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Sofia Goggia: “Paura dopo l’infortunio.. in discesa si va a 100 km orari”

24 marzo 2022 | 14:45
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Sofia Goggia: “Paura dopo l’infortunio.. in discesa si va a 100 km orari”

La vicecampionessa olimpica recupera pian piano dal problema fisico. Va a piccoli passi verso il 2026

Una terza Coppa del Mondo vinta in discesa, messa accanto all’ultima medaglia olimpica vinta ai Giochi. Seppur con fatica, Sofia Goggia può evidentemente sorridere al termine di una ennesima stagione, piena di emozioni, ma con tante paure. L’infortunio al ginocchio, accompagnato dalla parziale frattura del femore aveva messo i brividi alla vicecampionessa a cinque cerchi. Dopo venti giorni però Sofia è risalita sugli sci e si è compiuta la favola sportiva personale.

Ne parla oggi, a riposo, ripensando ai mesi trascorsi. Ai microfoni di Rtl 102.5 l’atleta delle Fiamme Gialle dice: “Se ripenso alle Olimpiadi mi chiedo come è possibile che io sia riuscita a farlo e a buttarmi giù nelle mie condizioni che erano precarie, sono molto contenta”. Durante la trasmissione “La Famiglia giù al nord” l’azzurra riflette sul periodo trascorso.

Si ha paura quando si va in discesa sulla neve? “La velocità media che abbiamo nelle discese libere si aggira attorno ai 100 km orari, quindi abbiamo dei picchi molto più alti”, ha raccontato.

“Ho avuto paura, soprattutto nell’ultimo periodo dopo l’infortunio. Affrontare una disciplina del genere non essendo pronti fisicamente non è sempre facile, però solitamente quando sto bene non ci penso. Credo che un po’ di paura sana occorra averla, ti fa tenere su le antenne e ti tiene a un livello di attenzione molto alto. Quella patologica no, non va bene”.

“Il ginocchio sta bene, sto recuperando finalmente – aggiunge l’azzurra – È un periodo di riposo dove posso lasciarlo un po’ tranquillo, l’ho dovuto caricare per fare le Olimpiadi e non gli ho dato il tempo biologico necessario per recuperare. Poter stare a casa e poter fare una vita normale è quello che serve a me e quello che serve al ginocchio”.

“Milano-Cortina? Quattro anni sono lunghi ma allo stesso tempo sono anche brevi. Chiaramente gli atleti del mio calibro devono pensare in ottica del quadriennio, ci sono scelte che vanno fatte sui quattro anni – conclude Sofia – sappiamo benissimo che bisogna cercare ogni giorno di essere migliori rispetto a ciò che eravamo ieri. Bisogna, quindi, avere una doppia visione: una più lungimirante e l’altra è quella dei piccoli passi”.

(foto@fisi.org)

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