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Settebello: dal battesimo del nome ai Giochi del ‘48, fino a Tokyo. Il sogno è sempre l’oro

La storia della Nazionale maschile di pallanuoto. Un palmares ricco di vittorie. Si punta al quarto titolo olimpico

Fu Nicolò Carioso a chiamare in questo modo la Nazionale italiana maschile di pallanuoto, per la prima volta. Alle Olimpiadi di Londra del 1948, quando il mondo usciva dal terribile incubo della seconda guerra mondiale, l’Italia e il mondo dello sport scoprirono un nomignolo affettuoso, con cui riconoscere gli eroi azzurri della pallanuoto olimpica e mondiale. E il collega sportivo dei milioni dei colleghi italiani arrivati dopo, fu il precursore della definizione. Furono tre giocatori della Nazionale a chiederlo, direttamente a Carosio: “Noi siamo quelli del Settebello, alla radio ci chiami così”. Alla vigilia delle  gare dei Giochi della rinascita del mondo, un po’ come quelli di Tokyo che tra meno poco più di un mese, saranno protagonisti in Giappone, gli azzurri amavano giocare a carte. Passavano momenti di relax sfidandosi ai tavoli del Villaggio Olimpico, giocando ‘a scopa’. Ecco qui allora il motivo per cui, la Nazionale maschile di pallanuoto è riconosciuta dagli anni ’40 in avanti, con il nome di ‘Settebello’.

Sono le dinamiche del destino, della storia, della vita quotidiana. Di quelle coincidenze sportive e umane che poi segnano la linea della leggenda e danno costume e cultura alle persone. E’ costume e cultura sportiva oggi definire gli azzurri della pallanuoto maschile, con il  nome di Settebello. Sono sette in acqua i giocatori, mentre sfidano avversari e campioni per conquistare un’altra celebre vittoria. Mettono le carte del proprio talento sul tavolo della gara e vanno, senza paura e senza timore. Carosio firmò l’inizio. E tutti da allora così, giornalisti e tifosi, definiscono la squadra. Alle Olimpiadi del 1948 vinsero pure il titolo olimpico, il primo dei tre poi arrivati nel tempo. I Giochi del battesimo del nuovo nome e della nuova era e i Giochi dell’oro d’esordio. Il primo, il più bello mai conquistato. Al primo turno gli azzurri travolsero l’Australia per 9 a 0. Pareggiarono poi con la Jugoslavia 4 a 4 in tabellone. Al secondo turno vinsero con l’Ungheria (che poi sarebbe diventata una delle squadre più incontrate e classica avversaria in piscina e già campionessa allora di due edizioni delle Olimpiadi). In semifinale fu la Francia a subìre la forza dell’Italia e quest’ultima vinse per 5 a 2. L’Egitto perse con gli azzurri in seguito per 1 a 5. E l’Italia nel girone finale si laureò campione olimpico. Il primo oro a cinque cerchi per il Settebello, con la voce di Carosio alla radio che riconosceva quella squadra con questo nome specifico. Gildo Arena, Pasquale Buonocore e Emilio Bulgarelli conquistarono il titolo insieme ai loro compagni di squadra e furono proprio loro a chiedere al giornalista sportivo italiano di definire in questo modo la Nazionale maschile. Ma non solo per il gioco delle carte, ma anche perché erano giocatori di una Rari Nantes Napoli, già riconosciuta con tale nomignolo. Che nella storia è diventato il nome ufficiale della Nazionale italiana di pallanuoto.

Una Nazionale maschile leggenda nel mondo dello sport. Una delle squadre sportive più vincenti. Al titolo olimpico di Londra, seguì quello di Roma. Alle Olimpiadi del 1960, i Giochi del miracolo economico dell’Italia, il Settebello vinse l’oro in casa. Imbattuta la Nazionale nella prima e nella seconda fase del torneo. Sconfisse poi ancora una volta la temuta Jugoslavia e l’Unione Sovietica di allora. In finale travolse la ‘nemica sportiva di sempre’ l’Ungheria. La partita finì in pareggio per 3 a 3, ma l’Italia ebbe matematicamente il titolo in tasca. Si tuffarono in acqua festanti i giocatori azzurri. Il capitano Salvatore Gionta guidò i suoi al successo. Anche nel 1992 fecero lo stesso. A Barcellona, le Olimpiadi della colonna sonora di Freddy Mercury e Montserrat Caballé (‘Barcelona’), il Settebello fece tris in palmares. Arrivò l’oro dopo 32 anni di sfide e di Giochi. Allenata da Ratko Rudic la Nazionale azzurra fece il Grand Slam in Spagna. Vinse con i Paesi Bassi, Cuba e Grecia. Pareggiò con Ungheria e Spagna nei preliminari. In semifinale batterono la Squadra Unificata e volarono in finale. Ritrovarono  a questo punto proprio la Spagna. Lo scoglio apparentemente più grande per gli azzurri. Battere i padroni di casa alle Olimpiadi e proprio sotto il cielo spagnolo. Ma lo fecero ed entrarono nella storia. Un gol decisivo di Ferdinando Gandolfi fece esplodere la festa. In quella squadra c’era anche Sandro Campagna. Giovane giocatore e oggi allenatore di un Settebello che sogna il poker alle Olimpiadi di Tokyo.

Insieme agli ori olimpici vinti, il Settebello vanta 4 titoli mondiali. L’ultimo conquistato a Shangai nel 2011, con Matteo Aicardi e Pietro Figlioli, leggendari giocatori. In panchina c’era Sandro Campagna. Fu il primo titolo iridato per lui da coach, dopo averne vinto uno da giocatore ai Mondiali di Roma del 1994. Lo aggiunsero gli azzurri a quello del 1978. E quello del 2019 a Gwangju è stato il numero quattro. Hanno  ‘cambiato gioco di carte’ ai Mondiali. Si gioca a poker, per il titolo numero 4 conquistato proprio ai Mondiali. E l’oro iridato di due anni fa ha spalancato le porte verso le Olimpiadi alla  Nazionale di Campagna. Anche a Tokyo si punta al primo gradino, al primo gradino numero 4. Quello della leggenda assoluta. Campagna lo sogna per sancire una straordinaria carriera, come lo sognano i giocatori campioni del mondo in Corea del Sud, tra  cui Marco Del Lungo e Niccolò Figari. In squadra oggi c’è ancora Figlioli. Superstite del team mondiale di Shangai, insieme anche a Figari. La storia della pallanuoto, nella storia di una squadra che cresce, ma con l’esperienza dei veterani più grandi.

Dopo il titolo mondiale vinto allo Stadio del Nuoto a Roma, seguì l’oro europeo nel 1995. Come arrivarono le medaglie d’oro continentali del 1947 e 1993. In questo stesso anno il Settebello vinse il Coppa del Mondo. Alla World League gli azzurri vantano attualmente solo un argento. E sono in raduno al Polo Acquatico di Ostia in preparazione per la World League 2021. Una edizione di studio del torneo, che anticipa i Giochi di  Tokyo. Si metteranno ancora al tavolo allora i ragazzi del Settebello, per tracciare tattica e vittorie in piscina. Si passerà al gioco del ‘poker’ del 2021. Perché? Per vincere l’oro olimpico numero 4. A Londra 2012, gli azzurri sfiorarono il titolo e nel 2016 a Rio salirono sul terzo gradino. Sembrano essere maturi i tempi per un poker da leggenda ai Giochi. Il nome della Nazionale italiana di pallanuoto ovviamente è sempre quello, ‘Settebello’ dal 1948. Per vincere ancora. E per essere chiamato ancora ‘Settebello, campione olimpico’.

(foto@DeepBlueMedia)

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