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Judo, Elios Manzi rinasce col bronzo europeo: “Una medaglia speciale”

L’azzurro delle Fiamme Gialle torna sul podio. Il pass per Parigi il sogno, insieme a qualcosa in più..

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Ostia – Il bronzo vinto agli ultimi Europei di judo a Sofia ha un doppio significato per Elios (leggi qui). Una bella rivincita, dopo il lungo periodo dei tre anni di infortuni e stop forzati senza il suo judo del cuore, e poi un addio al passato che lo fa essere leggero per volare verso il futuro. Probabilmente il destino lo aspettava a Sofia, con le sembianze di un avversario che in fondo non era che lui stesso. Ha lasciato là a bordo tappeto quella sofferenza e quel sacrificio che servono per superare gli ostacoli che tutti gli atleti conoscono, almeno una volta nella loro carriera. Come lui stesso dice a Il Faro online ‘non ci sono formule magiche per andare oltre la tristezza e la rabbia’ ci vogliono solo passione e pazienza. Valori del campione delle Fiamme Gialle che non lo hanno mai lasciato. Quella luce è rimasta dentro, speranzosa di ritornare. E lo ha fatto dopo una carriera eccezionale nel judo internazionale.

(foto@Fijlkam)

La prima medaglia continentale e con il judogi gialloverde è arrivata nel 2016. Poi la bacheca si è riempita di altri allori negli Slam e negli European Open del judo: 2 ori, 2 argenti e un bronzo nella categoria senior, dopo aver vinto e fatto la storia nelle categorie giovanili. Poi lo stop del 2019, il Covid che ha colpito anche il mondo dello sport e poi la rinascita e il ritorno graduale alle gare. Un bel messaggio da diffondere in questi tempi difficili evidentemente. Manzi desidera solo praticare il suo judo e farlo con tutto il talento con cui è nato. Da sempre innamorato del suo sport,  che lo ha formato nella mentalità e nel carattere. E quella medaglia messa al collo con il pass olimpico per Rio 2016 ha un sapore speciale, insieme all’ultimo bronzo vinto dalle ceneri del buio. Come una Fenice del Judo Elios, con ali che si riempiono di sole (come nasconde probabilmente il significato del suo nome e come ‘quel sole’ che lui stesso pubblica su un post di Facebook insieme alla foto sul podio), punta proprio al sole senza paura, ascoltando nuovi sogni da raggiungere. Semplicemente praticare judo, crescere e migliorare ancora.

Ma se a Rio 2016 la gara non è andata come sperava, Parigi dovrebbe avere un ben altro sapore e lo dice tra le righe l’azzurro della Nazionale di judo: “Il nuovo sogno presuppone anche qualcosa in più di una “semplice” qualificazione”. Chiosa Manzi. E allora in decollo verso la Francia, passando per il tatami del judo, da oggi fino al 2024. E oltre, fino al sole. Come un Elios dovrebbe fare sempre.

Elios Manzi (foto@Fijlkam)

Caro Elios, sei tornato sul podio dopo un lungo periodo di stop e infortuni (dal 2019, oltre allo stop dovuto al Covid), come tu hai scritto su Facebook. Puoi descrivere il sapore della medaglia europea a Sofia, di una rinascita tanto agognata?

Si, sicuramente questa medaglia ha un valore speciale, per tutto quello che ho dovuto passare e che adesso è il momento di lasciare alle spalle.

Come si fa a superare ostacoli e infortuni per tornare pronto alle gare? Ci sono stati momenti difficili? Da dove è arrivata la luce che ha riaperto le porte al tatami, oltre la guarigione fisica?

Purtroppo non ci sono formule magiche, ci vuole tanta pazienza, spirito di sacrificio e passione.

La luce che ha riaperto le porte al tatami in realtà non è mai andata via. Ho passato momenti di grande tristezza e rabbia, a volte anche di incertezza ma nonostante questo sono riuscito comunque a mantenere la giusta strada.

L’ultimo bronzo europeo lo hai conquistato nel 2016 all’inizio della carriera anche alle Fiamme Gialle. Poi sono arrivate le 5 medaglie ai tornei internazionali (2 ori, 2 argenti, 2 bronzi). Qual è stata la medaglia più significativa per te?

Penso che ogni medaglia abbia un valore unico e molto personale. Probabilmente quelle che ricordo con maggiore felicità sono proprio quest’ultima e l’oro al Grand Prix ad Almaty, che mi ha garantito il pass olimpico per Rio. Seppur per motivazioni diverse mi sento di metterle al primo posto a pari merito (ride).

(foto@Fijlkam)

Il judo è la tua vita. Quanto è importante per te e cosa ti insegna? Ti arricchisce?

Il judo è stato da sempre la mia passione e da un po’ di anni è diventato anche il mio lavoro. Mi ha formato tantissimo da ogni punto di vista, da quello fisico a quello caratteriale. È uno stile di vita che ti forma prima come uomo e poi come atleta.

Parigi 2024. Mancano solo due anni Elios. E’ il tuo sogno? Cosa vorresti fare ai prossimi Giochi?

Credo che le Olimpiadi siano il sogno di ogni atleta, in questo caso ovviamente anche il mio. Sono riuscito a coronarlo già nel 2016 anche se poi la gara non è andata come speravo, quindi direi che il nuovo sogno presuppone anche qualcosa in più di una “semplice” qualificazione.

(foto@Fijlkam)

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