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Angelo Crescenzo: “Alle Olimpiadi punto all’oro della storia”

Qualificato per Tokyo il karateka dell’Esercito. Dopo il Covid e l'anno complicato passato, non vede l’ora di partecipare ai Giochi

Ostia – Il sogno di andare a Tokyo Angelo non l’ha mai lasciato. Il lockdown mondiale del 2020 e la pandemia da Covid 19 hanno modificato i piani del Cio e delle Federazioni Mondiali. E anche la World Karate Federation si è adeguata a malincuore alla forzata situazione pandemica globale, modificando i criteri di qualifica e congelando i pass esistenti.

E Angelo ha dovuto attendere ancora uscendo dalla zona qualifica, con un urlo strozzato in gola sopportato per 12 lunghi mesi. Anche lui si è aggiunto ai tanti contagiati italiani rinunciando in questa stessa primavera del 2021 alle gare importanti. Ad Istanbul e in Premier League, organizzata in Turchia, lui non c’era. E allora ha atteso con la pazienza di un guerriero e la grinta del campione che sa aspettare il suo momento. L’obiettivo, il pensiero fisso che batteva nella mente, era sempre quello: le Olimpiadi di Tokyo. Prendersi il pass, non solo per dimostrare che lui se l’è sempre meritato, ma anche per ribadire che le difficoltà vissute non lo hanno fatto certo rinunciare. Cosa accade nel cuore di un atleta quando deve voltarsi dall’altra parte, senza inseguire un sogno sportivo, somiglia al graffio del sangue sulla pelle. Difficile non pensarci quando gran parte dell’Italia Team era già qualificata, complicato non sentire il dolore salire. E allora quando è tornato sul tatami a Lisbona, dopo un lungo periodo buio e costellato di ostacoli, ha riunito dentro sé tutta l’energia accumulata, mischiata a voglia di rivincita e desiderio di conquistare il pass. Ed è accaduto. E lui neanche riesce a descrivere la forte emozione provata.

E’ un misto di ‘shock benefico’ e incredulità. Una di quelle felicità che arrivano e a cui non si sa come reagire. Alla qualifica della finale per il bronzo alla Premier League recente in Portogallo, il campione mondiale del 2018 e vicecampione europeo del 2019 dei 60 kg di un kumite, in cui Crescenzo ha primeggiato costantemente, ha conquistato il sogno olimpico. E’ stata la matematica a consegnarglielo, anche se a quei calcoli lui non ci credeva molto. Lo dice ai lettori de Il Faro online. A circa 10 giorni dalla qualifica alle sue prime Olimpiadi della carriera, Angelo racconta l’avverarsi di un sogno incredibile. E quella classifica del ranking Wkf richiedeva anche calcoli aritmetici. Difficile anche questo da sopportare, se è il cuore a spingere verso il sogno. Ma è stato così. Uno degli atleti più importanti della Nazionale Italiana e atleta simbolo del Centro Sportivo Olimpico Esercito ha strappato il pass della vita. Già l’aritmetica. Una scienza scolastica che ha consegnato a Crescenzo il sogno. Ma è stata davvero la matematica oppure il grande talento di Angelo? Ovviamente quest’ultimo. E’ stata dura combattere a Lisbona e procedere per tutte le gare di quella giornata storica di fine aprile, mantenendo la calma. Tirare con i guantini e avere ‘quel maledetto pensiero  fisso’ che non lascia in pace, non è affatto facile. Poi il suo avversario sulla strada verso il bronzo si è arreso alla forza di Angelo e a quella voglia di volare a Tokyo. Lasciando spazio verso il sogno all’azzurro. Ma se l’è costruita lui stesso quella strada. Medaglie vinte e impegno costante, sempre. Oltre 10 gli allori conquistati in Premier League (numerosi i primi posti) in una carriera in ascesa, in mezzo un titolo iridato e un argento europeo, insieme a un bronzo al  collo nei Giochi Europei del 2019.

E non si è accontentato della qualifica alla finale per il terzo posto, a Lisbona. Professionista fino in fondo e dedito al suo karate della vita, Crescenzo se l’è conquistato quel bronzo vincendo con un sonoro 8 a 0 su un avversario annientato sul tatami. E’ cominciata lì la festa per lui. Anche se per pensare completamente ai Giochi dovrà ancora attendere.  Potrà farlo con tranquillità dopo i Campionati Europei in programma la prossima settimana. Ha un argento da riscattare e punterà all’oro continentale. A  Tokyo si va in modo perfetto o niente evidentemente. E con tutte le persone a cui ha dedicato la sua qualifica: famiglia, amici, Nazionale e squadra militare. E  sa che non sarà solo a difendere i colori azzurri al Budokan di Tokyo. Con lui ci saranno anche Luigi Busà nel kumite dei 75 kg, Viviana Bottaro e Mattia Busato per il kata. Ne è ‘seriamente convinto’ Angelo. Come dichiara nella sua intervista post qualifica olimpica. Altri azzurri potranno aggiungersi. La  Nazionale Italiana di karate è una delle migliori squadre al mondo e per tradizione non ha mai mancato gli impegni importanti e non lo farà probabilmente adesso, adesso che il karate debutterà alle Olimpiadi. Lo farà Angelo in una edizione un po’ strana a causa delle restrizioni anti Covid,  ma per lui ‘le Olimpiadi sono sempre le Olimpiadi’ e non vede l’ora di sentirsi parte di quell’atmosfera unica dell’evento sportivo più importante al mondo.

Salirà sul tatami Angelo. Respirerà a fondo e si godrà il suo momento. Combatterà contro durissimi avversari, fino in fondo. Si ricorderà dei momenti difficili e ne prenderà forse la forza necessaria per andare oltre ogni aspettativa. Ma le aspettative ce l’ha addosso l’atleta dell’Esercito con la convinzione che potrà fare bene a Tokyo. Niente secondi o terzi posti. L’oro è l’unico obiettivo possibile e il suo palmares parla chiaro. Angelo Crescenzo può entrare nella storia. E chiudere un cerchio. Oss.

Caro Angelo, finalmente hai conquistato ufficialmente la qualifica alle Olimpiadi. Me hai accolto a Lisbona questo  traguardo? Puoi raccontare quel momento sul tatami?

“Ebbene si, dopo un percorso di qualificazione estremamente lungo e pieno di difficolta è arrivato questo tanto atteso pass olimpico. A Lisbona sapevo di giocarmi il tutto per tutto, nonostante le difficoltà dell’ultimo periodo. Sapevo che ogni incontro vinto fosse un passo avanti verso Tokyo, quindi ad ogni vittoria l’adrenalina si faceva sentire sempre più. Non è stata una gara facile, la tanta pressione si è fatta sentire, tanto che al secondo incontro penso di “aver perso più contro me stesso” che contro l’avversario. Con l’accesso ai ripescaggi e la vittoria con l’uzbeko, che mi ha dato matematicamente la qualifica olimpica, penso di aver toccato il cielo con un dito. Inizialmente non ero fiducioso nemmeno dei calcoli matematici. Mi porto dentro le cicatrici del qualificato/non qualificato di un anno fa … e non volevo ricadere nello stesso inferno. Poi pian piano la cosa ha preso spazio nella mia mente e ho realizzato che questa volta il ranking era chiuso davvero.  Domenica scorsa avrei potuto accontentarmi del quinto posto, ma volevo chiudere alla grande quest’ultima gara di Ranking e penso che l’8 a 0 sia stato il modo migliore. Tre medaglie vinte nelle ultime 3 competizioni, così si è chiuso il percorso olimpico di Angelo Crescenzo”.

Puoi dire qual è stato il momento più difficile passato negli scorsi mesi, aspettando il pass per Tokyo?

“I momenti più difficili sono stati principalmente 2. Il primo risale ad un anno fa, quando successivamente al risultato negativo della Premier League di Parigi sono uscito fuori dalla zona qualificazione. Quello è stato un momento importante e di svolta, tanto che da lì è ripartita la mia corsa a Tokyo, partendo già dalla gara successo di Dubai dove ho conquistato l’oro. Il secondo è riconducibile a qualche mese fa, quando ho metabolizzato che a causa del Covid non avrei potuto prendere parte alla Premier League di Istanbul, che per me rappresentava l’unico appuntamento dove potessi confrontarmi con gli avversari che avrei poi ritrovato a Lisbona”.

Cosa vuol dire per un karateka esordire alle Olimpiadi, in una edizione nuova per lo stesso karate?

“Sicuramente è un ambiente nuovo per tutti noi, quindi posso immaginare che anche le emozioni saranno un qualcosa tutte da vivere. Prendere parte alla prima edizione del karate olimpico ai Giochi ha un significato aggiunto, cioè quello di aver l’opportunità di realizzare un sogno che tante persone negli anni hanno visto svanire”.

Saranno dei Giochi un po’ in sordina. Il Covid ha profondamente condizionato l’organizzazione. Cosa ti aspetti di vivere a Tokyo? Potrai emozionarti lo stesso nel partecipare alle prime Olimpiadi della carriera?

“Le Olimpiadi sono pur sempre le Olimpiadi. Che ci sia il pubblico o no, non cambieranno la loro importanza. Io credo che a Tokyo c’è da aspettarsi quello che magari ho sempre immaginato … le eccellenze dello sport mondiale, che si affronteranno nella competizione più importante che esista. Io non vedo l’ora di essere lì tra loro e dare il massimo, cercando di sognare e far sognare l’Italia intera”.

Cosa ti aspetti a livello agonistico? Gli avversari saranno fortissimi. Come sarà la tua preparazione e pensi tu possa raggiungere traguardi ambiziosi?

“A livello agonistico so che ognuno arriverà in gara al massimo delle proprie possibilità. Gare come queste non si possono sbagliare, quindi ogni atleta darà il massimo. A Tokyo incontrerò l’élite del karate mondiale, in una competizione che non ha mai avuto precedenti. Per ora siamo proiettati ai Campionati Europei, ma al ritorno inizieremo sicuramente a lavorare in vista di Tokyo. Ci sarà da affrontare anche il discorso si categorie diverse, ma siamo già concentrati al massimo. Ambizioni? Si può ambire ad una sola medaglia, quella d’oro!”.

Siete in quattro in Nazionale in questo momento con il pass in mano. Come sta l’Italia che sbarcherà a Tokyo? Pensi che potranno aggiungersi altri compagni azzurri?

“Penso seriamente che l’Italia può strappare ulteriori pass con la gara di qualifica secca. L’Italia che arriverà a Tokyo sarà di sicuro una nazionale preparata e all’altezza della competizione, pronta a far valere il proprio karate”.

A chi dedichi la qualifica?

Naturalmente questa qualifica olimpica ha dietro tante persone da ringraziare. Vorrei partire prima di tutto da me stesso, per non aver mollato nei momenti di difficoltà. Alla mia famiglia, le uniche persone a conoscere il dietro le quinte di un percorso così lungo e difficoltoso. Una dedica va al Gruppo Sportivo Esercito, alla Shirai Club San Valentino e alla Nazionale Italiana Fijlkam in tutte le sue figure, al direttore tecnico Pierluigi Aschieri  e al team manager Mauro Venanzetti. In fine, ma non per ultimo, una dedica speciale a tutte le persone che mi hanno accompagnato in questo percorso. Quelle che sono ancora qui al mio fianco e qualcuna magari un po’ più lontana. Questa qualificazione è di tutte queste persone, che insieme hanno collaborato al fine di rendere possibile tutto questo”.

(foto@AngeloCrescenzoFacebook/Fijlkam)

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