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Bagnante morto sulla spiaggia libera di Ostia, i bagnini: “Un tragedia annunciata”

L'Anab: "Non ci si può permettere di lasciare senza salvataggio una spiaggia affollata come quella di Ostia"

Ostia – La morte dell’ottantaduenne sulla spiaggia libera di Ostia è stata una tragedia annunciata. A sostenerlo è la sezione Lazio dell’Associazione nazionale assistenti bagnanti, che dall’inizio della stagione si batte perché il servizio di salvataggio venga garantito anche sugli arenili di competenza municipale (leggi qui).

Ad oggi, infatti, su tre lotti della spiaggia libera di ponente (le cui gare per l’affidamento, a maggio, erano andate deserte) non vengono assicurati alcuni servizi essenziali, fra cui quello dell’assistenza ai bagnanti.

“Nonostante i diversi incontri, solleciti e comunicati stampa rivolti all’amministrazione comunale da parte dell’Anab – raccontano gli associati – siamo arrivati al mese di agosto e, purtroppo, ancora oggi a Castel Porziano manca lo storico presidio medico tanto richiesto, che offrirebbe maggiore sicurezza e tempestivo supporto medico ai cittadini (leggi qui), mentre ad Ostia ponente persiste ancora un ampio tratto di arenile di circa 600 metri che è privo di servizi connessi alla balneazione indispensabili per la salute e l’incolumità pubblica. Servizi – ricordano i bagnini dell’Anab – che sono stati assicurati sino allo scorso anno”.

E se per il minisindaco Mario Falconi i fatti del 16 agosto scorso – quando un anziano è morto, a seguito di un presunto arresto cardiaco, sulla spiaggia libera Senape (leggi qui) – sono stati oggetto di “inutili speculazioni” (leggi qui), secondo l’associazione “questo tragico evento si sarebbe potuto forse prevenire, o quantomeno ci sarebbe potuto essere un intervento tempestivo. Perché in determinate situazioni – spiegano -, quando si parla di vite umane e di soccorso, si parla proprio di questo: prevenzione e tempestività“.

Quella di martedì scorso, sostengono dall’Anab, sarebbe stata quindi “una tragedia annunciata, perché non si può permettere di lasciare un ampio tratto di arenile frequentato come quello del mare di Roma privo di servizi essenziali. Noi dell’Anab lo sappiamo bene, in quanto viviamo quotidianamente situazioni di pericolo sia in mare che in spiaggia e per questo abbiamo chiesto più e più volte all’amministrazione comunale di ottemperare e di trovare delle soluzioni a riguardo”.

Oltre al rischio corso dai bagnanti, infatti, la situazione attuale crea anche molta preoccupazione anche ai bagnini “che prestano servizio nelle spiagge limitrofe a quelle incustodite e che, come accaduto in questo episodio, sono dovuti intervenire ugualmente, perché noi – sottolineano -, nonostante tutto, interveniamo sempre“.

Adesso, l’Associazione nazionale assistenti bagnanti torna a chiedere un incontro con l’amministrazione municipale: “Vogliamo avere riposte chiare e affrontare con serietà e responsabilità questo tema, per far sì che tutto ciò non accada più in futuro. La stagione balneare non è ancora terminata: mancano 45 giorni alla fine, e non possiamo permetterci un altro tragico incidente”.

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