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Tokyo 2020, Paltrinieri fa il miracolo negli 800 stile: è argento olimpico foto

Dopo la mononucleosi avuta, l’azzurro comanda la gara e poi si arrende sul finale: “Il cuore è ciò che conta”

Tokyo – Esistono gli allenamenti e la preparazione fisica per conquistare podi olimpici. Sì normalmente è così. Poi però c’è la vita e quello che mette lungo il cammino, mentre il campione si prepara a realizzare sogni sportivi. E allora oltre quegli allenamenti lì si delinea altro, se gli ostacoli minacciano di farli realizzare quei desideri. Si chiama ‘scintilla divina’ e splende nell’anima al di là di qualsiasi ombra che l’atleta trova lungo il cammino.

In questo modo il Greg Magno questa notte ha vinto la sua gara, anche contro la mononucleosi. Paltrinieri ha fatto il miracolo e lo dice anche lui a margine della finale degli 800 metri stile. Una gara che non si aspettava è stata, ma che sentiva comunque di poter fare sua, dopo quel maledetto virus che lo aveva colpito ad inizi giugno, alle porte della sua Olimpiade della doppia disciplina, nuoto e fondo.

Ha aperto con il sogno allora Greg i suoi Giochi minacciati dalla malattia. Lo ha fatto vincendo un argento di tutto cuore che solo i campioni possono conquistare se il morbo li frena prima e poi scendono in vasca per riprendersi la rivincita della vita dopo: “Parlare di miracolo è poco – ne è convinto il vicecampione olimpico a Tokyo – neanche io avrei scommesso su me stesso”. Sul sito ufficiale della Federnuoto Paltrinieri è quasi incredulo per quello che è riuscito a fare: “Il cuore è quello che conta”. E ne ha messo di cuore, insieme alla scintilla divina che batte nel suo petto. Ha persino comandato la gara fino ai 700 metri, lasciando poi a Robert Finke l’oro olimpico. Ma lui lì, al secondo posto dell’incredulità, aveva già vinto: “La botta della mononucleosi e i tuoi sogni si sgretolano, mentre gli atleti vanno forte, tu stai a letto a soffrire”. E lì il campione vince le medaglia. Molte persone comuni sanno cosa vogliano dire queste parole. Non molla il campione e attende che quel treno passi veloce, mentre si fa veloce lui in vasca toccando anche i 28 secondi al passaggio dei 50 metri, Greg che un velocista non è: “Ce l’ho messa tutta e sono ripartito dal basso”. Umiltà, fortezza interiore e determinazione. E poi l’amore per il nuoto e la scintilla divina. Con il tempo di 7’42″11 Greg si mette l’argento al collo alle Olimpiadi. E’ vicecampione olimpico degli 800 metri il campione del mondo in carica della distanza. La medaglia della rivincita.

(foto@GiorgioScala/Deepbluemedia)

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