (4-7). All’ultimo time-out Marletta in superiorità interrompe il digiuno. Ma ormai è troppo tardi. (federnuoto.it)

Foto di Andrea Staccioli/DBM

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