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Gli azzurri del karate verso le Olimpiadi. Benetello: “Siamo tra i migliori al mondo”

Semeraro, Busà e Crescenzo nel kumite. Busato e Bottaro nel kata. Al debutto a Tokyo mancano poche settimane

Roma – I Magnifici 5 sono pronti. Mancano 31 giorni all’inizio delle Olimpiadi. Tremano i polsi e si emozionano i cuori. Sono passati 5 anni (numero che ricorre a quanto sembra) da quando il Cio scelse il karate e lo inserì nella lista olimpica di Tokyo. L’idea innovativo del mondo olimpico, permise all’arte marziale di entrare nell’universo dorato a cinque cerchi. Lì i sogni dei karateka di tutto il mondo hanno cominciato a vivere.

Dopo 4 anni dall’agosto del 2016, da orologio olimpico, la pandemia da Covid 19 ha purtroppo fatto slittare di un anno l’evento delle meraviglie al Budokan. Ma i cuori dei karateka hanno proseguito a pulsare. Come quelli degli azzurri ovviamente. Una Nazionale da sempre vincente nella storia, quella del karate italiano. E allora quei sogni, per alcuni degli atleti italiani, si sono avverati. Per altri si sono infranti, ma il tatami attende per una rivincita in più. Nello sport c’è sempre una chance per riprendersi gioia e soddisfazione. E mentre l’anno 2021 è finalmente arrivato e ha riportato sulla strada della normalità i campioni del karate mondiale, che sono ora proiettati verso i primi Giochi della carriera e della vita, il countdown snocciola giorni, ore, minuti e secondi. E i Magnifici 5 si preparano. Due donne e tre uomini. Viviana Bottaro, Silvia Semeraro. La prima plurimedagliata mondiale ed europea nel kata a squadre e nel kata individuale e la seconda pluridecorata nel kumite dei 61 chilogrammi. Mattia Busato, Angelo Crescenzo e Luigi Busà.

Busato, Semeraro, Busà, Bottaro e Crescenzo. I qualificati per le Olimpiadi (foto@fijlkam)

Stiamo parlando dell’élite del karate. Mattia la stella del kata maschile, stessa strada nella disciplina di Viviana. Prima vittorioso nella squadra azzurra e poi la scelta  di competere da solo. Non sono finite le medaglie, hanno proseguito a scintillare in bacheca. Come lo hanno fatto per Angelo. Il penultimo a qualificarsi per Tokyo nei 67 kg del combattimento e colui che, nel 2020 aveva visto allontanarsi un sicuro pass per colpa del Covid e colui che, un anno dopo, si è ripreso il biglietto per il Giappone. Poi c’è Busà. Il veterano dei 5 e il capitano. Il talento del kumite azzurro da sbandierare con orgoglio nei 75 kg, insieme agli altri. Plurimedagliati tutti. Mondiali ed Europei, come in Premier League. Il karate ha potuto solo festeggiare medaglie in ambiti suddetti. Adesso sarà diverso finalmente. Grazie al Cio che ha accolto la richiesta e il programma. Una World Karate Federation che in campo ha messo i migliori per conquistarsi le medaglie del ‘sì olimpico’.

Davide Benetello e il Presidente della Wkf Espinos

Merito dell’organizzazione tutta e merito anche di Davide Benetello. Un grande lavoro del campione mondiale di kumite del 1994. Un calcio rovescio al destino, anche dalla dirigenza della Wkf. Dopo che sul tatami è diventato uno dei più grandi. Membro della Commissione Atleti della Wkf e vicepresidente della Fijlkam e consigliere federale del settore karate, Benetello commenta: “La Federazione Italiana è molto soddisfatta per i cinque atleti qualificati alle Olimpiadi. Tutta la Direzione Tecnica Nazionale ha lavorato intensamente e con ottimi risultati in questi tre anni. Sappiamo che le Olimpiadi saranno una gara molto difficile perché ci sono gli atleti migliori al mondo ma sappiamo anche che i nostri cinque sono assolutamente fra i migliori al mondo nelle rispettive categorie”.

I cinque atleti qualificati per le Olimpiadi, in un rigidissimo protocollo di gare, contano 3 ori, 3 argenti e 4 bronzi ai Campionati del Mondo e 7 ori, 7 argenti e 15 bronzi ai Campionati Europei. Silvia Semeraro è stata l’ultima karateka azzurra ad aggiungersi al team olimpico della Fijlkam, grazie alla splendida gara di Parigi (leggi qui) che ha commentato, a caldo, così: “È una grandissima emozione, sono ancora incredula, sto ancora sognando e voglio continuare a sognare. Questo è solo l’inizio e spero di portare a casa una bella medaglia da Tokyo. È lì che tireremo le somme. Spero non sia l’ultima partecipazione del karate alle Olimpiadi, ma il fatto che sia la prima volta mi ha sicuramente dato ancora più stimoli per dare tutto e andarmi a prendere questa partecipazione. Voglio ringraziare tutti, la Federazione e tutto lo staff della nazionale, il mio gruppo sportivo, la Polizia di Stato Fiamme Oro, che mi supporta sempre e tutte le persone che hanno sempre creduto in me.”

Viviana Bottaro sul tatami (foto@fijlkam)

Viviana Bottaro aveva strappato il pass nel febbraio del 2020. La prima karateka azzurra senior e prima donna del kata nella storia a farlo, con grande emozione: “Il metodo di qualificazione era veramente devastante: una ranking ristretta e un torneo di qualificazione secco, che è sempre un terno al lotto. C’è un po’ il rammarico perché in ogni categoria ci sono atleti fortissimi che meriterebbero le Olimpiadi. Noi cinque, però, siamo una bella squadra e ne sono molto orgogliosa. Per quanto riguarda la preparazione, ci aspettano giorni molto intensi e io sono molto emozionata. Non vedo l’ora di attraversare questo periodo preolimpico e siamo tutti gasati. La mia aspettativa è di godermi quel giorno – ha proseguito la Bottaro come riportato dal sito ufficiale della Fijlkam –  fare bene e divertirmi. Per noi del karate è un’occasione unica nel vero senso della parola. Mi sento la responsabilità di rappresentare la nazionale e tutto il movimento del karate. Ho la fortuna e il privilegio di partecipare, cosa che i campioni prima di me non hanno potuto fare. In base alle nostre qualità abbiamo tutti, sicuramente, la possibilità di fare bene e di fare medaglia. Quel giorno sarà magico e mi auguro di dare tutta me stessa al meglio”.

(Mattia Busato foto@fijlkam)

Mattia Busato è stato il primo atleta del kata maschile e l’unico sino ad ora a qualificarsi per le Olimpiadi (sperando che il sogno continui per il movimento mondiale oltre Parigi 2024): “È stata sicuramente una lunga attesa, le gare in questo percorso sono state davvero tante e ho utilizzato questo tempo per aggrapparmi il più possibile alle mie sicurezze. So che se riesco a fare ciò che ho in mente verrà fuori una grande gara. Siamo in cinque, conosco bene tutti e cinque, tutti dei grandi lavoratori, molto umili ma anche molto eclettici, secondo me se ne vedranno delle belle. Questi quattro anni sono stati pieni di difficoltà, ma insieme alla Federazione e al gruppo sportivo dell’Esercito nel quale sono cresciuto, rimanendoci vicini, siamo riusciti a risolvere tutti i problemi e conquistare la qualificazione”.

Crescenzo con l’oro mondiale al collo (foto@fijlkam)

Angelo Crescenzo dichiara con orgoglio: “Gli allenamenti si stanno intensificando sempre di più. Nulla si può lasciare al caso. Allo stesso tempo, questi giorni in cui ho commentato le finali del torneo olimpico tante emozioni mi hanno stimolato e l’atmosfera olimpica già si sentiva. Sono emozionatissimo e non vedo l’ora di partire. Cinque atleti su otto è l’ennesima dimostrazione della forza, a livello internazionale, dell’Italia in questo sport. Sono sicuro che ognuno di noi può aspirare alla medaglia se non, addirittura, alla medaglia d’oro. Abbiamo tutti palmarès molto importanti, ci stiamo molto vicini, ci sentiamo spesso e stiamo tutti lavorando al meglio. Partiremo anche in raduno così da poter lavorare insieme come abbiamo sempre fatto in questo percorso di qualificazione e sono certo che l’Italia si farà valere come può e deve. Vorrei ringraziare tantissime persone con cui ho condiviso questo percorso. Tra le più importanti, da un lato sicuramente la Federazione, tutto lo staff e il mio coach Nello Maestri che mi ha seguito in quest’ultima parte di qualificazione; dall’altra parte l’Esercito e la mia società Shirai Club S. Valentino che ogni giorno ha contribuito a portare avanti questo progetto. Inoltre, un ringraziamento speciale ad una persona che mi è stata costantemente vicino, il capitano Luigi Busà, con cui ho condiviso tutto il percorso a partire da Berlino 2018, vivendo insieme sia le sconfitte che le vittorie. Una persona come lui, con la sua storia, mi ha aiutato sicuramente tanto”.

Luigi Busà sul podio (foto@fijlkam)

Luigi Busà aggiunge poche parole, ma intense e significative. Sulla scia del suo modo di combattere, lancia una velata sfida, dando l’appuntamento a chi tiferà per l’Italia e a chi incontrerà sul tatami: “Abbiamo tutti grandi possibilità di fare bene. Non voglio dire altro, ci vediamo sul tatami di Tokyo dal 5 al 7 agosto”.

Tantissima la voglia di fare bene da parte dei 5 Magnifici del karate. Le speranze sono forti e anche concrete. A Tokyo ci saranno i migliori combattenti del pianeta. Combattenti che gli azzurri conoscono bene e con i quali da anni si  confrontano. E con i quali da anni vincono e perdono. Naturalmente il programma dell’estate dei 5 è quello di replicare i successi sul podio, come fatto ai Mondiali e agli Europei. Stavolta ci sarà la bandiera olimpica a sventolare sui tappeti delle loro battaglie tecniche. Seguiti anche dagli allenatori azzurri a bordo tatami. E’ alta la carica emotiva e la motivazione. E’ il momento del ‘dentro o fuori’ per il sogno dorato più grande. Davide Benetello non dimentica chi meritava di esserci e chi non ha potuto realizzare il sogno delle Olimpiadi: “Purtroppo, Sara Cardin, Laura Pasqua e Michele Martina non sono riusciti a qualificarsi. Il Preolimpico è una gara davvero complicata e tutti avrebbero meritato un pass, sia per l’impegno che per la qualità tecnica dimostrata durante tutto il percorso. I numeri del karate sono molto limitati per Tokyo e, probabilmente, in altri sport avrebbero preso il pass molto più facilmente. Ma questo è lo sport e queste sono le regole del momento. Tramite la rappresentanza continentale e le wild card, destinate ai piccoli comitati olimpici nazionali, dunque di certo non a noi, non ci sono più possibilità. Il team è al completo. Sicuramente gli atleti che non si sono qualificati hanno un focus per Dubai perché il Campionato del Mondo è dietro l’angolo, è importantissimo e ci teniamo ad avere una nazionale competitiva. Le Olimpiadi sono purtroppo dedicate a una piccola schiera ma il Campionato del Mondo darà serenità anche agli altri che avranno un appuntamento importante. Le selezioni sono aperte e lavoriamo già per mantenere alta l’attenzione anche per Dubai”.

La Nazionale Italiana di karate(foto@Fijlkam)

Tornando alle Olimpiadi, Benetello conclude: “A livello di preparazione, ci sarà sicuramente un periodo di lavoro in Italia, bisogna decidere se a Ostia o in qualche località montana dove il clima ci permette di stare più freschi e stressare meno il fisico, per poi andare a Gotenba. Qui ci sarà una delegazione italiana più ampia perché, chiaramente, gli atleti qualificati hanno bisogno degli sparring. Poi soltanto Luigi, Mattia, Viviana, Silvia e Angelo andranno al villaggio olimpico di Tokyo, poco prima del loro ingresso al Nippon Budokan”.

(foto@fijlkam)

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