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Tortu e i brividi dell’oro olimpico sulla pelle: “Rivivo ogni centimetro della gara.. un sogno” foto

Il titolo a cinque cerchi con la 4x100 e ultimo a tagliare il traguardo, l’azzurro programma il futuro, mentre coccola la medaglia vinta

Chi ha seguito la finale della 4×100 maschile alle Olimpiadi di Tokyo, sente ancora i brividi sulla pelle. Sono istanti che restano nella storia, sono momenti dello sport che rimangono negli archivi per sempre. Quel viso, quello scatto, quel movimento particolare e tutto diventa leggenda. Non se lo aspettava poi il campione olimpico del team azzurro Filippo Tortu. Quella semifinale precedente, che ha arrestato il suo percorso nei 100 metri individuali, che lo avevano visto padrone del record con 9”99 fino alla conquista di Jacobs a Savona con 9”95, lo avevano fermato là. Ma la semifinale per il futuro e felicissimo oro a cinque cerchi della 4×100 era già finale e lui lo aveva dichiarato più di una volta alla stampa.

E’ stata una stagione complicata per Filippo, che ha dovuto fare i conti, a un certo punto, anche con il Covid e sintomatico. Una forma fisica poi che stentava a tornare e quei tempi sul  traguardo, non proprio suoi. In semifinale olimpica ha tagliato il traguardo con 10”16. E poi ecco il sogno unico della vita. Lui ha raccolto i testimoni dei suoi compagni di squadra, nell’unico testimone che poi ha preso per le mani e da Fausto Desalu, già detentore del primato italiano dei 200 metri. Quell’urlo Tortu del compagno di squadra ancora lo ha nelle orecchie e lo accompagna nell’attendere il sonno nelle notti successive alla storia che è stata scritta. Probabilmente se lo ricorderà per sempre, come i tifosi si ricorderanno la sua corsa sotto i nove secondi di una frazione fulminea che solo per un centesimo ha battuto gli inglesi e ha strappato per l’Italia l’oro della leggenda. Anche questo unico nella storia azzurra, come il titolo di Marcell Jacobs alcuni giorni prima, nei 100 metri. Lo ha atteso lì in pista il destino Filippo. Si sono forse aspettati reciprocamente. E insieme hanno fatto la gioia dell’Italia e scritto la storia proprio alle Olimpiadi. Un crono velocissimo e nato dalla progressione in pista della squadra, iniziata da Lorenzo Patta, poi proseguita da Jacobs e quasi perfezionata da Desalu che ha consegnato a Filippo i sogni di tutti. E’ stato lui il prescelto dal destino: il testimone ultimo, con lo stemma di Tokyo 2020, lo ha portato fino alla fine della gara a 37”50 con record italiano.

E’ toccato a Filippo tagliare per ultimo il traguardo e come una mano invisibile, il sogno di andare fino in fondo gli è andato incontro. Quel volo ad aquila, suo modo personale di tagliare il traguardo dei 100 e dei 200 metri (distanza a cui probabilmente tornerà a dedicarsi, oltre i 100) è la sua firma sulla storia: “Tutte le volte che guardo la mia frazione, rivedo mentalmente ogni centimetro”. Lo dichiara Tortu a La Gazzetta dello Sport. E prosegue: “Mi ricordo a occhi chiusi ogni istante. In gara ho avuto sensazioni speciali, mai provate. Era come se testa e corpo fossero scollegati. Ero in uno stato di totale leggerezza”. La squadra è un mondo bellissimo per l’azzurro atleta delle Fiamme Gialle. E lo ha sempre apertamente confermato e lo fa ancora: “Ho riscoperto quello spirito che amavo da ragazzo, sono fiero di me”. E ha dato il meglio Filippo, ha dato l’anima per arrivare primo e ha fatto appello al talento che i suoi ammiratori conoscono e che ancora ricordano a due settimane di distanza. Ma cosa farà ora? Jacobs si ferma per tutto il 2021 e anche lui glielo ha consigliato. Non è facile riprendersi dal frastuono meraviglioso di due medaglie olimpiche vinte e del massimo colore e allora anche Filippo mette a punto il futuro prossimo: “Tornare a gareggiare a settembre è un’opzione ma non voglio andare sui blocchi per onor di firma – sottolinea – lo farò solo se mi sentirò competitivo. Altrimenti rischierei brutte figure e infortuni”.

Ha realizzato un sogno bellissimo Filippo e con lui lo ha fatto tutta l’atletica italiana, che può vantare velocisti di fama olimpica. E nella stessa squadra. Esiste una rivalità tra lui e Jacobs? Filippo risponde: “La sua esplosione non mi toglie nulla, semmai diventa uno stimolo in più”. E tutto fa bene al mondo delle piste azzurre. Come ha fatto bene quella corsa corale di una straordinaria 4×100 olimpica e con l’oro al collo. E Filippo era là pronto a volare, per riprendersi la sua rivincita personale e trovare l’oro ad aspettarlo, anche con le mani tra i capelli e con quelle lacrime da bambino versate subito dopo. Ha preso il tricolore sulle spalle come il tifoso dell’Italia più appassionato. E da appassionato e con orgoglio scenderà ancora in pista con la casacca azzurra per volare ancora più veloce, ad aquila e sugli avversari, nel cielo dell’atletica mondiale.

(foto@Colombo/Fidal)

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